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		<title>Il Foglio .it - Cerazade</title>
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		<description>Elenco ultimi post sul blog Cerazade del sito www.ilfoglio.it</description>
		<lastBuildDate>Fri, 17 May 2013 19:43:25 +0200</lastBuildDate>
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		<dc:rights>Copyright2013 FOGLIO QUOTIDIANO soc. coop.</dc:rights>	
		<dc:creator>Redazione del Foglio.it</dc:creator>

		

				
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			<title><![CDATA[Sette idee di Ichino per il futuro dei montiani [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Ieri pomeriggio i deputati e i senatori di Scelta civica si sono incontrati per discutere il futuro del movimento nato qualche mese fa poco prima delle elezioni e guidato dall'ex presidente del consiglio Mario Monti. La fase &amp;egrave; complicata e Scelta civica &amp;egrave; attraversata da molte pulsioni e molte spinte non coincidenti l'una con l'altra. Come se ne esce? Ichino ha queste idee. L'intervento, svolto ieri nel corso dell'assemblea costituente di Scelta Civica, &amp;egrave; quello che il professore &amp;egrave; diviso in sette punti ed &amp;egrave; utile da leggere per capire la strada che potrebbe seguire Scelta Civica per non perdersi all&amp;rsquo;interno della Grande Coalizione. &amp;quot;Se non lo facciamo &amp;ndash; ha detto ieri Ichino &amp;ndash; temo che la nostra impresa avr&amp;agrave; vita breve&amp;quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Vi propongo una riflessione su sette punti, sette questioni scomode. Potremmo essere tentati di accantonarle perch&amp;eacute; &amp;ldquo;divisive&amp;rdquo;; ma &amp;egrave; solo affrontandole apertamente che eviteremo gli scogli sui quali la nostra barca potrebbe incagliarsi. Del resto, &amp;egrave; destino di tutti i veri riformatori quello di essere, in qualche misura, divisivi.
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;bull;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ci&amp;ograve; che ci ha mossi alla nostra impresa politica, nel dicembre scorso, &amp;egrave; l&amp;rsquo; &amp;ldquo;Agenda Monti&amp;rdquo;: un insieme organico di cose da fare, con un appello a unirsi solo sulla base del loro contenuto e dell&amp;rsquo;obiettivo fondamentale, la riforma europea dell&amp;rsquo;Italia, indipendentemente dalle posizioni di origine di ciascuno e persino delle vocazioni politiche di ciascuno. Per dirla all&amp;rsquo;inglese, ci siamo uniti sul terreno delle policies, pi&amp;ugrave; che su quello del politics. Ci siamo uniti per dar vita a un polo riformatore capace di sfidare il conservatorismo del centro-destra e quello del centro-sinistra, che si sorreggono a vicenda. Dopo di allora, per&amp;ograve;, abbiamo dato l&amp;rsquo;impressione di uno slittamento della nostra attenzione e della nostra azione dalle policies al politics, alle manovre, alle scelte di schieramento. Se non fermiamo subito questa deriva, verr&amp;agrave; meno la ragion d&amp;rsquo;essere originaria del nostro unirci.
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;bull;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ritornare alla nostra ragion d&amp;rsquo;essere originaria, ai contenuti fortemente incisivi dell&amp;rsquo;&amp;ldquo;Agenda Monti&amp;rdquo;, &amp;egrave; indispensabile se vogliamo esercitare un&amp;rsquo;influenza politica positiva sulla gravissima crisi in atto nel PD. Dobbiamo costituire l&amp;rsquo;interlocutore principale per la parte pi&amp;ugrave; interessata a recuperare lo spirito originario di quel partito, perch&amp;eacute; essa a sua volta diventi nostra interlocutrice sul nostro programma. E a questo programma dia una gamba in pi&amp;ugrave; per camminare (di gambe, programmi politici difficili come il nostro non ne hanno mai troppe!).
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;bull;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quanto alla questione del nostro rapporto con l&amp;rsquo;UDC, concordo totalmente sul punto sottolineato da Mario Monti, cio&amp;egrave; che essa non pu&amp;ograve; essere risolta sulla base di &amp;ldquo;prevenzioni antropologiche&amp;rdquo;. Sarebbe davvero contraddittorio se proprio noi, che ci proponiamo di unire tutti i riformatori sulla base della sola loro condivisione dei contenuti, avessimo delle difficolt&amp;agrave; a convergere con chi a Mario Monti &amp;egrave; stato pi&amp;ugrave; vicino nell&amp;rsquo;anno del suo governo e della nascita della sua &amp;ldquo;Agenda&amp;rdquo;. &amp;Egrave; invece proprio l&amp;rsquo;impegno concreto su quest&amp;rsquo;ultima che pu&amp;ograve; e deve costituire il criterio decisivo per risolvere la questione. Per chiarire quello che intendo dire, propongo questo esempio: uno dei capitoli dell&amp;rsquo;&amp;ldquo;Agenda Monti&amp;rdquo; &amp;egrave; costituito dall&amp;rsquo;incentivo fiscale all&amp;rsquo;occupazione delle donne come azione positiva mirata a raggiungere l&amp;rsquo;obiettivo di Lisbona del tasso di occupazione femminile al 60 per cento (dal 48 per cento attuale); un primo passo per spostare il nostro Paese dall&amp;rsquo; &amp;ldquo;equilibrio mediterraneo&amp;rdquo; che lo caratterizza a un equilibrio di tipo nord-europeo.&amp;nbsp; Questa scelta di politica del lavoro &amp;egrave; diametralmente opposta a quella del cosiddetto quoziente familiare, che &amp;ndash; cos&amp;igrave; come viene oggi presentata &amp;ndash; ha invece l&amp;rsquo;effetto di disincentivare il secondo reddito di lavoro nel nucleo familiare, cio&amp;egrave; quasi sempre quello della donna. &amp;Egrave; su questo terreno che dobbiamo ragionare con l&amp;rsquo;UdC. Io sono convinto che un&amp;rsquo;intesa possa essere trovata, che salvi le valenze positive delle due misure; ma l&amp;rsquo;intesa pu&amp;ograve; essere trovata solo se condividiamo il disegno di spostare il Paese dall&amp;rsquo;equilibrio mediterraneo a quello centro- e nord-europeo. Non se vogliamo coltivare la secolare peculiarit&amp;agrave; italiana su questo terreno.
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;bull;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Un&amp;rsquo;altra questione che dobbiamo discutere con grande urgenza &amp;ndash; e che pu&amp;ograve; essere decisiva per la nostra divergenza o convergenza con l&amp;rsquo;UdC &amp;ndash; &amp;egrave; quella che riguarda la riforma istituzionale e la riforma elettorale: intendiamo affrontare questi due punti dell&amp;rsquo;agenda guardando essenzialmente alla grande riforma di cui il nostro Paese ha bisogno, oppure invece guardando essenzialmente al nostro interesse contingente di partito di centro che si propone soltanto di svolgere il ruolo di ago della bilancia tra destra e sinistra (a rischio di ridursi a mosca cocchiera)?
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;bull;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La spending review e la profonda trasformazione delle amministrazioni pubbliche costituiscono un capitolo centrale nell&amp;rsquo;&amp;ldquo;Agenda Monti&amp;rdquo;. Ma non sembrano avere costituito una nostra preoccupazione prioritaria nella negoziazione per la formazione del nuovo Governo, visto che abbiamo rinunciato alla possibilit&amp;agrave; &amp;ndash; che pure ci era stata offerta &amp;ndash; di guidare il dicastero della Funzione Pubblica. Anche questo &amp;egrave; un terreno sul quale dobbiamo recuperare un ritardo grave: tanto pi&amp;ugrave; grave in quanto questo dovrebbe costituire un capitolo importante del programma del Governo Letta e comunque il capitolo primo e decisivo nella strategia che noi proponiamo.
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;bull;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dobbiamo assumere con decisione un&amp;rsquo;iniziativa di dialogo e confronto con la galassia dei gruppi, associazioni e movimenti dell&amp;rsquo;area liberal-democratica e di quella radicale (nel senso in cui &amp;egrave; radicale Emma Bonino, per intenderci), che chiedono &amp;ndash; e oggi stentano a ottenere &amp;ndash; rappresentanza politica. Non deve trattenerci dall&amp;rsquo;assumere questa iniziativa la preoccupazione per le divergenze tra queste formazioni e quelle di ispirazione cattolica e popolare, che pure hanno in noi un referente politico, sul terreno dei diritti civili: il riferimento agli standard proposti su questo terreno dagli ordinamenti europei pu&amp;ograve; e deve &amp;ndash; a mio avviso &amp;ndash; costituire la bussola per arbitrare la questione nell&amp;rsquo;ambito di una formazione politica quale &amp;egrave; la nostra, che nell&amp;rsquo;integrazione dell&amp;rsquo;Italia in Europa e al tempo stesso nell&amp;rsquo;unione di tutti i sostenitori della riforma europea dell&amp;rsquo;Italia vede la propria ragion d&amp;rsquo;essere fondamentale.
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;bull;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Sul piano organizzativo, infine, dobbiamo chiarirci le idee sul modello di partito a cui pensiamo: partito pesante o leggero, partito delle tessere o partito-rete? La questione &amp;egrave; strettamente collegata a quella del finanziamento pubblico. E anche qui torna in rilievo la nostra fedelt&amp;agrave; all&amp;rsquo;&amp;ldquo;Agenda Monti&amp;rdquo; e a due suoi capitoli in particolare: quello relativo alla drastica riduzione dei costi della politica e quello relativo alla trasparenza totale nelle amministrazioni pubbliche. Come potremmo candidarci a introdurre e praticare la full disclosure nelle amministrazioni pubbliche, se non incominciassimo a praticarla nella nostra stessa amministrazione? Devo dire invece che qui le cose si svolgono ancora nel segno di una prevalente opacit&amp;agrave;. 
Questi sono solo sette dei molti punti sui quali credo che dobbiamo recuperare urgentemente lo spirito originario che ci ha mossi cinque mesi fa alla nostra impresa politica. Se non lo facciamo, temo che la nostra impresa avr&amp;agrave; vita breve. Ma se ci riusciamo possiamo aspirare a diventare il fatto nuovo pi&amp;ugrave; importante della Terza Repubblica.

