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		<title>Il Foglio .it - Palazzo Apostolico</title>
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		<description>Elenco ultimi post sul blog Palazzo Apostolico del sito www.ilfoglio.it</description>
		<lastBuildDate>Mon, 11 Feb 2013 18:50:04 +0100</lastBuildDate>
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		<dc:rights>Copyright2013 FOGLIO QUOTIDIANO soc. coop.</dc:rights>	
		<dc:creator>Redazione del Foglio.it</dc:creator>

		

				
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			<title><![CDATA[Le dimissioni del Papa. Un precedente importante per i suoi successori [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Il mio intervento audio sul Foglio, solo <strong><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/16897">qui</a></strong>. </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-02-11T18:41:08+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Agca e lo scippo di Fatima [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>L&#039;ultima versione di Ali Agca &egrave; in un libro edito da Chiarelettere, "<a href="http://www.ibs.it/code/9788861904040/agca-ali/avevano-promesso-paradiso.html">Mi avevano promesso il paradiso</a>". Dove la notizia sta nel mandante, appunto in chi avrebbe promesso il paradiso al Lupo Grigio Agca in cambio della morte del Papa e del suo successivo suicidio.</p><p>Chi? L&#039;ayatollah Khomeyni e, dunque, l&#039;islam sciita che considera ancora oggi l&#039;apparizione della Madonna a Fatima con uno scippo: per loro ai tre pastorelli a Fatima nel 1917 non fu la Madonna ad apparire, bens&igrave; Fatima e cio&egrave; la figlia del profeta dell&rsquo;islam Maometto.</p><p>Non per niente Agca arriv&ograve; in piazza San Pietro il 13 maggio, il giorno dell&#039;apparizione, a significare la volont&agrave; dell&#039;islam di riappropriarsi del "grande scippo".</p><p>Ma nel primo pomeriggio di oggi padre Federico Lombardi ha <strong><a href="http://it.radiovaticana.va/news/2013/02/01/la_nuova_verit%C3%A0,_o_meglio_le_nuove_falsit%C3%A0,_di_mehmet_ali_agca:_nota_d/it1-661097">cos&igrave;</a></strong> smentito la pista islamica. </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-02-01T12:39:35+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[La chiesa tedesca, ravveduta, ha chiuso con l’inquisizione  [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p> </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2013-01-18T11:09:47+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Non mi credete? Vi capisco [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Ieri su <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/12/14/il-gallerista-il-diavolo-lesorcista-dentro-di.html?ref=search">Repubblica</a>, edizione di Palermo, &egrave; uscita una lunga intervista a <strong><a href="http://www.francescovaiasuso.com/">Francesco Vaiasuso</a></strong>, autore con Paolo Rodari de "<strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856627732/vaiasuso-francesco/mia-possessione-come.html">La mia possessione</a></strong>". Il libro, uscito a settembre 2012, &egrave; alla seconda edizione e presto verr&agrave; tradotto in polacco.</p><p>A Eleonora Lombardo, che ha firmato l&#039;intervista, Francesco dice che, in effetti, anche per lui &egrave; stato difficile credere a ci&ograve; che gli stava accadendo, il suo corpo posseduto da 27 legioni di demoni.</p><p>Ecco l&#039;intervista:</p><p>Francesco Vaiasuso, 41 anni, gallerista di Alcamo, &egrave; il ritratto della serenit&agrave;: rubicondo, elegante, curato, sguardo sorridente. Se si potesse mettere da parte la ragione e credere alla sua storia, si potrebbe pensare che il diavolo gli ha migliorato la vita.</p><p>&laquo;La mia non &egrave; stata una possessione ordinaria, nel mio corpo hanno abitato per trentadue anni Satana e ventisette legioni di demoni&raquo;, dice Vaiasuso, che della sua storia di messe nere ed esorcismi ha fatto un libro. Si intitola "La mia possessione. Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni", &egrave; stato scritto assieme al giornalista Paolo Rodari, &egrave; edito da Piemme e non tutte le librerie hanno deciso di richiederlo.</p><p>&laquo;Non ho scritto il libro per essere creduto, ma per raccontare la mia verit&agrave;. Come posso spiegare la mostruosit&agrave; di un mostro? O un diavolo indemoniato? Alla gente che mi dice "non ti credo" rispondo: "Neanch&#039;io mi crederei"&raquo;.</p><p>Coprotagonista della vicenda &egrave; la moglie di Francesco, Daniela, cattolica fervente. Attraverso di lei Vaiasuso si avvicina alla Chiesa e proprio in presenza di santi, croci e immagini sacre comincia a manifestare i segni di quella che poi gli verr&agrave; diagnosticata come "avversione al sacro".</p><p>Daniela usa una semplicit&agrave; disarmante, al confine con l&#039;ingenuit&agrave;, quando racconta di Francesco trasformato in serpente, di una casa invasa da deLa quotidianit&agrave;. Mi svegliavo e dicevo a mia moglie: oggi devi apparecchiare per cinque, perch&eacute; stanno arrivando in tre Il lieto fine Mi sono liberato quando ho scoperto che a 4 anni fui spinto da un&#039;amica di famiglia a bere sangue a una messa nera moni di ogni sorta, ma anche da santi chiamati in soccorso.</p><p>Racconta e a stento trattiene le risate, consapevole che "assurdo" &egrave; l&#039;aggettivo pi&ugrave; blando che venga in mente. Il marito, con la faccia seria, racconta: &laquo;Mi svegliavo la mattina e dicevo: "Daniela, oggi apparecchia per cinque, ch&eacute; stanno arrivando in tre"&raquo;. La moglie sorride e aggiunge: &laquo;Avevo imparato a riconoscere i demoni, sapevo come reagire. Bastava che mostrassi l&#039;anello nuziale, invocassi il sacramento del matrimonio e intimassi "te ne devi andare", e Francesco tornava in s&eacute;&raquo;, racconta mimando il gesto che in Sicilia vuol dire "vattene".</p><p>Daniela ha sposato Francesco nel 2000, quando era ancora un uomo "normale". &laquo;Fino al 2002 solo ogni tanto avevo manifestato segnali inspiegabili di fronte al sacro&raquo;, dice lui. Un&#039;avversione che per&ograve; non gli ha impedito di sposarsi in chiesa. &laquo;Dio sapeva che Daniela era indispensabile al suo progetto per la mia liberazione&raquo;, sostiene.
La diagnosi di possessione arriva nel 2002. Per telefono.</p><p>&laquo;Che Francesco Vaiasuso, 41 anni, gallerista di Alcamo e autore del libro "La mia possessione" motivo aveva quel prete che neanche mi conosceva di dire una cosa cos&igrave; atroce su di me?&raquo;, dice Francesco portando la telefonata come prova della veridicit&agrave; della "diagnosi".</p><p>Da l&igrave; in poi &egrave; un&#039;escalation di esorcismi, da padre Matteo La Grua a Palermo fino a fra&#039; Benigno di Corleone, percorrendo la scala gerarchica dei preti pi&ugrave; potenti nella lotta al maligno.</p><p>Contro quelle &laquo;27 legioni di demoni&raquo; scendono in campo altrettanti manipoli dell&#039;esercito del bene. &laquo;Quando ho sentito che si trattava di possessione, &egrave; come se mi fosse mancata la terra sotto i piedi. Avrei preferito mille volte che mi venisse diagnosticata una malattia&raquo;, racconta Vaiasuso.</p><p>Eppure, per quanto negli anni delle sue sofferenze sia stato pi&ugrave; volte portato in ospedale dai familiari, Francesco non ha mai accettato esami che accertassero possibili malattie psichiche "ordinarie".</p><p>Quando era gi&agrave; stata prenotata una Tac per indagare la natura dei disturbi, ha rifiutato di farla: &laquo;L&#039;aiuto di cui avevo bisogno non era un aiuto medico&raquo;, si giustifica oggi, per frenare i legittimi scetticismi.</p><p>Poi il lieto fine. Durante un esorcismo praticato da padre Rufus Pereira &egrave; il diavolo in persona, a sentire Vaiasuso, che racconta l&#039;origine del male: &laquo;Scopriamo che a quattro anni, durante un viaggio in America con mia madre, una sua amica con un inganno mi ha portato a una messa nera alla quale bevo sangue da una coppa e vengo posseduto dal male&raquo;.</p><p>Scoperta l&#039;origine di tutto, quindi, Francesco viene liberato. Le &laquo;27 legioni di demoni&raquo; se ne vanno.I cattivi vengono sconfitti, i buoni trionfano: la trama perfetta di un romanzo per il quale forse sarebbe stato pi&ugrave; adatto come titolo "Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi". </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-12-15T10:21:26+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Vaiasuso per Zenit [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2.jpeg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2-185x300.jpeg" alt="" title="La mia possessione" width="185" height="300" class="alignright size-medium wp-image-6657" /></a>"Non le nascondo che fino a una quindicina di anni fa, quando sentivo il termine esorcista mi trasmetteva inquietudine, mi faceva pensare ad una persona misteriosa, magica, quasi spaventevole&hellip; Quando poi, per&ograve;, mi sono ritrovato io stesso in quella situazione, ho scoperto un&rsquo;altra realt&agrave;: quella di un sacerdote che ti accoglie, ti ascolta, ti fa parlare, approfondisce, ti consiglia se andare da uno psicologo o da uno psichiatra. &Egrave; quel sacerdote che ti pu&ograve; dare una mano in pi&ugrave; per risolvere il tuo problema. Io invece mi immaginavo una persona che toccandoti con un dito ti faceva sparire immediatamente la tua possessione&hellip; Oggi vedo nell&rsquo;esorcista la figura di un padre che mi ha accolto".</p><p>Cos&igrave; Francesco Vaiasuso, autore con Paolo Rodari de "<strong><a href="http://www.amazon.it/possessione-Come-liberato-legioni-demoni/dp/8856627736/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1346929887&sr=1-1">La mia possessione</a></strong>" in <strong><a href="http://www.zenit.org/article-34062?l=italian">QUESTA</a></strong> bella intervista per l&#039;agenzia internazionale Zenit.</p><p>Il libro &egrave; uscito a inizio settembre. Oggi &egrave; alla seconda edizione. Francesco lo sta presentando in giro per l&#039;Italia, una settimana fa ne ha parlato anche su <strong><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6821f846-4982-4d4a-aa89-44404897d47b.html">RAIUNO</a></strong>. </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-11-23T14:34:07+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Mai detto che Monti è massone [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Dicono che padre Gabriele Amorth abbia detto che Mario Monti &egrave; massone e che agisce sotto l&#039;influenza del divolo. Lo dicono e lo scrivono pure, con tanto di virgolettati, <strong><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/qualcuno-fermi-padre-amorth/2193851">qui</a></strong>.</p><p>Padre Amorth, per&ograve;, non ha mai detto queste cose e nemmeno le pensa. E lo fa sapere con <strong><a href="http://precisoche.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/01/amorth-il-diavolo-e-monti/">questa</a></strong> smentita pubbliccta sempre sull&#039;Espresso e con questa nota pubblicata oggi dall&#039;agenzia Agi:</p><p>MONTI: PADRE AMORTH, MAI PAROLE DIFFAMATORIE CONTRO IL PREMIER =
(AGI) - CdV, 1 nov. - "Non ho mai pronunciato parole ingiuriose
e diffamatorie contro Mario Monti". Lo precisa in una nota
padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti italiani, che
ricorda di aver "gia&#039; smentito piu&#039; volte" le frasi
attribuitegli in merito. "Non penso in nessun modo - sottolinea
- che egli sia un capo massone o che agisca sotto l&#039;influenza
del diavolo come invece mi viene attribuito". Si tratta, spiega
il religioso paolino, di "dichiarazioni riportate da un blog
che me le ha attribuite senza alcun permesso". "Sono stupito -
conclude - di dover tornare ancora una volta a smentirle".
(AGI) </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-11-01T13:13:42+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Perchè il mini concistoro? [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Perch&eacute; un mini concistoro di soli stranieri per la creazione di nuovi cardinali?</p><p>L&#039;avevo scritto <strong><a href="http://www.paolorodari.com/2012/05/29/troppi-italiani-in-conclave-perche-disturbare-il-papa-con-queste-cose-di-italiani-avrebbe-detto-benedetto-xvi-ai-suoi-intimi-e-infatti-prepara-un-nuovo-concistoro-per-rendere-piu/">qui</a></strong>, era il 29 maggio scorso. </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-10-24T11:47:55+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Seconda edizione e un video [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>"<a href="http://www.amazon.it/possessione-Come-liberato-legioni-demoni/dp/8856627736/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1350980401&sr=8-1">La mia possessione</a>", il libro di Francesco Vaiasuso con Paolo Rodari, &egrave; arrivato gi&agrave; alla seconda edizione.</p><p>Venerd&igrave; scorso su tv2000 &egrave; andata in onda una lunga intervista a Vaiasuso che, dal vivo, racconta i suoi straordinari incontri. Non soltanto i demoni, ma anche i santi.</p><p> </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-10-23T10:20:58+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Francesco, Chiambretti e altri appuntamenti [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2.jpeg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2-185x300.jpeg" alt="" title="" width="185" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-6657" /></a>
S&#039;infittisce la presenza di Francesco Vaiasuso, autore con Paolo Rodari de <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856627732/vaiasuso-francesco/mia-possessione-come.html">La mia Possessione</a></strong>, in radio e tv.</p><p>Ieri, prima dell&#039;intervista con Magalli, ha fatto un&#039;intervista su Radio due con Piero Chiambretti. <strong><a href="http://www.rai.tv/services/download.jsp?path=http%3A//www.radio.rai.it/podcast/A42516468.mp3&name=CHIAMBRETTI%20ORE%20DIECI%20del%2015_10_2012%20-%20PARTE%202&est=mp3">Qui</a></strong> puoi ascoltare l&#039;audio.</p><p>Gioved&igrave; mattina, invece, sar&agrave; presente a Uno Mattina, su Rai Uno.</p><p>Mentre venerd&igrave; sera alle 22.20 interverr&agrave; con un grande spazio in Vade retro, la trasmissione di Tv2000 dedicata ai temi dell&#039;occulto. Repliche: sabato 20 ottobre ore 17.30 e domenica 21 ottobre ore 17.30.</p><p><strong><a href=" http://www.francescovaiasuso.com/">Qui</a></strong> trovi invece tutte le presentazioni che per ora Francesco ha programmato in giro per l&#039;Italia. </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-10-16T11:51:22+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Don Amorth e Francesco, in video [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2.jpeg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2-185x300.jpeg" alt="" title="" width="185" height="300" class="alignright size-medium wp-image-6657" /></a>
"Non ho mai visto un caso come questo. Il Vangelo ci parla di Ges&ugrave; che un giorno combatt&eacute; contro un demone che si chiamava Legione perch&eacute;, disse il demone, &ldquo;siamo in tanti". Ma la storia di <strong><a href="http://www.amazon.it/possessione-Come-liberato-legioni-demoni/dp/8856627736/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1350317431&sr=1-1">Francesco Vaiasuso</a></strong> non ha eguali. Perch&eacute; lui ha dovuto combattere contro 27 legioni di demoni, un caso che non augurerei al migliore degli esorcisti&raquo;.</p><p>Cos&igrave; <strong><a href="http://www.amazon.it/Lultimo-esorcista-battaglia-contro-Satana/dp/8856622149">padre Gabriele Amorth</a></strong>, esorcista della diocesi di Roma, questa mattina in diretta con Francesco Vaiasuso, autore con Paolo Rodari de &ldquo;La mia possessione. Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni&rdquo; (Piemme), a Fatti vostri su Rai Due.</p><p>In <strong><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8ee8e765-f1c7-47d4-aeb5-b7844744896f.html">questo</a></strong> video c&#039;&egrave; il loro intervento integrale. </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-10-15T18:17:14+02:00</dc:date>

		</item>

		
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			<title><![CDATA[Apparizioni. Mosè sconfigge i demoni [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2.jpeg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2-185x300.jpeg" alt="" title="566-2773-2 FASCETTA" width="185" height="300" class="alignright size-medium wp-image-6657" />
</a>"<strong><a href="http://www.amazon.it/possessione-Come-liberato-legioni-demoni/dp/8856627736/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1348652730&sr=1-1">La mia possessione. Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni</a></strong>" (Piemme), il libro di <strong><a href="http://www.francescovaiasuso.com/">Francesco Vaiasuso</a></strong> con Paolo Rodari, &egrave; gi&agrave; alla seconda ristampa.</p><p>Si tratta di una testimonianza unica al mondo. Un uomo, Francesco, posseduto per pi&ugrave; di trent&#039;anni dai demoni, ha visto il proprio corpo attraversato dal male ma &egrave; sempre rimasto lucido, presente a se stesso. E cos&igrave; ha potuto raccontare. Cosa? Quello che ha visto. I demoni, certamente, ma anche i santi.</p><p>Fra le tante figure dell&#039;altro mondo scese a confortarlo, una che meriterebbe da sola un libro intero: Mos&egrave;.</p><p>Ecco lo sconvolgente racconto di questa apparizione:</p><p>Sono sempre disteso sul letto in totale dissociazione.
Davanti a me appare qualcuno. &ldquo;Qui oggi si perde&rdquo; pensa il maligno che, atterrito, non osa muoversi.
&laquo;Chi sei tu?&raquo; gli chiedo.
La risposta che arriva squarcia il buio come un lampo in una notte tempestosa.
&laquo;Io sono Mos&egrave;&raquo; risponde un uomo alto non pi&ugrave; di un metro e quarantacinque centimetri.
Si trova alle pendici di un monte. Dietro di lui una strada, inizialmente diritta ma che poi disegna dei tornanti, s&rsquo;inerpica oltre una pineta verso una cima lontana e nascosta.
Sono davanti a lui, a pochi metri, fermo.
Intorno non c&rsquo;&egrave; molta luce.
Mos&egrave; indossa un lungo mantello di raso molto luminoso. In testa ha un cappuccio. Ne comprendo il motivo: non posso guardarlo in viso.
Anche lui, come gli altri santi che vengono a trovarmi, comunica con me senza parlare. O meglio, mi parla col pensiero.
&laquo;Guarda questa strada. Porta sulla montagna che devi scalare.&raquo;
E poi: &laquo;Io non scendo quasi mai da questa montagna. Scendo davvero in casi rari, veramente rari&raquo;.
Capisco che non mente. Lui &egrave; condottiero di folle, un trascinatore. Una persona dalla grande autorevolezza. Scende per i popoli, difficilmente per una singola persona. Capisco il privilegio che mi &egrave; concesso. E soprattutto capisco la profondit&agrave; della notte in cui sono immerso. Solo notti particolarmente buie e tempestose possono giustificare la discesa di Mos&egrave;.
&laquo;Sono sceso perch&eacute; mi &egrave; stato detto che qui c&rsquo;&egrave; un ragazzo che sta molto male. Sono dovuto scendere di proposito. Non ti preoccupare. Tu seguimi. Mi caricher&ograve; del tuo peso. Ti porter&ograve; sulle mie spalle.&raquo;
In mano ha un bastone di legno curvo come quello dei pastori. Lo guardo estasiato, incapace di muovermi. Fa qualche passo verso la montagna facendomi cenno di seguirlo. Ma non riesco a incedere. I demoni mi inchiodano al terreno.
Mos&egrave; comprende la mia difficolt&agrave; e dice: &laquo;Seguimi, saliamo insieme&raquo;.
Ma ancora sono fermo. Noto il suo mantello violaceo farsi pi&ugrave; luminoso. Vedo il suo amore nei miei confronti. Capisco che ce la far&ograve; a seguirlo. Che sar&ograve; in grado di percorrere quel sentiero.
A un certo punto alza il braccio destro. &Egrave; come se voglia scacciare qualcosa che si frappone fra me e lui. Muove il braccio velocemente prima a destra e poi a sinistra.