&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/XRukkleO1V8" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-05-17T17:03:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Che cosa si sono detti Renzi e Letta [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Che cosa si sono detti oggi Enrico Letta e Matteo Renzi? A differenza dell&amp;rsquo;incontro di qualche giorno fa tra Letta e Prodi questa volta l&amp;rsquo;ospite ricevuto a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio non era in cerca di portaceneri ma era in cerca di una certezza. La certezza cio&amp;egrave; che nel Pd non si stia formando un nuovo patto di sindacato che possa penalizzare il sindaco di Firenze. Renzi ha chiesto e proposto a Letta di avere l&amp;rsquo;ultima parola sulle cose che accadranno nel partito e Letta ha risposto di s&amp;igrave;. Sapendo perfettamente che &amp;egrave; vero che Renzi, con ogni probabilit&amp;agrave;, sar&amp;agrave; destinato a essere in futuro un&amp;nbsp; competitor ma sapendo anche che la stabilit&amp;agrave; del governo dipende anche dalla stabilit&amp;agrave; del Pd: e che dunque per il bene del governo e per il bene del Pd Renzi ha diritto di essere a tutti gli effetti il nuovo azionista di maggioranza del partito. Nei prossimi giorni vedremo in che forma.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/8YnZBLhiAG8" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-05-16T19:07:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Veltroni spiega cosa ha sbagliato con D'Alema [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Oggi esce il libro di Walter Veltroni su &amp;quot;L'Italia e la sinistra che vorrei&amp;quot;. Del libro ne parliamo oggi sul &lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/18208"&gt;Foglio&lt;/a&gt;. Tra i passaggi significativi ce n'&amp;egrave; uno in cui Veltroni torna sul suo storico dualismo con D'Alema e spiega cosa ha sbagliato. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Al contrario: il Pd &amp;egrave; nato in ritardo, un ritardo di dieci anni. Un forte, grave e per molti versi colpevole ritardo. Gi&amp;agrave; tra il 1995 e il 1996 c&amp;rsquo;erano condizioni preziose da cogliere subito e con pi&amp;ugrave; decisione: la fine delle gabbie ideologiche e la possibilit&amp;agrave; di incontrarsi sulla base di valori e programmi, e una molto maggiore fluidit&amp;agrave; del legame tra scelte politiche e dimensione individuale, con gli elementi identitari assai meno forti che in passato. Era scattata una pi&amp;ugrave; profonda sensibilit&amp;agrave; verso la propria &amp;laquo;macro-appartenenza&amp;raquo;: lo spirito dell&amp;rsquo;Ulivo voleva dire che ci si sentiva dentro una coesione di culture, esperienze e linguaggi, quasi un &amp;laquo;meticciato&amp;raquo; di tradizioni e storie. E qui apro una parentesi per tornare alla questione cui facevo cenno, a proposito delle divisioni sotto traccia e delle differenze di vedute non sufficientemente esplicitate. Se si vuole, &amp;egrave; un po&amp;rsquo; anche un&amp;rsquo;autocritica, per la parte che mi riguarda. &amp;Egrave; anche colpa nostra, per dirla tutta, se &amp;egrave; andata avanti per quasi vent&amp;rsquo;anni la storia della rivalit&amp;agrave; personale tra me e Massimo D&amp;rsquo;Alema. L&amp;rsquo;ho detto e lo ripeto: tra me e lui c&amp;rsquo;&amp;egrave; sincera stima e rispetto reciproco, ma ci sono anche profonde differenze politiche e culturali. Ecco: penso ad alcuni passaggi, per esempio quello del suo famoso intervento al seminario dell&amp;rsquo;Ulivo a Gargonza nella primavera del 1997, piattaforma ideale della supremazia dei partiti con la P maiuscola rispetto all&amp;rsquo;idea dell&amp;rsquo;Ulivo e della sua evoluzione in qualcosa di pi&amp;ugrave; ampio e consolidato, per me in un partito. In quel caso, le nostre diversit&amp;agrave;, sempre espressione di sincere differenze politiche e mai di guerre di potere, si sarebbero dovute esplicitare in maniera molto pi&amp;ugrave; netta e chiara rispetto a quanto non sia avvenuto, per poi far decidere al popolo del centrosinistra, con altrettanta nettezza e chiarezza, nelle forme e nei modi che avremmo potuto scegliere, quale strada prendere delle due da noi auspicate. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/xkMDXB0QZIk" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-05-15T07:57:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Gran post di un renziano doc sul Cav. a Brescia [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Alfredo Bazoli, deputato renziano, ex consigliere comunale a Brescia, sabato ha ascoltato Berlusconi a Brescia, si &amp;egrave; fatto le sue idee e ha scritto un gran post su Facebook. Decisamente controcorrente. E' questo. Leggetelo, &amp;egrave; molto bello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span data-ft="{&amp;quot;tn&amp;quot;:&amp;quot;K&amp;quot;}" class="userContent"&gt;Sabato sono andato in Piazza Duomo al comizio di Berlusconi.
Ero un po&amp;rsquo; preoccupato per il clima sovraeccitato che avevo respirato  in giornata a Brescia, e temevo che il leader pdl potesse infiammare gli  animi.
Ma siccome mi fido oramai molto poco, lo ammetto, dei resoconti dei media, volevo vedere e capire con i miei occhi.
Gi&amp;agrave; nell&amp;rsquo;avvicinarmi alla piazza, il clima di tensione era palpabile.
Son&lt;span class="text_exposed_show"&gt;o  passato davanti alla stele che ricorda i caduti di Piazza Loggia,  presidiata da qualche poliziotto in tenuta antisommossa, dove alcune  militanti del pd mi hanno fermato spiegandomi che erano l&amp;igrave; per impedire  ai dirigenti del pdl di avvicinarsi a rendere omaggio, poich&amp;eacute; la  consideravano una provocazione.
Ho detto loro che io li avrei fatti passare, che mi sembrava sbagliato, ma ho capito che non era aria, e sono passato oltre.
Arrivato in piazza Duomo, ho visto la folla tumultuante ed eccitata,  contenuta da un cordone di agenti, che ululava all&amp;rsquo;indirizzo dei  manifestanti del pdl. 
Giunto in centro alla piazza, mi sono confuso  tra i simpatizzanti del pdl, fermandomi a salutare qualche conoscente e  amico di centrodestra, cercando di mettermi in una posizione che mi  consentisse di sentire le parole che avrebbe pronunciato Berlusconi.
Quando &amp;egrave; arrivato ovviamente l&amp;rsquo;eccitazione della piazza, tra gli applausi ed i fischi, &amp;egrave; giunta al massimo livello.
Il suo discorso, infarcito di retorica da comizio, &amp;egrave; durato una  mezz&amp;rsquo;oretta, nella quale ha sciorinato il suo repertorio, tra accuse ai  magistrati politicizzati e rivendicazione delle prime scelte del nuovo  governo su Imu e rifinanziamento della cassa in deroga.
Io l&amp;rsquo;ho  ascoltato tutto con attenzione, accanto alla carrozzina di un disabile  con bandiera del pdl accompagnato dal padre, dietro di me cinque o sei  ragazzi infiltrati che provocavano e litigavano con i manifestanti.
L&amp;rsquo;impressione che ho ricavato dalla giornata &amp;egrave; stata molto sgradevole.
E non tanto per le parole pronunciate da Berlusconi, che a mio avviso  per quanto decisamente opinabili in molti passaggi, sono rimaste entro i  limiti della propaganda politica accettabile in un comizio, quanto per  il clima teso e sostanzialmente violento che ho respirato, e che in ogni  caso io non trovo giustificabile.
Intendiamoci, io lo so bene chi &amp;egrave;  Berlusconi, so che chi semina vento raccoglie tempesta, e so quanto  vento ha soffiato lui in questi anni.
Eppure resto convinto che la  reazione cos&amp;igrave; scomposta ed eccitata, che si &amp;egrave; trasformata in una sorta  di assedio al suo comizio, sia profondamente sbagliata, sia per il modo,  sia per gli effetti.
E&amp;rsquo; sbagliata perch&amp;eacute; credo nel diritto di  manifestare liberamente per chiunque, e troverei inaccettabile e  antidemocratico se mi trovassi io a partecipare ad un comizio del mio  segretario in uno stato d&amp;rsquo;assedio.
E sbagliata perch&amp;eacute; cos&amp;igrave; si fa un  favore proprio a Berlusconi, che dentro questa guerra civile permanente  ha prosperato, e che va invece combattuto e sfidato su altri terreni,  quelli dei contenuti e delle proposte, e con altre armi, quelle della  politica.
Libert&amp;agrave;, tolleranza e rispetto per gli avversari politici sono valori irrinunciabili di una democrazia.
L&amp;rsquo;ho imparato da mio padre, assessore della dc allorch&amp;egrave; la bomba di  piazza loggia gli port&amp;ograve; via la moglie e madre dei suoi bambini: quando  nel primo consiglio comunale successivo alla strage una consigliera  dell&amp;rsquo;MSI prese la parola, tutti i consiglieri di maggioranza e  opposizione uscirono dall&amp;rsquo;aula in segno di protesta, ma lui decise di  rimanere, proprio perch&amp;eacute; sapeva quanto contasse anche allora dare  testimonianza di profondo attaccamento a quei principi e valori su cui  si fonda la convivenza civile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/oyIhrnukDSY" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-05-13T10:49:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Riepilogo del Cencelli del Pd [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Cencelli Pd/ 14 -&amp;nbsp; Francesco Boccia, presidente Commissione bilancio Camera, quota Letta