I suoi movimenti attenuano potentemente le forze che mi tengono inchiodato al mio posto.
Tanto che anche il cielo diviene pi&ugrave; luminoso, e il sentiero pi&ugrave; chiaro.
Mos&egrave; sale e io lo guardo sereno. Lo vedo ancora, sempre pi&ugrave; lontano, camminare lungo il sentiero.
Mi fa comprendere che ce la far&ograve;, che arriver&ograve; in cima, che sar&ograve; in grado di seguirlo.
&Egrave; quando &egrave; in cima che anch&rsquo;io inizio a salire, camminando molto lentamente.
Poi la visione svanisce. Rimango nel letto in silenzio, libero, per lungo tempo. L&rsquo;intera giornata che segue &egrave; di grande, immenso, benessere spirituale e anche fisico. </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-09-26T11:48:14+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Botta e risposta sulla fede di Martini [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>L&#039;articolo uscito sabato sul Foglio intitolato "<strong><a href="http://www.paolorodari.com/2012/09/17/ritorno-al-laterano-martini-e-quellidea-di-chiesa-via-dal-vaticano-con-un-papa-di-nuovo-la-dove-egli-e-anzitutto-il-vescovo/">Ritorno al Laterano</a></strong>" ha fatto molto discutere per tanti motivi.</p><p>Fra questi per la posizione dello scrittore cattolico Vittorio Messori che sostiene che il cardinale Carlo Maria Martini dopo anni di studi del testo biblico fosse arrivato sostanzialmente a non credere pi&ugrave; nel Ges&ugrave; storico ma soltanto in un "ideale" Cristo della fede.</p><p>In merito ecco cosa scrive oggi sul Foglio il teologo Gianni Gennari e di seguito la risposta del direttore del Foglio Giuliano Ferrara.</p><p>Al direttore - Sabato tra tante cose interessanti scritte da Paolo Rodari leggo che anche Giovanni XXIII e Paolo VI volevano una pi&ugrave; visibile e frequente pastoralit&agrave; del Papa come vescovo di Roma. Papa Giovanni veramente lo pens&ograve; e ne parl&ograve;, e Paolo VI nel gennaio 1968 sostitu&igrave; il cardinale Luigi Traglia con mons. Angelo Dell&rsquo;Acqua, personalmente fidatissimo e vicinissimo nel modo di vedere chiesa e mondo con l&rsquo;esplicita intenzione di una pi&ugrave; viva attuazione, a Roma, della lezione dottrinale e pastorale del Concilio, cui fino ad allora la diocesi era rimasta come sorda, se non manifestamente ostile. Nello stesso lungo articolo dell&rsquo;amico Rodari, per&ograve;, trovo sorprendente il giudizio di Vittorio Messori sulla persona e sulla fede del cardinale Martini. Mi pare grave e ingiusto sostenere che Martini &ldquo;credeva pi&ugrave; al Cristo della fede che al Ges&ugrave; storico&rdquo; intendendo, come esplicitamente scritto, che non credeva alla storicit&agrave; della persona del Verbo incarnato nella persona di Ges&ugrave; di Nazaret, e addirittura che voleva &ldquo;il ritorno a una fede senza storia, una fede in Cristo e non in Ges&ugrave; storico&rdquo; con esplicita conseguenza che non credeva &ldquo;nella chiesa, anche come istituzione come necessit&agrave;&rdquo;. Martini &ndash; leggo &ndash; &ldquo;ha vissuto una vita esemplare senza credere nella persona di Ges&ugrave;&rdquo;! Ma come &egrave; possibile una sentenza simile nei confronti di un fratello che per tanti anni ha vissuto e scritto, parlato e amato, attirato tanta gente, anche lontana, alla Parola di Dio in Cristo, sempre vissuta &ndash; da vescovo in comunione con Pietro &ndash; anche nella chiesa che lo ha onorato in vita e lo onora nella memoria? 
Gianni Gennari</p><p>Martini miscredente, forse perch&eacute; a mio modo lo sono, &egrave; fuori dalla mia portata; appunto, non ci credo. Il vescovo di Roma l&rsquo;ho incontrato sorridente al Testaccio, parrocchia salesiana, in lui ho visto il pastore e anche il mite e universale professore.
Giuliano Ferrara
 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-09-19T13:17:37+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Arriva Egzorcysta [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/esorcismo.jpeg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/esorcismo.jpeg" alt="" title="" width="190" height="265" class="alignright size-full wp-image-6708" /></a></p><p>Aleksander Posacki, prete polacco esperto di demonologia, ha le idee chiare. Dice che l&#039;occultismo, soprattutto in Europa, spopola. Mentre la pratica degli esorcismi - che risponde alle pratiche occulte e sataniche chiamando in soccorso Cristo, l&#039;unico, per chi crede, in grado di contrapporsi alle forze preternaturali - &egrave; ridotta al lumicino nonostante i cosiddetti "posseduti" aumentino di numero sempre di pi&ugrave;.</p><p>Per rispondere all&#039;occultismo e alle sue pratiche, Posacki (assieme ad altri preti) ha deciso di dare vita ad Egzorcysta, una rivista di 62 pagine stampata in quindicimila copie.</p><p>Qui ne parla l&#039;<strong><a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5g9mWKoAG_6Jz6455BGCzoxWplPLA?docId=CNG.ce8cdecf7232ab5eb29b9decf03ab872.4d1">Afp</a></strong>, e qui, invece, <strong><a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=196">Marco Tosatti</a></strong>.</p><p>Che il tema tiri parecchio &egrave; cosa evidente. Fino a ieri a parlarne sono stati principalmente i sacerdoti esorcisti. Mai nessuno, insomma, dell&#039;altra parte della barrcata. Fino a ieri, appunto, fino all&#039;uscita nelle librerie de "<strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856627732/vaiasuso-francesco/mia-possessione-come.html">La mia possessione. Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni</a></strong>", il libro che Francesco Vaiasuso (gallerista d&#039;arte posseduto per pi&ugrave; di trent&#039;anni) ha scritto con Paolo Rodari.  </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-09-13T13:38:41+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Dice padre Amorth [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><p style="text-align: left;">"Sono arrivato a met&agrave; del libro &#039;<strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856627732/vaiasuso-francesco/mia-possessione-come.html">La mia possessione</a></strong>&#039; di Francesco Vaiasuso con Paolo Rodari. E&#039; di un interesse travolgente".</p>
<p style="text-align: right;"><em>Padre Gabriele Amorth, Roma, 12 settembre 2012</em></p> </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-09-12T12:16:57+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Ho ucciso Satana. Incipit [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2.jpeg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2-185x300.jpeg" alt="" title="566-2773-2 FASCETTA" width="185" height="300" class="alignright size-medium wp-image-6657" /></a></p><p>Cos&igrave; inizia "<strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856627732/vaiasuso-francesco-rodari-paolo/mia-possessione-come-mi.html">La mia possessione. Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni</a></strong>", il libro di Francesco Vaiasuso con Paolo Rodari, per edizioni Piemme e gi&agrave; nelle librerie. </p><p><strong>Dieci anni fa</strong>
La mia vita cambia a trentuno anni, il 29 dicembre del 2002, quando una rivelazione squarcia i miei pensieri in modo inaspettato.
Alla guida da Alcamo, la citt&agrave; dove vivo, in direzione Palermo c&rsquo;&egrave; mia moglie Daniela. Al suo fianco mia mamma. Il viaggio &egrave; &ldquo;colpa&rdquo; di fratello Ferro. &Egrave; stato lui, un religioso gesuita col quale da tempo sono in contatto, a insistere: &laquo;Francesco &ndash; mi ha detto &ndash; &egrave; il momento di andare a Palermo alla chiesa della Noce dove c&rsquo;&egrave; padre Matteo La Grua. Soltanto lui ti pu&ograve; aiutare.&raquo;
I sessanta chilometri che ci separano dalla nostra meta non sono facili. Sono agitato. Respiro affannosamente e parlo in continuazione. Imbastisco monologhi di difficile comprensione. Cerco in tutti i modi di esasperare chi &egrave; seduto in macchina con me. Certo, non vado a Palermo contro la mia volont&agrave;, ma nello stesso tempo ho paura e vorrei tornare indietro.
C&rsquo;&egrave; qualcosa che mi turba. Mi volto ora a destra ora a sinistra, ma so benissimo che questo qualcosa sta in un posto preciso: dentro di me. Mia moglie guarda la strada e cerca di non darmi ascolto: deve a tutti i costi arrivare a destinazione.
Dopo meno di un&rsquo;ora la macchina si ferma in piazza della Noce, un ritaglio di Palermo dal cuore antico nella citt&agrave; modernizzata. C&rsquo;&egrave; una statua recintata della Vergine incastonata tra panifici, botteghe del pesce, lambrette di ambulanti e palazzoni grigi. Siamo arrivati. La chiesa dedicata al Sacro Cuore &ndash; per tutti i palermitani &egrave; semplicemente &ldquo;la Noce&rdquo; &ndash; &egrave; l&igrave;, con la sua facciata modesta, la sua sagrestia, il salone degli incontri.
Non ho mai parlato con padre La Grua. &Egrave; vero, ho partecipato ad alcune sue celebrazioni liturgiche, ma non gli ho mai rivolto la parola direttamente. Di lui so soltanto che &egrave; un frate francescano conventuale oramai anziano e che l&rsquo;unico compito che continua a svolgere &egrave; quello per il quale &egrave; famoso anche oltre i confini della Sicilia e dell&rsquo;Italia, il ministero di esorcista.
Fuori dalla parrocchia ci aspetta fratello Ferro. Lo vedo da lontano. Il suo volto mi turba e inquieta.
&laquo;Cosa vuole da me?&raquo;
Scendo dalla macchina e, senza poter fare nulla per controllarla, la mia bocca inizia a pronunciare parole di paura e di terrore insieme.
&laquo;Cosa ci faccio qui? Entrate voi, io non entro!&raquo;
Fratello Ferro mi prende sotto braccio. Respingo il suo aiuto e gli dico: &laquo;Non &egrave; che per caso stiamo andando a incontrare qualcuno che recita le preghiere che reciti tu?&raquo;
Daniela &egrave; decisa: devo entrare. Anche lei non sa cosa mi attende. Ma sa che devo fidarmi di fratello Ferro: il rapporto tra noi &egrave; sempre pi&ugrave; faticoso e il problema non &egrave; lei ma sono io. Lei &egrave; disposta a tutto pur di andare fino in fondo, per far s&igrave; che io torni a essere Francesco, l&rsquo;uomo che soltanto due anni prima ha sposato desiderosa di amore e di felicit&agrave;.
Entriamo in un grande salone. Parlo senza fermarmi. Scherzo. Le mie parole sono monologhi sempre pi&ugrave; incomprensibili. Sembro un pazzo che si muove dentro un mondo tutto suo.
Nel salone c&rsquo;&egrave; un sacerdote della parrocchia in carrozzella che parla a un gruppo di persone. Appena lo vedo sento crescere dentro di me un odio profondo. &Egrave; un qualcosa che non riesco a contenere, ad arginare. &Egrave; un sentimento potente, un fiume che da dentro il mio corpo cerca di uscire per andare a travolgere quell&rsquo;uomo vestito di nero. Lui, ci&ograve; che egli rappresenta, e soprattutto il suo lungo abito da frate, mi ripugnano.
&laquo;Guarda come ti sei ridotto&raquo; gli urlo. Ma non reagisce. Prosegue oltre senza commentare. &Egrave; evidentemente abituato a vedere in parrocchia persone come me che arrivano per avere un incontro con padre La Grua.
Davanti a me c&rsquo;&egrave; un crocifisso appeso a una parete. Inizio a indietreggiare spaventato. Cosa mi sta succedendo? Non riesco a controllare la situazione: sento, infatti, che sto prendendo fuoco.
&laquo;Brucio, brucio!&raquo; grido, mentre intorno a me si forma un cerchio di luce che m&rsquo;imprigiona. Non posso uscire. Sono chiuso l&igrave; dentro e brucio soffrendo terribilmente.
Cosa mi sta capitando? Pi&ugrave; mi avvicino a padre La Grua pi&ugrave; sono in subbuglio.
Adesso il fuoco mi dilania la carne. Ma a un certo punto, non so nemmeno io spiegare come, riesco a uscire dal cerchio di luce. Guardo fratello Ferro e gli dico: &laquo;Ce l&rsquo;ho fatta. Mi sono liberato.&raquo;
Per un istante mi sento meglio.
Ma l&rsquo;irrequietezza ritorna ancora. Non mi &egrave; difficile comprenderne l&rsquo;origine: &egrave; l&rsquo;incontro con padre La Grua ad agitarmi. O meglio: &egrave; l&rsquo;incontro con padre La Grua che smuove qualcosa che vive dentro di me. C&rsquo;&egrave; una presenza in me e non posso fare nulla per scacciarla. Ho chiesto io d&rsquo;incontrare padre Matteo, ma adesso ci&ograve; che c&rsquo;&egrave; dentro di me si ritrae, ha paura e cerca di spingermi via.
Fratello Ferro mi fa strada tenendomi sotto braccio. La porta della sagrestia adiacente al salone &egrave; aperta. &Egrave; l&igrave; che dobbiamo entrare. &Egrave; l&igrave; che ci aspetta l&rsquo;anziano esorcista.
Ha 88 anni. &Egrave; seduto nel mezzo della sagrestia. &Egrave; piccolo, minuto, porta in testa un cappello circolare di lana per ripararsi dal freddo. Mi guarda e mi fa cenno di sedermi su una sedia posta a un metro di distanza da s&eacute;. Sento di essere tornato me stesso. Sono cosciente. Posso parlare ed esprimermi. Capisco che in macchina, e poco prima quand&rsquo;ero in salone, non ero io a parlare e ad agitarmi. C&rsquo;era qualcuno o qualcosa dentro di me. Qualcuno o qualcosa che adesso non ci sono pi&ugrave;. Se ne sono andati. O forse si sono semplicemente nascosti.
Fratello Ferro si accomoda al mio fianco. Vicino a lui ci sono alcuni aiutanti di padre La Grua: due uomini molto robusti e tre donne. Mia mamma e Daniela restano un po&rsquo; in disparte. Daniela sembra spaventata. Non sa esattamente cosa mi sta capitando. Non sa cosa mi aspetta.
Anche per lei questo giorno sar&agrave; una rivelazione potente.
&Egrave; padre La Grua a prendere l&rsquo;iniziativa.
Inizia a parlarmi. Indaga sul mio passato. Mi pone domande precise che mi lasciano perplesso.
&laquo;Hai mai partecipato a pratiche esoteriche?&raquo;
&laquo;Hai mai preso parte a sedute di satanismo?&raquo;
&laquo;Hai mai letto libri di magia?&raquo;
&laquo;Hai mai fatto uso di droghe?&raquo;
E poi domande inerenti il sesso: &laquo;Sei mai andato a prostitute? Hai mai partecipato a delle orge?&raquo;
A ogni domanda rispondo con la massima sincerit&agrave;: &laquo;No, no, e ancora no&raquo;.
Padre La Grua non &egrave; soddisfatto. &Egrave; convinto che vi sia qualcosa di oscuro nel mio passato, qualcosa da cui tutto il male che mi tormenta ha avuto inizio. Ma non riesce a capire cosa sia. Io stesso cerco di spiegargli che sento delle presenze malefiche dentro di me. &Egrave; per questo, gli dico, che sono stato accompagnato da lui.
Smette di fare domande. Capisce che le mie risposte sono sincere. E inizia a pregare su di me. Mi benedice e prega.
&Egrave; in quel momento che qualcosa si muove. Colui o coloro che sono dentro di me iniziano a uscire allo scoperto. E attaccano.
Mentre padre Matteo prega qualcuno s&rsquo;impossessa della mia voce e urla: &laquo;Cosa vuoi da me Matt&egrave;? Buffone! Cosa vuoi da me?&raquo;
Non posso fare nulla per zittirlo seppure io sia perfettamente presente a me stesso. Sono lucido mentre qualcuno dentro di me parla usando la mia bocca.
Padre La Grua torna a farmi delle domande e nel momento esatto in cui finisce di esporle riesco a riprendere il possesso della mia voce e a rispondergli. Rispondo ma colui che &egrave; dentro di me, appena finisco di parlare, riprende subito l&rsquo;iniziativa e torna a insultare l&rsquo;anziano esorcista.
&laquo;Sei un calunniatore, Matt&eacute;! Vattene bastardo! Vattene o t&rsquo;ammazzo!&raquo;
&Egrave; una sensazione strana. Non sono sempre io a parlare: a volte sono io, altre volte non sono io. Sono dissociato da me stesso ma nello stesso tempo sono cosciente della mia dissociazione.
La mia mente subisce grandi tormenti. Mi sento in continuazione strappato da me, dal mio corpo e dalla mia mente, lacerato al mio interno e la sofferenza che sento non &egrave; soltanto spirituale ma anche fisica. I dolori che per questo continuo &ldquo;dentro e fuori&rdquo; deve subire la mia mente sono tremendi, unici, indescrivibili. Ho sempre pensato che se esiste l&rsquo;inferno, chi lo abita &egrave; queste sofferenze che deve patire, sofferenze dalle quali chiunque fuggirebbe a gambe levate.
Se devo descrivere cosa provo ogni volta che padre La Grua mi pone una domanda rispondo con queste parole: a ogni punto interrogativo corrisponde una fitta dolorosissima dentro la mia mente. Si tratta di uno strappo violento che mi permette di riappropriarmi per un istante delle mie facolt&agrave; e di rispondergli con sincerit&agrave;. Poi tutto torna in mano a colui che &egrave; dentro di me. Fino alla successiva domanda dove dopo un&rsquo;altra violenta lacerazione sono riconsegnato a me stesso.
Perch&eacute; riesco a rispondere? Come &egrave; possibile che io sia cos&igrave; forte da sopraffare le forze che mi possiedono? Il motivo &egrave; semplice: non sono io che sono forte. &Egrave; padre La Grua che ha l&rsquo;autorit&agrave; necessaria per fare breccia dentro la mia mente devastata e lacerata.
Pi&ugrave; il padre prega, maggiormente l&rsquo;odio divampa in me: &laquo;Ti uccido, bastardo! Ti ammazzo! Ti odio!&raquo; grido con forza.
Ma so benissimo di non essere io a gridare. &Egrave; qualcuno dentro di me che grida, urla e soprattutto odia. &Egrave; un odio profondo, disumano, una concentrazione di male non misurabile con parametri umani.
La battaglia &egrave; in atto: padre La Grua lotta contro colui o coloro che mi possiedono.
Ma anche io, come fossi un terzo incomodo, lotto, la mente continuamente contesa da chi mi possiede.
La domanda di padre La Grua entra in me come una lama affilata, fa breccia dentro la carne viva: &laquo;Satana &ndash; chiede &ndash; sei solo o ci sono altri con te?&raquo;
L&rsquo;anziano esorcista questa volta non ha rivolto la domanda a me ma a colui che &egrave; dentro di me. La risposta che esce dalla mia bocca &egrave; immediata, la pronuncio senza volerlo: &laquo;Sono da solo&raquo;.
Padre La Grua &egrave; un esorcista esperto. Non si fida. Alza la voce.
&laquo;Ti chiedo nel nome di Ges&ugrave; di dirmi la verit&agrave;: sei solo o ci sono altri con te?&raquo;
La risposta di Satana &egrave; inimmaginabile, ma &egrave; la risposta che egli non pu&ograve; non pronunciare di fronte all&rsquo;autorit&agrave; di padre La Grua: &laquo;Va bene, Matt&eacute;, te lo dico&raquo;.