Cencelli Pd/ 13 -&amp;nbsp; Donatella Ferranti, presidente Commissione giustizia Camera, quota Fioroni

Cencelli Pd/ 12 -&amp;nbsp; Guglielmo Epifani, presidente Commissione attivit&amp;agrave; produttive Camera, quota Bersani

Cencelli Pd/ 11 -&amp;nbsp; Ermete Realacci, presidente Commissione ambiente alla Camera, quota Renzi 

Cencelli Pd/ 10 -&amp;nbsp; Cesare Damiano, presidente Commissione lavoro alla Camera, quota Fassino

Cencelli Pd/ 9 -&amp;nbsp; Michele Meta, Commissione trasporti alla Camera, quota Ignazio Marino

Cencelli Pd/ 8&amp;nbsp; Luca Sani, presidente Commissione agricoltura alla Camera, quota D&amp;rsquo;Alema

Cencelli Pd/ 7 - Michele Bordo, presidente Commissione politiche UE alla Camera, quota Giovani Turchi

Cencelli Pd/ 6 - Anna Finocchiaro, presidente Commissione affari costituzionali Senato, quota, ehm, Finocchiaro

Cencelli Pd/ 5 - Mauro Marino, presidente Commissione finanze Senato, quota Bindi

Cencelli Pd/ 4 - Nicola Latorre, presidente Commissione difesa Senato, quota D&amp;rsquo;Alema

Cencelli Pd/ 3 - Massimo Mucchetti, Presidente Commissione industria senato, quota Bersani
&amp;nbsp;
Cencelli Pd/ 2 - Emilia Grazia De Biasi, presidente commissione sanit&amp;agrave; Senato, quota Franceschini

Cencelli Pd/ 1 Andrea Marcucci, presidente commissione istruzione e beni culturali del Senato, quota Renzi
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/WjCtiRP999k" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-05-08T13:17:00+02:00</dc:date>

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		<item>
		
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			<title><![CDATA[Una cosa che in pochi ricorderanno di Andreotti [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Tra i tanti passaggi storici di cui fu protagonista Giulio Andreotti ce n'&amp;egrave; uno che spesso in questi anni &amp;egrave; stato comprensibilmente tralasciato. Il passaggio riguarda incidentalmente il rapporto tra Moro e lo stesso Andreotti e in particolare riguarda una delle leggi che da presidente del Consiglio Andreotti fu costretto a firmare e che all'ex senatore a vita provoc&amp;ograve; una clamorosa crisi di coscienza. Era il maggio del 1978, e quella leggea era la famosa legge 194 (quella sull'aborto, insomma). Di quella legge ne parlai proprio con Andreotti quattro anni fa, &lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/282"&gt;in questa lunga chiacchierata con il Foglio.&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Ebbi una crisi di coscienza e mi chiesi se dovevo firmare quella legge. Ma se io mi fossi dimesso nessun altro democristiano avrebbe potuto firmarla: si sarebbe aperta una crisi politica senza sbocco prevedibile e in un momento grave per il paese. Una crisi che avrebbe forse creato anche complicazioni internazionali. E da parte mia, con le dimissioni, avrei contribuito a un male maggiore di quello che volevo evitare. Cos&amp;igrave; firmai&amp;rdquo;. 
&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;S&amp;igrave;, quella fu la prima grande legge approvata dopo Moro e in effetti io ricordo che noi rimanemmo molto male, per esempio, che data la tensione che c&amp;rsquo;era gli altri partiti non vollero nemmeno sospendere per qualche momento le sedute proprio quando eravamo tutti tesi alla ricerca di Moro. Questo fu uno dei motivi anche pi&amp;ugrave; aspri di discussione. A mio avviso, era comunque arrivata a livello parlamentare una svolta nella quale il &amp;lsquo;s&amp;igrave;&amp;rsquo; e il &amp;lsquo;no&amp;rsquo; erano ormai maturi. Ritardare, certo, poteva evitare nell&amp;rsquo;immediato un impatto un po&amp;rsquo; traumatico; per&amp;ograve; avrebbe anche protratto un dibattito su un tema cos&amp;igrave; forte che giustamente interessava tutte le forze politiche e che, dall&amp;rsquo;altra parte, non poteva naturalmente essere l&amp;rsquo;unico tema a cui dedicare tutte le nostre forze. In quel contesto &amp;ndash; continua Andreotti &amp;ndash; &amp;egrave; corretto dire che riuscire a convergere su una legge di quel tipo fu un segnale politico forte. Dopo tensioni molto forti in un paese c&amp;rsquo;&amp;egrave;, e ci deve essere, un momento di respiro; un raffreddamento che qualche volta porta a vedere meno intensamente anche problemi importanti. Ma siccome la gran parte delle legislazioni del mondo l&amp;rsquo;aborto lo contemplava, ringraziamo Dio che ce lo siamo levato di torno perch&amp;eacute; ce lo saremmo ritrovato successivamente e magari avrebbe complicato ancora di pi&amp;ugrave; le cose&amp;rdquo;. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/y1I6q7pYhhQ" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-05-06T15:00:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Il 25 aprile di ieri. Il 25 aprile di oggi [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;L'ultima volta che l'Italia ebbe un governo di larghe intese vero &amp;ndash; cio&amp;egrave; con i politici dei due principali schieramenti avversari presenti entrambi in un esecutivo &amp;ndash; fu nel 1946, un anno dopo quel 25 aprile l&amp;igrave;. A Palazzo Chigi c&amp;rsquo;era De Gasperi e nel governo entr&amp;ograve; Palmiro Togliatti. Nel corso degli anni ci sono state altre forme di grandi coalizioni e di larghe intese e seppure in molti casi le prime due forze di maggioranza e di opposizione abbiano appoggiato un governo assieme &amp;egrave; da quel periodo l&amp;igrave; che un primo ministro non tenta di compiere un&amp;rsquo;impresa simile. I paragoni storici sono avventati, ed &amp;egrave; impossibile equiparare quel periodo storico a questo (Togliatti e De Gasperi, in fondo, durante la guerra erano sullo stesso fronte, ma volendo si potrebbe dire che anche il Pd e il Pdl oggi potrebbero combattere insieme sullo stesso fronte contro i, diciamo cos&amp;igrave;, delitti economici dell'unione europea). Eppure, in un certo modo, oggi sia il centrodestra sia il centrosinistra hanno un&amp;rsquo;occasione storica. L&amp;rsquo;occasione di superare, insieme, un ventennio di guerra politica in cui guelfi e ghibellini (berlusconiani e antiberlusconiani) hanno combattuto senza risparmiare un colpo. E&amp;rsquo; stata una guerra. Tutti sono responsabili. E ha ragione Giorgio Napolitano quando &amp;ndash; lo ha fatto mirabilmente luned&amp;igrave; scorso &amp;ndash; sculacciando i partiti non fa sconti a nessuno: n&amp;eacute; al centrodestra, n&amp;eacute; al centrosinistra (che ricordiamo dal 1994 a oggi hanno governato pi&amp;ugrave; o meno gli stessi anni). Oggi l&amp;rsquo;occasione di deporre le armi esiste ed entrambi i partiti hanno la possibilit&amp;agrave; di disegnare attorno a s&amp;eacute; un nuovo perimetro. Il Pdl ha la possibilit&amp;agrave; di costruire le fondamenta per una destra che sia qualcosa di pi&amp;ugrave; della semplice proiezione del volto di Berlusconi (e che sia altro da quella del restituiamo l&amp;rsquo;imu). Il Pd, invece, ha la possibilit&amp;agrave; di trovare un collante per tenere insieme le proprie anime che sia diverso dall&amp;rsquo;anti berlusconismo. La sfida oggettivamente &amp;egrave; impossibile ma il percorso che indica oggi Napolitano &amp;egrave; questo. E a suo modo non &amp;egrave; male che il governo di servizio prender&amp;agrave; forma proprio il 25 aprile.