Nella sagrestia aleggia un silenzio pesante, cupo, fino alle parole che sbalordiscono tutti i presenti: &laquo;Non sono solo &ndash; risponde &ndash;, siamo ventisette legioni.&raquo;
Padre Matteo annuisce lentamente. E dice: &laquo;&Egrave; la verit&agrave;&raquo;.
Poi si alza e spiega a fratello Ferro di essere amareggiato &ldquo;della diagnosi&rdquo;. E io comprendo che ci&ograve; che ha appena terminato di fare su di me altro non &egrave; stato che un esorcismo. 
Immediatamente comprendo contro chi sono costretto a lottare. Ma nello stesso tempo &egrave; come se padre Matteo abbia piantato qualcosa di nuovo dentro di me, dei suoi sigilli, dei suoi timbri che nonostante una possessione cos&igrave; grave e profonda non mi lasceranno pi&ugrave;.
La rivelazione di Satana cambia drasticamente la prospettiva con la quale guardo la mia vita, il passato e anche il futuro. Il 29 dicembre 2002, infatti, &egrave; un giorno come tanti altri a Palermo. Ma per me &egrave; un giorno speciale. &Egrave; il giorno nel quale, dopo tante sofferenze incomprese e incomprensibili, il frate francescano conventuale ed esorcista padre Matteo La Grua riesce a far s&igrave; che Satana sveli quella verit&agrave; che fino a quel momento avevo soltanto lontanamente intuito: ventisette legioni di demoni, e cio&egrave; ventisette plotoni del grande esercito del male il cui capo &egrave; Satana in persona, possiedono il mio corpo, lo occupano, lo attraversano contro la mia volont&agrave; rendendo la mia esistenza nient&rsquo;altro che un inferno.
Non si tratta, dunque, di un solo spirito. Si tratta piuttosto di plotoni, legioni di spiriti guerrieri compressi dentro di me da Satana in persona.
&laquo;Figlio mio &ndash; mi dice padre La Grua abbracciandomi &ndash;, io sono anziano e non ho tante energie. Fatti aiutare da fra Benigno. C&rsquo;&egrave; bisogno di tante preghiere.&raquo;
 
<strong>Trentasette anni fa</strong>
Agosto 1975. &Egrave; una giornata di sole a Chicago, la pi&ugrave; grande citt&agrave; dell&rsquo;Illinois e la terza per popolazione di tutti gli Stati Uniti dopo New York e Los Angeles.
In una grande casa di periferia, una tipica casa americana con tanto di giardino e veranda in legno, abitano da una parte Caterina con suo marito Antonio, dall&rsquo;altra i genitori di Caterina. Sono amici di famiglia che dalla Sicilia, da Alcamo, si sono da poco tempo trasferiti negli Stati Uniti alla ricerca di fortuna e benessere.
Caterina &egrave; pimpante e piena di energia quando entra nell&rsquo;appartamento dei suoi genitori. Chiede di me e di mia mamma. Siamo arrivati a Chicago da pochi giorni, invitati per ricambiare un favore: &egrave; stata mia mamma, infatti, a spedire qualche anno prima negli Stati Uniti la foto di Antonio proponendolo come marito per Caterina.
Caterina ha guardato la foto e d&rsquo;istinto ha detto s&igrave;. Antonio, dopo poco, &egrave; partito alla volta di Chicago e si &egrave; presentato. I due si sono piaciuti tanto che, di l&igrave; a poco, &egrave; stata una cosa naturale convolare a nozze.
Negli anni Sessanta ancora si combinavano diversi matrimoni in Sicilia. Le donne, purtroppo, non godevano di piena libert&agrave;. Era una cosa normale, accettata dalla gran parte della gente senza problemi e senza facili moralismi. Non tutti questi matrimoni, infatti, erano sinonimo d&rsquo;infelicit&agrave;. A volte, anzi, le ragazze alle quali genitori o amici trovavano &ldquo;l&rsquo;uomo giusto&rdquo; da sposare scoprivano di aver fatto una buona scelta, di aver detto s&igrave; a una possibilit&agrave; che corrispondeva ai propri desideri e alle proprie aspettative.
Mia mamma sentiva spesso i genitori di Caterina che da tempo avevano lasciato la Sicilia. Antonio era anch&rsquo;egli un amico di famiglia. Cercava moglie come Caterina cercava marito. E fu cos&igrave; che mia mamma fece ci&ograve; che in cuor suo le sembrava giusto e lecito fare.
Fa caldo a Chicago. La strada fuori casa, una tipica strada americana molto larga e abbellita da tanti alberi disposti diligentemente in fila, &egrave; deserta. Caterina entra con una borsetta a tracolla. Chiede di noi che prontamente usciamo dalla stanza e la salutiamo.
&laquo;Ciao Francesco, vuoi venire con me ai grandi magazzini? Devo fare delle compere, se vuoi ti porto con me. Hai mai visto i grandi magazzini?&raquo;
Ho soltanto quattro anni. Non so assolutamente cosa siano i grandi magazzini. Anche perch&eacute; in Sicilia non ce ne sono. Ma l&rsquo;idea di uscire di casa per una passeggiata mi eccita. Guardo mia mamma che subito acconsente.
&laquo;Va bene Francesco, vai pure&raquo; mi dice. &laquo;Ma mi raccomando comportati bene, io ti aspetto qui.&raquo;
Non ho mai visto una citt&agrave; cos&igrave; grande. N&eacute; ho mai pensato potessero esistere grattacieli cos&igrave; alti e imponenti. Il sole riscalda le strade e fa sembrare ogni cosa bella.
&Egrave; davvero strano. Ma non ricordo nulla di questa uscita fuori porta. So soltanto che sono tornato indietro con in mano un camioncino rosso e giallo, un regalo di Caterina. Un camioncino che porter&ograve; con me sull&rsquo;aereo di ritorno verso Palermo e che, all&rsquo;aeroporto, mostrer&ograve; entusiasta a mio padre.
Mia mamma ricorda che Caterina, a differenza mia, non ha in mano niente. &Egrave; strano. Siamo stati fuori all&rsquo;incirca quattro ore col preciso scopo di fare compere e Caterina non ha in mano nulla, a parte la sua piccola borsetta nella quale probabilmente ha il portafoglio e le chiavi di casa. Sul momento nessuno fa caso a questo particolare. Ma &egrave; un particolare decisivo.
Sar&agrave; soltanto anni dopo che tutto diverr&agrave; chiaro.
Sar&agrave; solamente tanto tempo dopo che la verit&agrave; su quel pomeriggio verr&agrave; a galla.
In quelle quattro ore io e Caterina non siamo andati in nessun centro commerciale. Il camioncino Caterina l&rsquo;aveva probabilmente comperato precedentemente.
Siamo andati da un&rsquo;altra parte.
Sembra impossibile eppure &egrave; cos&igrave;: quanto abbiamo fatto in quelle ore, un lasso di tempo molto breve se paragonato a un&rsquo;intera vita, riuscir&agrave; a condizionare tutta la mia esistenza precedente ma anche successiva quell&rsquo;incontro chiarificatore avuto anni dopo con padre Matteo La Grua.
 
<strong>1. Le prime malattie e quella strana avversione al sacro</strong>
E&rsquo; il 19 ottobre del 1971 quando ad Alcamo, dopo soli otto mesi di gravidanza, vengo alla luce, secondo di due fratelli. Nelle ore immediatamente successive al parto mi trasferiscono d&rsquo;urgenza all&rsquo;ospedale di Palermo dove mi ricoverano all&rsquo;interno di un&rsquo;incubatrice. Peso, infatti, appena 1 chilo e 400 grammi, troppo poco per resistere in vita senza cure adeguate.
I primi giorni sono difficili. Perdo peso costantemente, i medici non hanno fiducia e dicono a mia mamma e a mio pap&agrave;: &laquo;Non ce la far&agrave;&raquo;.
La mia salvezza &egrave; il medico di famiglia. Viene in ospedale e suggerisce un farmaco contro la dissenteria. Dopo otto-dieci giorni recupero peso, sto meglio, sono salvo. Poco dopo vengo dimesso e torno in piene forze a casa mia, ad Alcamo.
Fino ai quattro anni cresco sano e felice. Mio pap&agrave; &egrave; un rappresentante commerciale per una azienda importante della zona. Mia mamma ha un negozio di cornici, un&rsquo;attivit&agrave; che va talmente bene che presto &ldquo;obbliga&rdquo; mio padre a lasciare il suo lavoro per occuparsene anch&rsquo;egli a tempo pieno.
Tutto va a gonfie vele fino a quando, due mesi prima di compiere quattro anni, parto con mia mamma per gli Stati Uniti. In quel mese di permanenza a Chicago avviene qualcosa che influisce negativamente su tutta la mia vita successiva. Quando faccio ritorno in Sicilia alla fine del mese di settembre, infatti, tutto diviene diverso.
Sono tornato appena da venti giorni quando nel pieno di una notte ho la mia prima grave e violenta crisi respiratoria. Mi manca l&rsquo;aria. Tossisco forsennatamente, mi sembra di morire. Devono ricoverarmi d&rsquo;urgenza in ospedale dove decidono di curarmi iniettandomi del Bentelan via flebo. Dopo qualche giorno d&rsquo;incertezza mi fanno una diagnosi: asma bronchiale di livello acuto. Ricordo ancora quelle parole: &laquo;Asma bronchiale&raquo;, una malattia che mi accompagner&agrave; per anni e anni.
Al primo ricovero ne seguono tanti altri. Purtroppo devo tornare spesso in ospedale, le crisi respiratorie, infatti, si susseguono senza sosta.
La vita di tutti i giorni non &egrave; pi&ugrave; quella di prima seppure apparentemente poco &egrave; cambiato rispetto al passato. Mi sento sempre stanco, fiacco, c&rsquo;&egrave; anche un dolore continuo ai polpacci che non mi d&agrave; mai tregua. E poi una forte otite, che va e viene per anni. Il medico mi dice che &egrave; un problema di circolazione, e per questo mi prescrive delle bustine di Calcium. Ma la condizione generale del mio fisico non migliora. Piuttosto peggiora.
Cresco velocemente ma le malattie mi tormentano accompagnandomi costantemente. Presto all&rsquo;asma si unisce un problema ai denti. Le gengive si ritraggono fino a mostrare le radici dei denti. Vado da un dentista che dopo avermi visitato chiede a mia mamma: &laquo;Ma questo ragazzo abusa di chewingum? Ha dei denti rovinatissimi&raquo;.
&laquo;No&raquo;, risponde mia mamma. &laquo;A dire il vero non ne mangia mai. A volte gli compro un pacchetto ma lo rifiuta sempre, credo non gli piacciano i chewingum.&raquo;
A sette anni iniziano le prime allergie della pelle. Inspiegabilmente la superficie del mio corpo si riempie di vaste ecchimosi. &Egrave; sempre il medico di famiglia a consigliarmi un potente antibiotico che appena preso, in effetti, mi d&agrave; sollievo. Ma non &egrave; altro che un palliativo. Le ecchimosi non scompaiono mai del tutto. Il prurito &egrave;, a tratti, insopportabile, tanto che spesso nei punti pi&ugrave; critici mi ferisco fino a sanguinare.
Per anni, almeno due volte alla settimana, sono costretto ad andare dal medico di famiglia sia per l&rsquo;asma sia per l&rsquo;allergia.
Presto anche l&rsquo;ansia accompagna le mie giornate. &Egrave; un sentimento continuo d&rsquo;irrequietezza. Quando mangio lo sento, questo sentimento, presente dentro di me. Si posiziona tra lo stomaco e lo sterno e non mi d&agrave; tregua. Fatico a digerire. Se bevo del vino soffro immediatamente di fastidiosi bruciori di stomaco.
Mia mamma &egrave; preoccupata perch&eacute; ha paura che il mio rendimento scolastico ne risenta. In realt&agrave; a scuola, alle elementari come alle medie, accettano senza problemi la mia situazione.
Col trascorrere del tempo imparo a gestire l&rsquo;asma decentemente. Le crisi sono quotidiane, anche ogni quattro ore. Ma riesco ad arginarle in parte bevendo acqua e in parte aiutandomi col cortisone e con delle medicine.
A scuola i miei compagni sono consapevoli delle mie difficolt&agrave;. Tutti sanno del mio problema anche perch&eacute; &egrave; difficile nasconderlo. Il mio respiro &egrave; sempre un po&rsquo; rumoroso soprattutto nella fase espiatoria. &Egrave; un suono aspro e vibrato, simile a quando si cerca di bere dell&rsquo;acqua con una cannuccia in un bicchiere ormai vuoto.
Anche le notti divengono inquiete. Dormo diverse ore ma non riesco mai davvero a riposare. Il sonno &egrave; senza sogni.
A un certo punto inizia ad accadermi un fatto strano, che si ripete per pi&ugrave; notti. Mi sveglio tutte le mattine completamente scoperto. Un giorno mia mamma prova ad arginare la cosa spingendo il letto contro una parete e facendomi addormentare con le coperte ben ripiegate sotto il materasso.
&laquo;Stai bene?&raquo; mi chiede prima di congedarsi.
&laquo;Mi sento un po&rsquo; costretto, legato, ma sto bene&raquo; le rispondo.
Ma il mattino seguente le coperte sono addirittura volate via dalla parte dei piedi, come se proprio quella notte avessi voluto (ma in realt&agrave; io non potevo fare niente per impedire che accadesse) liberarmi con maggiore forza. Inspiegabile.
A scuola non vado molto bene. Sono spesso stanco, affaticato. A non assistermi &egrave; principalmente la capacit&agrave; di memorizzare le cose. La sera ripeto la lezione del giorno e chi mi ascolta mi dice: &laquo;Bravo, prenderai senz&rsquo;altro la sufficienza&raquo;.
Il mattino dopo, invece, non ricordo pi&ugrave; nulla. Un vuoto totale. Quando vengo chiamato per essere interrogato non so nemmeno di cosa si stia parlando. L&rsquo;argomento che poche ore prima sapevo alla perfezione mi &egrave; totalmente ignoto. Come se ne sentissi parlare per la prima volta in quel momento. A volte provo a usare uno stratagemma: ripeto la lezione al mattino presto, verso le sei e trenta. Ma gi&agrave; verso le nove il mio cervello azzera ogni cosa. Non c&rsquo;&egrave; niente da fare: non ricordo assolutamente nulla.
Dopo le scuole medie mi iscrivo a un liceo tecnico commerciale. Il primo anno vado malissimo ma non vengo bocciato. I miei compagni provano a difendermi davanti ai professori che mi interrogano e mi danno voti bassi, spesso non pi&ugrave; di quattro.
&laquo;Guardi professore che cinque minuti fa ci ha ripetuto la lezione alla perfezione&raquo; gli dicono.
&laquo;Vi credo &ndash; risponde &ndash;. Ma io non posso che dargli quattro, per rispetto di tutta la classe.&raquo;
Alla fine dell&rsquo;anno, seppure con molta fatica, riesco a recuperare la sufficienza. E vengo promosso. Ma al secondo anno le cose peggiorano. Non trovo la giusta concentrazione. Memorizzare le lezioni diviene un&rsquo;impresa sempre pi&ugrave; difficile tanto che decido volontariamente di abbandonare gli studi. Per me &egrave; una liberazione da un fardello divenuto troppo pesante.
Inizio subito a lavorare nel negozio di mamma. Non &egrave; un dramma. Fin da piccolo, infatti, ho sempre pensato d&rsquo;essere poco portato per gli studi. Mio fratello Carlo, invece, ha sempre eccelso in tutte le materie. Io no, ma non ho vissuto questa cosa come un problema. Mi hanno molto aiutato i miei genitori. Non mi hanno mai fatto pesare lo scarso rendimento scolastico. &laquo;Non ti preoccupare &ndash; mi ha sempre detto mia mamma &ndash;. Studiare &egrave; importante ma tu farai grandi cose ugualmente.&raquo;
A quindici anni mi capita un altro fatto strano, un fatto che, come le coperte sollevate di notte, di l&igrave; in avanti torner&agrave; a ripetersi spesso. Una mattina mi sveglio coi calzoni del pigiama tirati gi&ugrave; fino alle caviglie e con la parte di sopra tirata su fino quasi a strozzarmi. Completamente nudo, noto di aver avuto un&rsquo;abbondante fuoriuscita di sperma. Ne parlo col medico perch&eacute; la cosa si ripete e anche perch&eacute; la fuoriuscita &egrave; davvero notevole. Lui prova a metterla sul ridere: &laquo;Francesco &ndash; mi chiede &ndash;, non &egrave; che per caso ti sei fatto una fidanzata?&raquo;
Rispondo di no. Certo, mi &egrave; capitato di dare qualche bacio a qualche ragazza, ma nulla di pi&ugrave;. Il medico non indaga oltre seppure le notti per me siano di l&igrave; in avanti difficili da affrontare. Devo continuare a lottare con l&rsquo;asma, l&rsquo;allergia, le coperte che se ne vanno e questo fatto che spesso mi sveglio senza pi&ugrave; il pigiama indosso.
&Egrave; una lotta non facile, una lotta nella quale presto arrivano a combattere contro di me anche altri nemici. Non ho alternative: devo affrontarli, &egrave; la vita che inesorabilmente mi chiede questo.</p><p>Nonostante le continue malattie sono sempre stato un adolescente solare, allegro, spensierato. Non ho mai vissuto le malattie come un peso, e non mi sono fatto mai condizionare pi&ugrave; di tanto dal loro andare e venire.
Dell&rsquo;adolescenza ho ricordi luminosi, legati soprattutto alle lunghe estati trascorse nella casa di mio nonno, vicino al mare ma leggermente in collina. Una grande casa con tanto verde, senza il telefono: settimane passate fuori dal tempo. Con mio fratello e i miei cugini faccio centinaia di giochi diversi. Spesso aiuto mio nonno a fare le pizze nel suo grande forno a legna. La sera lo ascolto raccontarci storie avventurose sul suo passato da militare.
Anche ad Alcamo, fin da ragazzo, trascorro giornate serene. Tutto &egrave; concentrato in un territorio relativamente piccolo, il mio quartiere con la parrocchia a trecento metri da casa, la piazza antistante la chiesa con due grandi alberi sotto i quali mi riparo nei giorni di calura e una piccola chiesa pi&ugrave; vicina a casa che da anni &egrave; affidata alle cure della mia famiglia. &Egrave; la chiesa di San Vito e Santo Spirito, una piccola oasi che mio padre nel 1979, dopo il terremoto, decide di ristrutturare. Spende di sua tasca cinque milioni di lire che poi, negli anni successivi, recupera grazie alle donazioni di amici. Tutte le domeniche un prete celebra messa in questa chiesa: per la mia famiglia &egrave; un po&rsquo; come avere una seconda casa. 
Grazie alla ristrutturazione della chiesa il quartiere si anima di luce nuova. Il giorno dell&rsquo;inaugurazione arriva il vescovo, le televisioni locali, tanta gente inizia a ruotare intorno a questo piccolo edificio sacro.
Mio padre &egrave; una persona intraprendente e attiva. Sempre pronta a guardare avanti, con nessun rimpianto del passato. A sedici anni mi compra una moto, un&rsquo;Aprilia Cinquanta F1, blu e rossa: d&agrave; emozione solo a guardarla, un orgoglio e insieme un piccolo lusso cavalcarla per Alcamo e le strade che portano gi&ugrave;, verso il mare.
Grazie alla moto riesco a frequentare pi&ugrave; comitive di ragazzi, bazzicando il paese e anche le spiagge. Le malattie mi tormentano ma cerco di non farci troppo caso.
A un certo punto per&ograve; vengo colpito da una forma violenta di herpes labiale. Ogni mese, per sette-otto giorni, sono tormentato. Mi curo con lo Zovirex. Da quel momento il tubetto di pomata mi accompagna sempre, notte e giorno.