&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/Tsf9mPQ_IKA" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-25T11:48:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Che cosa pensa Renzi del nuovo Pd [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;em&gt; &amp;ldquo;A prescindere da come andranno le cose si  pu&amp;ograve; dire che in poche ore il Pd, decidendo di dare il suo sostegno al  presidente, ha scelto di imboccare una nuova direzione che porter&amp;agrave; il  nostro partito verso un percorso che potrebbe essere persino  rivoluzionario. Lo dico in modo chiaro: da ieri c&amp;rsquo;&amp;egrave; un nuovo perimetro  in cui si muove il Pd e uscire fuori da quel perimetro significa  imboccare una strada diversa. Non so come andr&amp;agrave; a finire ma, con tutto  quello che &amp;egrave; accaduto nelle ultime ore, di una cosa sono certo: per la  prima volta ieri il Pd mi ha fatto sentire completamente a casa mia&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;
&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/17933"&gt;&lt;strong&gt;Matteo Renzi sul Foglio di oggi&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/jNAIKskZPMY" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-24T14:42:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Chi è Letta lo sapete. Ma lo sapete chi è un lettiano? [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/15333"&gt;(dal Foglio del 13 ottobre 2012)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt; Il lettiano &amp;egrave; gentile, elegante, colto, educato, garbato, indaffarato,  impegnato, introdotto, trasversale, ma certe vote non pu&amp;ograve; non ammettere  di essere se non disperato quantomeno un po&amp;rsquo; frastornato. Il lettiano  guarda Monti e dice &amp;ldquo;eccomi, sono io!&amp;rdquo;; guarda Renzi e dice &amp;ldquo;eccomi,  sono io!&amp;rdquo;; guarda Bersani e dice &amp;ldquo;eccoci, siamo noi!&amp;rdquo;; e poi guarda il  Pd, e guarda Fassina (che vuole rottamare Monti) e guarda Orfini (che  vuole rottamare Monti) e guarda D&amp;rsquo;Alema (che vuole rottamare Monti) e  guarda Vendola (che vuole rottamare Monti e in nome dell&amp;rsquo;ardire utopico  dei pensieri lunghi sogna non un tecnico ma un Hugo Ch&amp;aacute;vez a Palazzo  Chigi) e dice &amp;ldquo;ma loro che ci fanno qui?, e noi che ci facciamo qui con  loro?&amp;rdquo;. Il lettiano medio, insomma, sogna Monti perch&amp;eacute; solo Monti pu&amp;ograve;  garantire all&amp;rsquo;Italia di essere ancora l&amp;rsquo;Italia, e non la Grecia; vota  Bersani perch&amp;eacute; solo Pier Luigi pu&amp;ograve; garantire al Pd di essere ancora il  Pd, e non l&amp;rsquo;Udc o i Ds; ma non vota Renzi perch&amp;eacute; Matteo &amp;egrave; Matteo, s&amp;igrave;, &amp;egrave;  uno di noi, che la pensa come noi, che &amp;egrave; cresciuto come noi, che ragiona  come noi, che dice le cose che diciamo noi, che sogna il partito che  sogniamo noi, ma &amp;egrave; uno che divide e non unisce, uno che separa e non  miscela e uno che probabilmente potrebbe vincere le elezioni ma che  sicuramente potrebbe distruggere il nostro amato Pd. E quindi il  lettiano che fa? Si muove con tatto e discrezione, stringe rapporti su  rapporti, coltiva contatti su contatti, organizza brunch su brunch,  lunch su lunch, breakfast su breakfast, e prova dunque a unire invece  che a disunire, ad aggregare invece che a disaggregare, a conciliare  invece che a litigare, a combattere invece che nascondersi e arretrare  (il lettiano non ama la tipologia del franceschiniano che fischietta e  fa finta che va sempre tutto bene e si fa crescere la barba per  mimetizzarsi in mezzo ai comunisti). Come tutti nel Pd per&amp;ograve; il lettiano  ha i suoi sogni e i suoi incubi: e se per il renziano l&amp;rsquo;incubo &amp;egrave; il  dalemiano, se per il dalemiano l&amp;rsquo;incubo &amp;egrave; il veltroniano, se per il  bersaniano l&amp;rsquo;incubo &amp;egrave; il montiano, per il lettiano l&amp;rsquo;incubo &amp;egrave; il  fassiniano. Nel senso di Stefano, nel senso di Fassina, nel senso del  responsabile Economia del Pd: che ogni volta che parla ai giornali fa  tremare il lettiano, lo mette in ansia e quasi gli fa venire la  tachicardia E cos&amp;igrave;: c&amp;rsquo;&amp;egrave; Fassina che dice che il montismo &amp;egrave; da rottamare?  Ecco che arriva la sculacciata del lettiano (&amp;ldquo;Hai superato il segno!&amp;rdquo;).  C&amp;rsquo;&amp;egrave; Fassina che dice che la Fiom fa bene a scioperare? Ecco che arriva  la pernacchia del lettiano (&amp;ldquo;Cos&amp;igrave; si scredita il governo!&amp;rdquo;). C&amp;rsquo;&amp;egrave; Fassina  che dice che il Pd non potr&amp;agrave; mai seguire l&amp;rsquo;agenda Monti? Ecco che  arriva la condanna del lettiano (&amp;ldquo;Cos&amp;igrave; si spaventano i mercati!&amp;rdquo;). Il  lettiano insomma si d&amp;agrave; da fare, si fa in quattro, si tormenta e si  dispera ma comunque crede al Pd pi&amp;ugrave; di quanto credano al Pd molti  esponenti del Pd, crede al progetto del centrosinistra senza trattino,  crede al suo segretario, crede al montismo, crede al riformismo, crede  all&amp;rsquo;andreattismo e crede che un Pd moderno debba tenere dentro tutti &amp;ndash;  da Fassina a Boccia, da Orfini a Renzi &amp;ndash; ma che il leader di questo  partito debba essere un uomo di mediazione, di sintesi e insomma  trasversale, quasi di centro. Il lettiano ci crede, crede che Bersani  possa vincere, che il segretario possa essere un buon presidente del  consiglio, che possa essere pi&amp;ugrave; lettiano che fassiniano e spera davvero,  il lettiano, che il segretario lo ascolti, che lo segua e lo protegga e  lo metta nelle condizioni un domani di non perdere la propria identit&amp;agrave; e  di sentirsi a suo agio in questo Pd senza essere costretto a farsi  crescere anche lui, come qualcuno, la barba fitta fitta per mimetizzarsi  magari in mezzo ad alcuni vecchi comunisti.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/sdlcHkyqNDA" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-24T12:27:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Napolitano spiega in che senso abbiamo perso tempo [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;A 56 giorni dalle elezioni del 24 -25 febbraio &amp;ndash; dopo che ci si &amp;egrave; dovuti dedicare all&amp;rsquo;elezione del Capo dello&amp;nbsp; Stato &amp;ndash; si deve senza indugio procedere alla formazione&amp;nbsp; dell&amp;rsquo;Esecutivo.