Intorno ai quindici-sedici anni si aggiunge anche il fastidio di una forma di otite molto dolorosa. I medici mi dicono che &egrave; un problema del setto nasale deviato. Mi propongono un&rsquo;operazione chirurgica ma non accetto. Anche perch&eacute; i problemi sono molteplici. Asma, allergie, ansia, herpes, otite e, ultima, una scogliosi anomala.
La scuola &egrave; oramai un lontano ricordo. Lavoro tutti giorni nel negozio e almeno da questo punto di vista le cose vanno molto bene. Il negozio &egrave; frequentato da gente colta e facoltosa del paese, rende bene e la clientela &egrave; ottima. Mi do molto da fare. I miei genitori mi danno fiducia tanto che insieme riusciamo a creare a fianco del negozio una bella galleria d&rsquo;arte.
A diciotto anni mi metto insieme a una ragazza per la prima volta. Si chiama Serena. Stiamo bene insieme, ma non mi sento ancora pronto per qualcosa di impegnativo. Dopo qualche mese la lascio: la discoteca e gli amici del mare sono un&rsquo;attrazione troppo grande per me.
Con Simona, invece, vivo il rapporto pi&ugrave; seriamente. Ma anche con lei finir&agrave; presto. Siamo entrambi molto innamorati, ma quando lei &egrave; costretta a lasciare Alcamo per gli studi universitari le nostre strade si dividono irrimediabilmente.
Perch&eacute; racconto di Serena e di Simona? Per dire che, nonostante le malattie, la mia vita &egrave; tutto sommato normale. Vivo le mie cotte e ho le mie amicizie. Vivo con spensieratezza senza pensare troppo alle condizioni fisiche che, comunque, non riescono mai a stabilizzarsi.
Ma ancora molte cose devono accadere. Un evento inaspettato, in particolare, viene a turbare quella quasi quiete. Questa volta non si tratta di me e nemmeno delle mie malattie. Si tratta, purtroppo, di mio padre.</p><p>&Egrave; una domenica pomeriggio soleggiata ad Alcamo. Mio padre ha appena trentacinque anni. Esce di casa per fare una passeggiata. Mentre cammina sviene. Si riprende e, a fatica, riesce a tornare a casa dove vi arriva completamente bagnato di sudore.
Attacco di panico, fobia, &egrave; la sentenza dei medici.
Una malattia inspiegabile che lo accompagner&agrave; per anni, fino al 2004.
Per tanto tempo non sar&agrave; pi&ugrave; capace di stare da solo. Non riuscir&agrave; pi&ugrave; a guidare la macchina. Nemmeno sar&agrave; in grado di farsi una doccia senza la presenza di mia mamma nel bagno: seduta dietro la tenda della doccia deve far sentire a mio padre che lei &egrave; l&igrave; e che non lo lascia solo.
Per mio padre sono anni di cure psicologiche, senza risultati decisivi. Lo psicologo che lo segue gli ripete sempre: &laquo;Lei ha un&rsquo;intelligenza fuori dal comune, non capisco questa fobia, davvero non riesco a spiegarmela&raquo;.
Nessuno in famiglia si lascia andare per questa nuova tegola. Mio padre per primo, sa viverla con ironia, cos&igrave; noi in casa, mia mamma soprattutto.
Ma col senno di poi tante domande mi sono fatto su questa dolorosa esperienza.
Perch&eacute; mio padre all&rsquo;improvviso ha dovuto convivere con questa zona grigia, oscura dentro di s&eacute;? Ci possono essere molte risposte. Io, quando ho visto il modo con il quale in poche settimane, nel 2004, &egrave; uscito dal tunnel, mi sono fatto una certa idea. E molto ho pensato a quei nemici che, fin da piccolo, hanno contornato le mie giornate, notti comprese.
Da tempo un sacerdote amico diceva a mio padre: &laquo;Per risolvere il tuo problema devi fare soltanto una cosa: &ldquo;Vai a messa tutti i giorni&rdquo;&raquo;.
Pap&agrave; gli ha obbedito.
Dopo poche settimane, una domenica, &egrave; uscito di casa da solo. &Egrave; salito in macchina da solo e da solo ha percorso tre chilometri.
Urla di gioia. Il buio era sembrato essere di colpo passato. Pap&agrave; era tornato se stesso. </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-09-10T16:27:16+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Io, posseduto da Satana. «Il Male? Soldi e potere» [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2-185x300.jpeg" alt="" title="566-2773-2 FASCETTA" width="185" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-6657" /></a></p><p>Ferruccio Pinotti per <strong><a href="http://www.corriere.it/sette/12_settembre_05/2012-36-pinotti-soldi-potere_67dae556-f765-11e1-8ddf-edf80f6347cb.shtml">Sette</a></strong></p><p>Per medici e psichiatri la possessione demoniaca &egrave; frutto di patologie mentali quali schizofrenia, isteria, mania, psicosi. E nel 29% dei casi in cui una persona affermava di identificarsi in un demone, &egrave; stato diagnosticato un disturbo di personalit&agrave; multipla, o disturbi dissociativi. Come valutare allora la sconvolgente esperienza narrata nel libro del vaticanista Paolo Rodari <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856627732/vaiasuso-francesco-rodari-paolo/mia-possessione-come-mi.html">La mia possessione &ndash; Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni</a></strong> (Piemme) che racconta la storia di un gallerista di Alcamo (Trapani), <a href="http://www.francescovaiasuso.com/">Francesco Vaiasuso</a>, 40 anni, a suo dire letteralmente invaso dal Maligno? La storia di Vaiasuso &egrave; complessa. Fino a 31 anni Francesco aveva vissuto un&rsquo;esistenza sostanzialmente normale, a parte una serie di disturbi di cui non veniva identificata la causa. &laquo;Spesso il male si nasconde dietro la malattia. Dall&rsquo;et&agrave; di 4 anni soffrivo di varie patologie, che spaziavano da strane forme di asma a fastidiose otiti, da disturbi della pelle fino a gravi costipazioni intestinali&raquo;, racconta Vaiasuso. &laquo;Nel maggio 2002 un gesuita, amico di un famoso esorcista, padre Matteo La Grua, mi consigli&ograve; un ritiro spirituale e di provare una preghiera di liberazione. Iniziai cos&igrave; gli esorcismi. Padre La Grua vide che in me c&rsquo;era il demonio. Si manifestava attraverso la mia voce&raquo;. Francesco Vaiasuso non immaginava neanche lontanamente quale realt&agrave; avesse preso possesso del suo corpo. L&rsquo;esorcismo fa venire allo scoperto Satana. E ben 27 legioni di demoni. Per Francesco &egrave; l&rsquo;inizio di una quotidiana lotta contro le forze delle tenebre, per riuscire a liberarsi dagli spiriti demoniaci che finalmente erano usciti allo scoperto, dopo avere segretamente condizionato la sua esistenza per lunghissimi anni. &laquo;Tutto ha avuto origine da una messa nera e da un rito di consacrazione a Satana che Francesco ha subito quando aveva appena 4 anni&raquo;, racconta il vaticanista Paolo Rodari. &laquo;A praticare il rito demoniaco fu un&rsquo;amica di famiglia che riteneva di aver vissuto un torto, di essere stata sposata contro la sua volont&agrave;&raquo;. Per Francesco da allora comincia un calvario, fino alla scoperta, nel 2002, appena sposato, di essere oggetto di una possessione demoniaca. &laquo;Padre Matteo La Grua, che ora &egrave; morto, era gi&agrave; molto anziano quando lo conobbi. Fui quindi affidato da lui a un altro esorcista, fra Benigno (al secolo il francescano Calogero Palilla, ndr), che mi ha seguito per cinque anni, due volte la settimana, fino al 2007. Sono stati anni terribili, di intensa sofferenza fisica e morale&raquo;. Vaiasuso racconta di aver vissuto situazioni peggiori di quelle del film L&rsquo;Esorcista: &laquo;Succedeva di molto peggio, durante gli esorcismi: a volte il mio corpo toccava terra solo con la nuca, il resto era per aria, sollevato da una forza terribile. Altre volte il demonio parlava attraverso di me e diceva &ldquo;Io sono il serpente&rdquo; e il mio corpo si muoveva come quello di un serpente. In altre situazioni la voce di Satana mi diceva &ldquo;buttati dal balcone, falla finita&rdquo;&raquo;. A rendere pi&ugrave; terribile questa esperienza il fatto che il gallerista &ndash; evento considerato rarissimo &ndash; era cosciente di quel che gli accadeva, non era dunque in trance, come accade in questi casi. &laquo;I posseduti non raccontano mai la loro esperienza, non ricordano. Francesco vedeva invece i demoni&raquo;, spiega Rodari. Vaiasuso durante i cinque anni di esorcismi incontr&ograve; anche il vescovo di Isernia, Andrea Gemma, anch&rsquo;egli esorcista, che lo incit&ograve; a proseguire nel suo percorso.</p><p>Creatore di odio e violenza. Ma cosa diceva Satana quando parlava attraverso di lui? Vaiasuso trasmette un messaggio a suo modo importante. &laquo;Il demonio mi diceva &ldquo;Io sono il principe di questo mondo, io gestisco i soldi, il potere, il sesso, la droga&rdquo;&raquo;. Attraverso queste parole Francesco ha compreso la vera natura del Male, il senso del &ldquo;patto col diavolo&rdquo; di faustiana memoria: &laquo;Satana mi ripeteva: &ldquo;Sono io l&rsquo;artefice del denaro sporco, creato con l&rsquo;inganno e il crimine; sono io ad aver creato l&rsquo;odio, la violenza&rdquo;. La grande verit&agrave; che ho appreso &egrave; che Satana pu&ograve; penetrare in ognuno di noi, se lo facciamo entrare&raquo;. Dopo oltre 500 incontri di preghiera, Francesco &egrave; giunto alla completa liberazione. E ha ripreso una vita normale con la moglie, curando la galleria d&rsquo;arte della famiglia ad Alcamo. Oggi sono in molti a volerlo incontrare e il gallerista sta persino creando un sito internet, francescovaiasuso. com, il cui suffisso solleva qualche perplessit&agrave;. Riguardo alle prevedibili accuse di aver inventato questa storia per spingere la sua attivit&agrave;, l&rsquo;esorcizzato risponde: &laquo;Non lo faccio per i soldi e coi libri non si diventa ricchi&raquo;.