&amp;nbsp; Sulla base dei risultati elettorali&amp;nbsp; &amp;ndash; di cui non si pu&amp;ograve; non prendere atto, piacciano oppur no &amp;ndash; non&amp;nbsp; c&amp;rsquo;&amp;egrave; partito o coalizione (omogenea o presunta tale) che abbia chiesto voti per governare e ne abbia avuti a sufficienza per poterlo fare con le sole sue forze&amp;nbsp; Qualunque prospettiva si sia&amp;nbsp; presentata agli elettori, o qualunque patto &amp;ndash; se si preferisce&amp;nbsp; questa espressione &amp;ndash; si sia stretto con i propri elettori, non si&amp;nbsp; possono non fare i conti con i risultati complessivi delle&amp;nbsp; elezioni.&amp;nbsp; Essi indicano tassativamente la necessit&amp;agrave; di intese tra&amp;nbsp; forze diverse per far nascere e per far vivere un governo oggi in&amp;nbsp; Italia, non trascurando, su un altro piano, la esigenza di intese&amp;nbsp; pi&amp;ugrave; ampie, e cio&amp;egrave; anche tra maggioranza e opposizione, per dare soluzioni condivise a problemi di comune responsabilit&amp;agrave;&amp;nbsp; istituzionale.&amp;nbsp; Il fatto che in Italia si sia diffusa una sorta di&amp;nbsp; orrore per&amp;nbsp; ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra&amp;nbsp; forze politiche diverse, &amp;egrave; segno di una regressione , di un&amp;nbsp; diffondersi dell&amp;rsquo;idea che si possa fare politica senza conoscere o&amp;nbsp; riconoscere le complesse problematiche del governar e la cosa&amp;nbsp; pubblica e le implicazioni che ne discendono in termini,&amp;nbsp; appunto, di mediazioni, intese, alleanze politiche . O forse tutto&amp;nbsp; questo &amp;egrave; pi&amp;ugrave; concretamente il riflesso di un paio d i decenni di&amp;nbsp; contrapposizione &amp;ndash; fino allo smarrimento dell&amp;rsquo;idea&amp;nbsp; stessa di&amp;nbsp; convivenza civile &amp;ndash; come non mai faziosa e aggressiva, di totale&amp;nbsp; incomunicabilit&amp;agrave; tra schieramenti politici concorrenti.&amp;nbsp;&amp;nbsp; il tempo della maturit&amp;agrave; per la ricerca di&amp;nbsp; soluzioni di governo condivise quando se ne imponga la&amp;nbsp; necessit&amp;agrave;.&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Lo dicevo gi&amp;agrave; sette anni fa in quest&amp;rsquo;aula, nella me desima occasione di oggi, auspicando che fosse finalmente vicino &amp;ldquo;il tempo della maturit&amp;agrave; per la democrazia dell&amp;rsquo;alterna nza&amp;rdquo; : che significa anche il tempo della maturit&amp;agrave; per la rice rca di soluzioni di governo condivise quando se ne imponga la necessit&amp;agrave;. Altrimenti, si dovrebbe prendere atto dell&amp;rsquo;ingovernabilit&amp;agrave;, almeno nella legislatura appena iniziata. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorgio Napolitano, discorso di insediamento alle Camere&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/WYWlOW8LdHs" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-22T17:58:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Esattamente due mesi fa. Due mesi. [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/fsbwkpI3AN4" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-21T18:06:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Quindi su Grillo aveva ragione Rodotà [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Noteworthy; font-size: 18px; font-weight: bold; line-height: 24px; -webkit-composition-fill-color: rgba(130, 98, 83, 0.09375); -webkit-composition-frame-color: rgba(191, 107, 82, 0.496094); -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); "&gt;&amp;quot;Il fatto che Grillo dica che sar&amp;agrave; cancellata la democrazia rappresentativa perch&amp;eacute; si far&amp;agrave; tutto in Rete, rischia di dare ragione a coloro che dicono che la democrazia elettronica &amp;egrave; la forma del populismo del terzo millennio. Queste tecnologie vanno utilizzate in altri modi: l&amp;rsquo;abbiamo visto con la campagna elettorale di Obama e nelle primavere arabe. Poi si scopre che Grillo al Nord dice non diamo la cittadinanza agli immigrati, al Sud che la mafia &amp;egrave; meglio del ceto politico, allora vediamo che il tessuto di questi movimenti &amp;egrave; estremamente pericoloso. E rischia di congiungersi con quello che c&amp;rsquo;&amp;egrave; in giro nell&amp;rsquo;Europa. A cominciare dal terribile populismo ungherese al quale la Ue non ha reagito adeguatamente&amp;quot;.
&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-composition-fill-color: rgba(130, 98, 83, 0.0898438); -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.292969); "&gt;Stefano Rodot&amp;agrave; intervistato da Left il 19 luglio 2012&lt;/span&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-composition-fill-color: rgba(130, 98, 83, 0.0898438); -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.292969); "&gt;
&lt;/span&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/RjAG6HSIiME" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-20T17:42:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Bersani e il governo del mi consenta [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;E&amp;rsquo; vero che l&amp;rsquo;atto di nascita di questo governo, vista la posizione assunta dai cinque stelle, non sarebbe possibile se il Pdl non consentisse questo schema&amp;rdquo;&lt;/em&gt;. 
&lt;a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2&amp;amp;idpuntata=gSLAQ5XiN&amp;amp;date=2013-04-11&amp;amp;idprogramma=noveinpunto"&gt;Claudio Sardo, direttore dell'Unit&amp;agrave;, intervistato stamattina da Simone Spetia a Radio 24 (Minuto 25 e 12 secondi)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/cerazade/2986"&gt;(Qui quello che diceva Bersani quando sosteneva che per il Pd non sarebbe stato &amp;quot;praticabile n&amp;eacute; credibile in nessuna forma accordi di governo fra noi e la destra berlusconiana&amp;rdquo;)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/kOMWeFNJUNU" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-11T12:50:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Dai che forse anche Bersani l'ha capito [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Frasi da ricordare nei prossimi giorni quando tutti capiranno (e anche Bersani lo sta capendo a quanto pare) che l'unico modo che esiste per far partire un governo del cambiamento (inteso come governo di minoranza che dovrebbe vivere grazie alla non sfiducia offerta dal centrodestra) &amp;egrave; fare un accordo con quello stesso Berlusconi con cui Bersani fino a qualche giorno fa diceva che non avrebbe mai fatto alcun accordo di governo. Leggete per credere &lt;a href="http://www.la7.it/invasionibarbariche/pvideo-stream?id=i690697"&gt;(per vedere i video date un'occhiata al servizio andato in onda ieri alle Invasioni Barbariche)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Noi non pensiamo praticabile n&amp;eacute; credibile in nessuna forma accordi di governo fra noi e la destra berlusconiana&amp;rdquo;&lt;/em&gt;
&lt;strong&gt;Pier Luigi Bersani, 6 marzo 2013, direzione del Pd&lt;/strong&gt;

&lt;em&gt;&amp;ldquo;Parliamoci chiaro: un accordo di governo fra noi e la destra berlusconiana (respiro profondo) non esiste&amp;rdquo;&lt;/em&gt;
&lt;strong&gt;Pier Luigi Bersani, 7 marzo, Otto e Mezzo&lt;/strong&gt;

&lt;em&gt;&amp;ldquo;Vedo una grande difficolt&amp;agrave; a rendere credibile un&amp;rsquo;azione di governo tra noi e la Pdl&amp;rdquo;&lt;/em&gt;
&lt;strong&gt;Pier Luigi Bersani, 2 aprile, conferenza stampa&lt;/strong&gt;

&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/dSoOnDD4Ppk" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-11T12:36:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[E da chi sarebbe partita quella telefonata da Roma? [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Ma insomma, di chi diavolo &amp;egrave; questa telefonata che avrebbe stoppato la nomina del sindaco di Firenze Matteo Renzi a Grande elettore del presidente della Repubblica? E qual &amp;egrave; in particolare la telefonata che ha insospettito Renzi, che oggi come avrete visto su questa storia si &amp;egrave; sfogato su &lt;a href="http://www.facebook.com/matteorenziufficiale/posts/10151448795959915"&gt;Facebook&lt;/a&gt;? La storia &amp;egrave; complicata e controversa ma a quanto risulta a Cerazade le cose stanno cos&amp;igrave;. Renzi, ieri, ha saputo che la telefonata che avrebbe stoppato la sua nomina a Grande elettore sarebbe partita da Vladimiro Fiammenghi (detto &lt;a href="http://www.mirofiammenghi.it/"&gt;Miro&lt;/a&gt;), consigliere regionale emiliano, amico di Vasco Errani e di Pier Luigi Bersani, che, cos&amp;igrave; risulta al sindaco, avrebbe chiamato personalmente il presidente della regione Enrico Rossi e il capogruppo del Pd in regione Marco &lt;a href="http://www.consiglio.regione.toscana.it:8085/politica/consiglieri/schede-biografiche/ruggeri.asp"&gt;Ruggeri&lt;/a&gt; per parlare dell&amp;rsquo;argomento e &amp;quot;stoppare&amp;quot; la sua candidatura a grande elettore. E&amp;rsquo; andata davvero cos&amp;igrave;? Raggiunto al telefono da Cerazade, Miro Fiammenghi ci ha dato questa versione: &amp;ldquo;Sono falsit&amp;agrave;. Non sento da mesi il presidente Rossi e ho sentito una decina di giorni fa Ruggeri ma per altre cose. Sono falsit&amp;agrave;, e se volete metto a disposizione i tabulati del mio telefono, cos&amp;igrave; stiamo tutti tranquilli&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/PHBJtUcACyk" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-10T17:47:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Forse ora c'è un po' meno "impossibilità" [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Non &amp;egrave; accettabile il governo con uno che quattro mesi prima delle elezioni se ne va e comincia a sparare a zero sulla realt&amp;agrave; che lui ha provocato. Dobbiamo dirlo con molta chiarezza. C&amp;rsquo;&amp;egrave; una totale impossibilit&amp;agrave; e inaffidabilit&amp;agrave;&amp;rdquo;&lt;/em&gt;.
&lt;strong&gt;Pier Luigi Bersani, 6 marzo 2013&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/eRnbSu7QMfI" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-09T17:10:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[I renziani contro D’Alema e Marini al Quirinale [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Oggi pomeriggio si riuniranno i gruppi parlamentari del Pd per discutere della questione commissioni e per eleggere i vice capigruppo di Camera e Senato. Il contesto delle riunioni tra gli oltre 400 parlamentari democratici sar&amp;agrave; per&amp;ograve; la prima occasione in cui le varie correnti del Pd discuteranno anche del vero grande tema da cui dipende la legislatura, e cio&amp;egrave;, ovviamente, l&amp;rsquo;elezione del prossimo presidente della Repubblica. Nel centrosinistra ci sono diverse partite incrociate che si stanno giocando su questo campo ma alla fine dei conti, stando ai numeri dei gruppi, le forze che peseranno di pi&amp;ugrave; per l&amp;rsquo;elezione del successore di Napolitano&amp;nbsp; sono tre: i bersaniani (120 parlamentari circa), i renziani (51 parlamentari) e i giovani turchi (66 parlamentari). Al momento &amp;egrave; ancora tutto in movimento e ovviamente non ci sono certezze sul nome sul quale punter&amp;agrave; Bersani, ed &amp;egrave; possibile che alla fine il segretario decida di non rivolgersi direttamente n&amp;eacute; al centrodestra n&amp;eacute; a Grillo ma proponga un nome alla Pietro Grasso per sparigliare il campo. Di sicuro per&amp;ograve; nelle ultime ore &amp;egrave; successo che i renziani hanno deciso la linea da seguire sul Quirinale. E la linea risponde a questi due criteri: no a un candidato non di alto&amp;nbsp; profilo e no a un candidato scelto solo per far contento Berlusconi. In altre parole, i renziani faranno emergere nelle prossime ore la propria assoluta contrariet&amp;agrave; a un candidato alla Franco Marini e alla Massimo D&amp;rsquo;Alema e alla fine punteranno su un candidato il cui profilo &amp;egrave; molto simile a quello di Romano Prodi. Le ragioni le spiega a Cerazade un renziano di peso: &amp;ldquo;Pretendiamo che il nome del presidente della Repubblica sia un nome non scelto solo per dare alcune garanzie a Berlusconi. Serve un presidente della Repubblica forte, e non di secondo piano, e al momento bisogna dire che il nome di Prodi &amp;egrave; il migliore che c&amp;rsquo;&amp;egrave; su piazza&amp;rdquo;. La scelta di puntare su un profilo &amp;ldquo;alla Prodi&amp;rdquo; nasce anche da un sospetto coltivato dai renziani: che alla fine Bersani pur di far partire il suo governo sia disposto a fare un accordo sottobanco e &amp;quot;non trasparente&amp;quot; con Berlusconi. Per questo, anche per allontanare il sospetto che i renziani siano quelli che vogliono l&amp;rsquo;inciucio, nei prossimi giorni sar&amp;agrave; questa la linea dei Rottamatori. Puntare su un profilo alla Prodi, con il quale naturalmente un accordo di governo sarebbe pi&amp;ugrave; difficile, se non impossibile, e con il quale le elezioni, che il sindaco di Firenze sogna di avere presto, sarebbero inevitabilmente molto pi&amp;ugrave; vicine. &lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/UpimsMAzfgI" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-09T12:32:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Gianni Pittella, candidato alla segreteria del Pd [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.asca.it/news-Pd__Pittella_si_candida_alla_segreteria-1265104-POL.html"&gt;(Mister Gianni Pittella da oggi &amp;egrave; candidato alla segreteria Pd)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/oFlxzaIqIX4" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-08T10:15:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Rosy Bindi rottama Bersani [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-family: Noteworthy; font-size: 18px; font-weight: bold; line-height: 24px; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.292969); -webkit-composition-fill-color: rgba(130, 98, 83, 0.0976563); -webkit-composition-frame-color: rgba(191, 107, 82, 0.496094); "&gt;&amp;quot;Non sa pi&amp;ugrave; che fare e il partito &amp;egrave; fermo, senza prospettiva. Se avessimo proposto un nome autorevole e non strettamente partitico come poteva essere Rodot&amp;agrave;, ma ce n&amp;rsquo;erano molti altri, avremmo forse potuto contare su un atteggiamento pi&amp;ugrave; morbido da parte dei grillini. Non dico sull&amp;rsquo;appoggio, questo no, ma su un certo malessere interno, questo s&amp;igrave;&amp;quot;. Ci&amp;ograve; non &amp;egrave; stato fatto &amp;quot;perch&amp;eacute; Bersani non ha rinunciato, non ha voluto rinunciare, ha addirittura fatto un comunicato in cui lo ribadiva con convinzione&amp;quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
Rosy Bindi, presidente del Pd, intervistata oggi dal Secolo XIX&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/zOnqN2u2apY" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-06T11:49:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA["Diamoci tutti una calmata" [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Diamoci tutti una calmata. Sia Renzi, nei toni delle interviste, sia quelli che gli rispondonno che lui &amp;egrave; come Berlusconi. Comunque vadano le prossime primarie &amp;egrave; un fatto che non tutti quelli che hanno votato Renzi poi hanno votato Bersani, e sarebbe successo lo stesso in caso contrario. Le scorie delle primarie non si sono riassorbite. La prossima volta dobbiamo usarci pi&amp;ugrave; garbo e capire che il nemico non &amp;egrave; tra noi. La sfida sar&amp;agrave; complicatissima contro Grillo e Berlusconi, se perdiamo tempo a litigare fra di noi &amp;egrave; una sciagura. Lo dico da noto esagitato, &amp;egrave; un'autocritica&amp;quot;&lt;/em&gt;.
&lt;strong&gt;Matteo Orfini, giovane turco, super sostenitore di Bersani, oggi sul Manifesto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/xpgEdyLiBlM" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-05T10:05:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Se Renzi dice le stesse cose di Berlusconi [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Effettivamente la posizione offerta da Renzi oggi al &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/13_aprile_04/intervista-renzi-bersani-si-e-fatto-umiliare_d6de1dac-9ce6-11e2-a96c-45d048d6d7eb.shtml"&gt;Corriere&lt;/a&gt; &amp;egrave; molto simile a quella di Berlusconi: o si fa un governo appoggiato dai primi e dai secondi arrivati alle elezioni (centrosinistra e centrodestra) oppure si torna a votare. Di solito, quando c&amp;rsquo;&amp;egrave; un mezzo pareggio e quando gli altri ti mandano a quel paese e quando il presidente della repubblica ti dice che servono numeri certi per governare, nei paesi normali funziona cos&amp;igrave;. No?

&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/GjM0JqWenc4" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-04T11:57:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Se Renzi vota il prossimo presidente della Repubblica [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Come scrivono oggi il Corriere della Sera e Repubblica (edizione Firenze), tra i tre delegati che la Toscana potrebbe scegliere per rappresentare la regione nel prossimo Parlamento durante l&amp;rsquo;elezione del presidente della Repubblica (ne sono previsti tre per regione pi&amp;ugrave; uno per la Val d&amp;rsquo;Aosta) ci potrebbe essere proprio Renzi, come sindaco della citt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; grande della regione. Sarebbe la prima volta del Rottamatore in Parlamento. Se dovesse succedere diciamo che la presenza di Renzi alla Camera potrebbe avere dei riflessi anche sulla scelta del prossimo presidente della Repubblica, se Renzi e Bersani non si metteranno d&amp;rsquo;accordo prima sul nome da presentare in Parlamento (tra Camera e Senato i renziani sono 51).&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/cnysPOQcGuA" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-04T10:13:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Responsabilità [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(da Ballar&amp;ograve; di ieri sera)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/ugjS6z5acRo" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-03T13:15:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Che avete capito! Bersani ce l'aveva con Bersani [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Che avete capito! Bersani mica ce l'aveva con Renzi quando in conferenza stampa oggi ha detto che mai e poi mai sarebbe andato ad Arcore a incontrare Berlusconi. Bersani in realt&amp;agrave; ce l'aveva proprio con Bersani)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=iolOP1_NBZc&amp;amp;feature=youtu.be"&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Se mi chiedono di parlare di riforme sociali ed economiche vado ad Arcore pure a piedi a portare proposte nuove&amp;quot;.&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;
&lt;a href="http://parma.repubblica.it/cronaca/2010/04/09/news/bersani_le_riforme_si_fanno_in_parlamento_e_sulla_crisi_inevitabile_senza_interventi-3227537/"&gt;&lt;strong&gt;Pier Luigi Bersani, 9 aprile 2010&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Un incontro con Berlusconi? Certo non ad Arcore o a Palazzo Grazioli ma certo che sono pronto a incontrare Berlusconi&amp;quot;.&lt;/em&gt;
&lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/bersani_colle_convergenza_nome_ostacolo_governo_pd/notizie/262450.shtml"&gt;&lt;strong&gt;Pier Luigi Bersani, 2 aprile 2013&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/H8NfjsPrfCk" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-02T17:35:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA["Il governo del cambiamento" [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Se Grillo vuole incontrarmi pu&amp;ograve; chiedermelo. Dobbiamo prendere coscienza che le forze euroscettiche che vogliono il &lt;strong&gt;cambiamento&lt;/strong&gt; devono incontrarsi&amp;rdquo;&lt;/em&gt;
&lt;strong&gt;Marine Le Pen&lt;/strong&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/5XgHeG8h_IU" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-04-02T15:30:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Napolitano e le larghe intese di fatto [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;A leggere i nomi dei saggi scelti da Giorgio Napolitano alla fine di questa surreale giornata in cui il Quirinale ha certificato la quasi inutilit&amp;agrave; delle ultime elezioni &amp;egrave; evidente che il presidente della Repubblica, pur non avendo nominato formalmente un nuovo governo, ha dato vita, all&amp;rsquo;interno della sua Bicameralona, a quello che &amp;egrave;, di fatto, il vero governo del presidente. Una mossa che in buona sostanza impone al Pd, sottoforma di un governissimo mascherato da Convenzione, quelle larghe intese che fino all&amp;rsquo;ultimo istante il Pd a trazione bersaniana ha affermato di non volere. Con la presenza dei nomi di Valerio Onida, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante &amp;egrave; infatti evidente che Napolitano (che nel giro di due anni ha trasformato la nostra repubblica in una repubblica presidenziale di fatto) ha dato vita a una grande coalizione politica, anche se indiretta, dove i partiti non si toccano ma dove le aree di riferimento sono le stesse che avrebbero dovuto dar vita a un governo del presidente pieno. L&amp;rsquo;obiettivo dei saggi &amp;egrave; chiaro: fare una nuova legge elettorale (all&amp;rsquo;inizio del 2012 Quagliariello e Violante avevano trovato un accordo, su un modello elettorale simile a quello spagnolo, che poi venne fatto saltare per aria) e realizzare (attraverso la seconda commissione di saggi) due o tre provvedimenti economici. Non di pi&amp;ugrave;. Nasce dunque il governo del presidente di scopo. Nasce a bassa intensit&amp;agrave;. Ma comunque sia nasce. Non &amp;egrave; una vittoria di nessuno ma di sicuro, quella di oggi, &amp;egrave; una sconfitta di un partito: quello che fino a poche ore fa insisteva nel dire che senza un governo Bersani l&amp;rsquo;unica strada era quella delle elezioni. Quel partito oggi ha perso, ed &amp;egrave; anche per questo che da oggi nel Pd comincia una nuova stagione.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/BFcJK-dmpRM" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-03-30T19:24:00+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Renzi sale al Quirinale? [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Notizia: mi risulta che qualche ora fa &amp;egrave; stata chiesta a Renzi da un importante esponente del Pd (non un renziano) la disponibilit&amp;agrave; a guidare al posto di Bersani un esecutivo politico. Renzi ha detto che non pensa che sia la soluzione giusta ma ha dato la sua disponibilit&amp;agrave;. In queste ore nel Pd si sta lavorando per capire se Bersani &amp;egrave; d&amp;rsquo;accordo oppure no. Intanto, a quanto ci risulta, Scelta civica al Quirinale far&amp;agrave;, tra gli altri, anche il nome del sindaco di Firenze per guidare un esecutivo politico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/qOsGKNCG0mE" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-03-29T15:22:00+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Scenari per orientarsi oggi [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Cosa si sa finora delle nuove consultazioni? Non molto. Si sa che Berlusconi ha detto s&amp;igrave; al governo di coalizione (ma solo se politico, non tecnico). Si sa che Bersani sta cercando un modo soft di far partire il governo (con l&amp;rsquo;uscita tecnica dall&amp;rsquo;aula della Lega). Si sa che il Movimento 5 stelle porter&amp;agrave; al Quirinale una rosa di nomi. Si sa che Napolitano vuole evitare le elezioni e che un paio di nomi per un possibile governo del presidente li ha in testa. In molti si aspettano che gi&amp;agrave; stasera ci sia la nomina del prossimo presidente del consiglio. Ma tutto &amp;egrave; ancora aperto ed &amp;egrave; possibile che si rimandi a domani. Al momento (ore 14.30) la situazione &amp;egrave; questa.

&lt;strong&gt;Ipotesi A, governo politico.&lt;/strong&gt; Napolitano capisce che quello di Berlusconi non &amp;egrave; un bluff e rendendosi conto che l&amp;rsquo;unico esecutivo che sia il Pd sia il Pdl sarebbero disposti ad appoggiare &amp;egrave; quello legato a una personalit&amp;agrave; del Partito democratico per evitare le elezioni subito offre a Pier Luigi Bersani la possibilit&amp;agrave; di andare alle camere a far giurare il nuovo governo (o in subordine al suo vice Enrico Letta, con il quale sarebbe pi&amp;ugrave; facile trovare un&amp;rsquo;intesa con il centrodestra e con il quale sarebbe possibile certificare plasticamente che la linea seguita fin qui dal centrosinistra, mai con il Pdl, non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; in campo).

&lt;strong&gt;Ipotesi B, governo del presidente. &lt;/strong&gt;Napolitano, una volta compreso che Bersani non ha possibilit&amp;agrave; di andare avanti, capisce che quello di Berlusconi &amp;egrave; un bluff, che in fondo il Pdl e la Lega non vogliono andare a votare e che il Cav. sarebbe disposto anche ad appoggiare un esecutivo a bassa intensit&amp;agrave; tecnica (requisito che corrisponde alla richiesta di tutti i partiti di non avere pi&amp;ugrave; un governo stile Monti) purch&amp;eacute; gli sia concesso di avere una voce in capitolo sul pacchetto Quirinale. Questo scenario sarebbe possibile solo a condizione che il Pd, una volta certificato il tentativo fallito di Bersani, segua la linea di Napolitano e accetti di non seguire pi&amp;ugrave; la strategia fin qui portata avanti da Bersani (mai con il Pdl, piuttosto le elezioni). 

&lt;strong&gt;Ipotesi C, governo semipolitico.&lt;/strong&gt; Napolitano, una volta ricevuto il Movimento 5 Stelle, scopre che i grillini voterebbero la fiducia a un governo guidato da una personalit&amp;agrave;, propone quella personalit&amp;agrave; al centrosinistra e il centrosinistra decide di accettare. Ipotesi molto complicata (quasi impossibile) ma che condannerebbe Berlusconi all&amp;rsquo;irrilevanza: in questo modo il centrosinistra e Grillo farebbero cappotto e oltre che Palazzo Chigi si prenderebbero anche il Quirinale.

&lt;strong&gt;Ipotesi D, governo della disperazione. &lt;/strong&gt;Napolitano capisce che nessuna soluzione &amp;egrave; possibile, e decide di bloccare Bersani, di mantenere in carica il governo Monti (per gli affari correnti) e di affidare a questo esecutivo tre o quattro riforme prima di andare al voto (giugno o ottobre). In questo scenario, Napolitano presenterebbe anche le dimissioni per far votare il prima possibile il nuovo presidente della Repubblica. 
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ipotesi E, governo Batman.&lt;/strong&gt; Napolitano la butta in caciara, capisce che tutti vogliono fare un governo ma nessuno sa con chi e allora nomina d'imperio un presidente del consiglio al quale impone l'utilizzo di uno pseudonimo e l'uso coatto di una maschera di ferra per impedire di essere riconosciuto. Si votano le riforme, nessuno si sporcherebbe le mani e i mercati, sollevati per aver scampato la possibilit&amp;agrave; di un incarico esplorativo a Stefano Rodot&amp;agrave;, apprezzerebbero e comunque capirebbero. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/anDkTuwC7WY" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-03-29T14:36:00+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[L'Unità è già in campagna elettorale [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Il titolo del giorno &amp;egrave; quello dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave;. Ve lo scrivo con calma provando a rimanere serio. &amp;ldquo;Patto Grillo-Berlusconi: fermare il cambiamento&amp;rdquo;. Mi sembra che sia questa la linea con cui Bersani intende &amp;ldquo;inchiodare&amp;rdquo; alle loro responsabilit&amp;agrave; i cattivoni che potrebbero impedirgli di fare un governo. Tutto chiaro. Solo una cosa non &amp;egrave; chiara. Anzi due. Primo: quando esattamente Berlusconi ha proposto a Grillo un &amp;ldquo;patto&amp;rdquo;. Secondo ma non era Bersani che cercava di fare con i grillini un accordo per il governo del cambiamento? Forse mi sono perso. O forse siamo solo gi&amp;agrave; in campagna elettorale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;


&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/K-eBwTgWueU" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-03-28T10:47:00+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Solo un regalo di Napolitano può salvare Bersani [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Pier Luigi Bersani non ha cambiato linea e anche oggi nei colloqui avuti con il centrodestra ha dimostrato di non voler fare nessun accordo specifico con Berlusconi, Alfano e compagnia. E la strada scelta dal segretario rimane dunque quella illustrata anche ieri sera in direzione: si va avanti cos&amp;igrave;, la nostra proposta &amp;egrave; rivolta a tutti (almeno formalmente), non si cambia strategia, non si fanno inciucini con il centrodestra e il nostro obiettivo resta quello di stanare i grillini e provare a dividerli in Aula con il metodo Grasso (ovvero presentando in Parlamento un governo competitivo, giovane, con molte donne, con 15 ministri al massimo). La strategia di Bersani per&amp;ograve; &amp;egrave; una strategia che stando alle parole di Napolitano, che gioved&amp;igrave; scorso ha chiesto numeri &amp;ldquo;certi&amp;rdquo;, non va lontano. E considerando che l&amp;rsquo;unica forza disponibile a dare il suo appoggio al centrosinistra &amp;egrave; il centrodestra &amp;ndash; e considerando che Bersani non ha intenzione di &amp;ldquo;contrattare&amp;rdquo; nulla con il centrodestra, tranne le riforme istituzionali (che per&amp;ograve; non ci saranno mai se il governo non riceve la fiducia) &amp;ndash; al momento Bersani sembra essere arrivato davvero a fine corsa. I numeri per il governo non ci sono. I grillini &amp;ndash; pur essendo tormentanti &amp;ndash; rischiano di essere persino pi&amp;ugrave; compatti rispetto alla votazione al Senato di Grasso (il clima &amp;egrave;: serrate le righe). E se nel Pd non c&amp;rsquo;&amp;egrave; una concreta trattativa in corso con il centrodestra (e non sembra) l&amp;rsquo;unica speranza che ha Bersani di formare un governo &amp;egrave; che Napolitano gli faccia un regalone grande cos&amp;igrave;. Formalmente &amp;egrave; ancora possibile, perch&amp;eacute; la Costituzione prevede che sia il presidente del consiglio incarico a sciogliere la riserva con cui accetta l&amp;rsquo;incarico. Ma dato che Napolitano, con i paletti espliciti fissati la scorsa settimana alla fine delle consultazioni, ha dato una curvatura presidenziale alla prassi costituzionale della formazione del governo, l&amp;rsquo;impressione &amp;egrave; che senza avere i nomi e i cognomi dei 158-160 senatori che voteranno la fiducia al governo Bersani il Quirinale non far&amp;agrave; nessun regalo al presidente del consiglio incaricato. &lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/TNXOLE8USMA" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-03-26T19:36:00+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Operazione miracolo. Qualcosa si muove [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;L'elezione del presidente della Repubblica deve, ripeto deve, avvenire con un coinvolgimento molto largo e non per qualche voto in pi&amp;ugrave;&amp;quot;. &lt;/em&gt;
&lt;strong&gt;Enrico Letta oggi alla riunione del gruppo del Pd alla Camera&lt;/strong&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/K609TE-oQ8c" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-03-25T16:57:00+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[La surreale operazione Costola della sinistra 2.0 [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&amp;quot;&lt;em&gt;Un esecutivo con il Pdl &amp;egrave; impensabile. Chi alimenta questa  prospettiva avvicina le elezioni.&amp;hellip; Carroccio &amp;egrave; Pdl (per&amp;ograve;) non sono lo  stesso partito. Il mio ragionamento riguarda Berlusconi&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;
&lt;strong&gt;Stefano Fassina intervistato su Repubblica il 25 marzo 2013&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;La nostra campagna elettorale non sar&amp;agrave; n&amp;eacute; contro Monti, n&amp;eacute; contro l&amp;rsquo;area moderata. Sar&amp;agrave; contro i populismi regressivi. Il populismo di Grillo, quello della Lega, quello di Berlusconi. Sono loro i nostri nemici, i nemici dell&amp;rsquo;Europa&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;
&lt;strong&gt;Stefano Fassina intervistato su Avvenire il 27 dicembre 2012&lt;/strong&gt;

&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/kcSiMuN86hU" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-03-25T10:22:00+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Responsabilità [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Finora la strategia del Pd &amp;egrave; stata pi&amp;ugrave; o meno questa: staniamo i grillini, mettiamoli di fronte alla possibilit&amp;agrave; di scegliere &amp;quot;o voto o governo&amp;quot; e in caso di elezioni vedrete che avremo buon gioco a raccontare che se questo governo non si &amp;egrave; fatto la responsabilit&amp;agrave; &amp;egrave; dei grillini, e della loro irresponsabilit&amp;agrave;. Ma se il ragionamento &amp;egrave; questo non ha ragione da vendere chi nel centrodestra sostiene, con argomenti simili, che il Pd (che accusa Grillo di essere irresponsabile perch&amp;eacute; non vuole un governo) rifiutandosi di fare un governo con gli unici che potrebbero dargli i voti per governare non &amp;egrave; irresponsabile almeno quanto Grillo?&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/xIcW3AYyZrg" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-03-23T18:39:00+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Bersani e il governo con il Pdl [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/kNqDNQeU46M" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-03-22T10:26:00+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Il passo indietro di Bersani è qui in basso a destra [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiaro no? Per tutta la campagna elettorale Pier Luigi Bersani ha detto che mai e poi mai avrebbe messo il suo nome prima del partito e che per questo mai e poi mai avrebbe messo il suo nome sul simbolo del partito. Messaggio chiaro. Mai il nome prima del partito. E se Bersani dovesse capire che l'unico ostacolo alla formazione del governo &amp;egrave; il suo nome per coerenza dovrebbe fare la stessa cosa che ha fatto durante la campagna elettorale: sbianchiettare il suo nome e trovarne un altro per il bene del Pd. &lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/uZrFRQvkLdg" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-03-21T15:54:00+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Cosa dirà oggi la Lega al Quirinale [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;La Lega Nord di Roberto Maroni (17 senatori a Palazzo Madama) oggi al Quirinale far&amp;agrave; questo ragionamento. Dopo aver fatto credere di essere pronta a votare la fiducia al governo Bersani (ricordate l&amp;rsquo;intervista di tre giorni fa di Calderoli a Repubblica? &amp;ldquo;Nessuna pregiudiziale su Bersani&amp;rdquo;) adesso andr&amp;agrave; da Napolitano a dire una cosa diversa: noi siamo effettivamente pronti a dare una fiducia tecnica a un governo di centrosinistra ma l&amp;rsquo;unica pregiudiziale &amp;ndash; come detto stamattina a Radio 24 da Massimo Bitonci, capogruppo al Senato della Lega &amp;ndash; &amp;egrave; che quel governo non sia guidato da Pier Luigi Bersani. Una trappola perfetta.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/hA-n7EzWLB4" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-03-21T09:35:00+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[I montiani voteranno la fiducia a Bersani? Sembra di sì [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Se il governo Bersani dovesse arrivare al Senato e chiedere la fiducia  su un programma esplicito nell&amp;rsquo;indicare le riforme strutturali  necessarie alla piena integrazione dell&amp;rsquo;Italia nella nuova Europa,  immagino che ci sarebbe il nostro s&amp;igrave;, a prescindere da chi quella  fiducia la voter&amp;agrave;&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;
&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/17390"&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Maran, senatore di Scelta Civica, ex Pd (dal Foglio di oggi)&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/MPcQJDuH9oA" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
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			<title><![CDATA[Gli auguri della Durex (quella, sì) per la festa del papà [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/PJ1sIqqMkzk" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

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			<title><![CDATA[Anticipazione: il capogruppo alla Camera del Pd [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La conferma ufficiale dovrebbe arrivare nel primo pomeriggio ma a quanto ci risulta il capogruppo del Pd alla Camera sar&amp;agrave; Roberto Speranza, gi&amp;agrave; coordinatore della campagna elettorale alle primarie di Bersani, &lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/15021"&gt;bersaniano&lt;/a&gt; di ferro e vicino ai giovani turchi (anche se non &amp;egrave; un giovane turco). &lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/_5d8bqlIrjc" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
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			<title><![CDATA[Clamoroso sondaggio su Renzi e Bersani [Cerazade]]]></title>
			<description>&lt;p&gt;Ieri pomeriggio al Largo del Nazareno &amp;egrave; arrivato un sondaggio che non &amp;egrave; passato inosservato. Il sondaggio naturalmente va preso con le dovute cautele anche perch&amp;eacute;, come si &amp;egrave; visto, spesso le rilevazioni demoscopiche, specie in Italia, non sono particolarmente azzeccate. Ma il sondaggio &amp;ndash; commissionato alla Swg di Weber &amp;ndash; ha effettivamente avuto un impatto sul Pd e in particolare sull&amp;rsquo;entourage di Bersani. Per una ragione precisa: alla domanda se alle prossime elezioni si presentasse una coalizione guidata da Renzi oppure guidata da Bersani le percentuali di consenso registrate dalla Swg sono particolarmente diverse. Con Bersani il centrosinistra sarebbe al 29 per cento. Con Renzi &amp;ndash; dice Weber &amp;ndash; al 44. Del sondaggio ne parla oggi il &lt;a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=19-03-2013&amp;amp;pdfIndex=71"&gt;Messaggero&lt;/a&gt;. Qui per&amp;ograve; abbiamo intercettato il sondaggio completo. &lt;a href="/media/uploads/2011/Schermata 2013-03-19 a 10_09_49.png"&gt;Per chi vuole eccolo qui.&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilfoglio_blogs_cerazade/~4/1exw9p-jCN4" height="1" width="1"/&gt;</description>
			<category><![CDATA[CERAZADE]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
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