</p><p>I dubbi dello psichiatra. A esprimere dubbi &egrave; un docente ordinario di psichiatria, direttore del centro Oms di Salute Mentale dell&rsquo;Universit&agrave; di Verona e preside della facolt&agrave; di Medicina, il professor Michele Tansella: &laquo;Anche la Chiesa ormai &egrave; molto cauta nel valutare le presunte possessioni demoniache. Molti di questi fenomeni sono casi di psicosi o di schizofrenia&raquo;.</p><p>Come si riconoscono? &laquo;Chi &egrave; affetto da questi disturbi afferma di non essere pi&ugrave; padrone della propria testa e di rispondere a entit&agrave; esterne che lo comandano. C&rsquo;&egrave; chi dice che a parlargli sono i marziani, chi il diavolo, chi il vicino di casa. Questi pazienti vivono allucinazioni uditive e visive: sentono voci che danno loro degli ordini, come quello di buttarsi dal balcone: &egrave; tipico della schizofrenia&raquo;.</p><p>Secondo lo psichiatra &egrave; possibile mappare queste crisi psicotiche con la risonanza magnetica: &laquo;Le risposte agli stimoli di certe aree del cervello descrivono l&rsquo;episodio allucinatorio&raquo;.</p><p>Sta di fatto che, forse complice la crisi e la difficolt&agrave; di gestire situazioni complesse, il ricorso agli esorcisti &egrave; aumentato. Nella diocesi di Milano gli esorcisti sono quattro, in quella di Verona addirittura 13.</p><p>E anche papa Benedetto XVI gi&agrave; nel settembre 2005 parl&ograve; al Congresso dell&rsquo;Associazione italiana dei preti esorcisti (fondata nel 1990 da padre Ren&eacute; Chenesseau e da padre Gabriele Amorth), incoraggiandoli a &laquo;proseguire nel loro importante ministero a servizio della Chiesa, sostenuti dalla vigile attenzione dei loro vescovi e dalla incessante preghiera della comunit&agrave; cristiana&raquo;.</p><p>Secondo il professor Tansella &laquo;c&rsquo;&egrave; una relazione stretta tra difficolt&agrave; economica e aumento del disagio psichico: gli studi che conduciamo ce lo confermano in modo netto. E allora si d&agrave; la colpa al diavolo, che invece somiglia pi&ugrave; allo spread&raquo;.</p><p>Sta di fatto che la richiesta di esorcisti &egrave; tale che l&rsquo;Ateneo Regina Apostolorum organizza dei corsi per esorcisti (aperto anche a uditori laici: catechisti, medici, psichiatri, avvocati). Il rettore dell&rsquo;ateneo, don Paolo Scarafoni, tra le cause del fenomeno vede &laquo;il maggiore disagio che si ha nella nostra societ&agrave;. La gente soffre e pensa che il ricorso al demonio possa facilitare la risoluzione dei problemi&raquo;.</p><p>Un approccio, secondo il rettore, che denota un &laquo;abbassamento del livello culturale: la societ&agrave; ha rinunciato a ragionare. &Egrave; strano che proprio la Chiesa torni a riabilitare l&rsquo;uso della Ragione...&raquo;.
 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-09-09T23:32:56+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Così Wojtyla mi ha liberato da Satana [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2.jpeg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2-185x300.jpeg" alt="" title="566-2773-2 FASCETTA" width="185" height="300" class="alignright size-medium wp-image-6657" /></a></p><p>Giacomo Galeazzi per lastampa.it</p><p>Posseduto dal demonio. Da quando aveva quattro anni, fino a trentuno, Francesco &egrave; stato posseduto dal diavolo. O meglio, da ventisette legioni, e cio&egrave; schiere, del suo esercito, l&rsquo;esercito del male. E poi liberato. Da chi? Da pi&ugrave; esorcisti, ovviamente.
&nbsp;
Ma non solo. L&rsquo;aiuto determinante &egrave; arrivato dai santi, tra questi Karol Wojtyla, apparsogli durante le dissociazioni pi&ugrave; violente per confortarlo e, insieme, indicargli la porta d&rsquo;uscita.
&nbsp;
Ci si pu&ograve; credere oppure no, ma se la storia che <strong><a href="http://www.francescovaiasuso.com/">Francesco Vaiasuso</a></strong>, quarantenne gallerista d&rsquo;arte ad Alcamo, racconta nel libro scritto con il vaticanista del Foglio Paolo Rodari &ndash; &ldquo;<a href="http://www.ibs.it/code/9788856627732/vaiasuso-francesco/mia-possessione-come.html">La mia possessione. Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni</a>&rdquo;, Piemme &ndash; &egrave; vera, se davvero Satana ha ordinato, come lui sostiene, ai suoi sottoposti di possedere e sventrare il suo corpo per tutti questi anni e se questa presenza malefica &egrave; stata davvero sconfitta dai santi, molti di coloro che nutrono dubbi circa l&rsquo;esistenza del mondo preternaturale, un mondo malvagio oltre la vita materiale, e di quello soprannaturale, hanno molto di qui in avanti su cui riflettere.
&nbsp;
Le prime avvisaglie della presenza demoniaca furono le malattie. Anni di sofferenze incurabili, almeno per i medici. Poi un ritiro spirituale sulle Dolomiti siciliane, le Madonie.
&nbsp;
E un religioso gesuita che intuisce che i malanni di cui soffre Francesco forse, pi&ugrave; che naturali, sono spirituali. Lo invita a recitare con lui una preghiera che scorre senza intoppi fino a che il religioso non chiede a Francesco di rinunciare allo spirito di medianit&agrave;. &laquo;Rinuncio allo spirito di medianit&agrave;&raquo; dice. Francesco cerca di ripetere: &laquo;Rinuncio allo&hellip;, allo&hellip;&raquo;. Nessun suono si materializza. Con uno sforzo disumano riesce a dire: &laquo;Spi&hellip; spi&hellip; spi&hellip;&raquo;.
&nbsp;
Ma la parola &ldquo;spirito&rdquo; non esce mai. Lentamente, e dopo parecchi minuti, pronuncia una parola che soltanto lontanamente assomiglia alla parola &laquo;medianit&agrave;&raquo;. In realt&agrave; si tratta di un miscuglio di sillabe senza senso. Inizia anche un po&rsquo; a sbavare. Il religioso gli porge un fazzoletto e lo invita ad asciugarsi. E&rsquo; soltanto un sintomo, niente di pi&ugrave;, di un qualcosa di oscuro che alberga nel suo corpo. Francesco sente che &egrave; cos&igrave;. Chiede consiglio a dei sacerdoti di cui si fida. Arriva fino a padre Matteo La Grua, un importante esorcista di Palermo.
&nbsp;
L&rsquo;incontro tra i due assume da subito toni drammatici. Francesco, di fronte all&rsquo;esorcista, va in totale dissociazione. Sbava, inveisce, sente qualcuno o qualcosa dentro il suo corpo prendere il sopravvento. Ma nello stesso tempo resta lucido, comprende ci&ograve; che sta avvenendo, capisce che non &egrave; lui ad avere queste reazioni cos&igrave; violente ma qualcun&rsquo;altro dentro di lui.
&nbsp;
Anche qui, capir&agrave; poi, sta la particolarit&agrave; del suo caso, un caso unico di lucidit&agrave;: posseduto s&igrave;, ma sempre lucido, cosciente a se stesso anche durante gli esorcismi pi&ugrave; duri. Gi&agrave; gli esorcismi. Francesco ne subisce a centinaia, per anni. I migliori esorcisti siciliani si cimentano con lui senza ottenere risultati convincenti.
&nbsp;
Ma presto qualcuno viene in suo aiuto. Beninteso, Francesco non vuole convincere nessuno. Ma &egrave; lui a sostenere che durante gli esorcismi, prima della liberazione definitiva, arrivavano i santi a sostenerlo e a confortarlo. Durante le possessioni pi&ugrave; violente a un certo punto il suo viso mutava espressione divenendo sereno.
&nbsp;
Accadeva quando i santi, fra questi anche san Pio da Pietrelcina, scendevano dal cielo per confortarlo: &laquo;Francesco, anche io ho sofferto molto, come te&raquo; gli disse una volta padre Pio. &laquo;Ma la tua sofferenza sta aiutando tante altre persone. Resisti, presto sarai libero&raquo;.E poi Wojtyla. Le sue apparizioni sono quanto di pi&ugrave; irrealistico e insieme prodigioso si possa immaginare. E&rsquo; lui, Wojtyla, a rapirlo un giorno in cielo.
&nbsp;
Sotto, sulla terra, il suo corpo &egrave; in dissociazione davanti a un prete che prega su di lui. Pi&ugrave; su, in cielo, la sua anima dialoga con Giovanni Paolo II che, vestito con gli abiti che indossava il giorno dell&rsquo;elezione al soglio di Pietro, gli dice: &laquo;Tu devi andare l&igrave;&raquo;. E indica un punto preciso. Francesco si volta e la vede, piazza san Pietro, gremita fino a tutta via della Conciliazione d&rsquo;una gran folla. E anche alla Chiesa che questo libro deve parlare, alla Chiesa che fatica a credere che Satana esiste? Difficile rispondere.
&nbsp;
Alla fine resta la suspance, l&rsquo;attesa di comprenedere perch&eacute; e come, a quattro anni, Satana sia entrato nel corpo di Francesco. Un&rsquo;enigma che si scioglie pagina dopo pagina, come &egrave; stata l&rsquo;avventura di Francesco che ha scoperto soltanto pochi giorni prima della liberazione come tutto ha avuto origine dentro di lui. </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-09-09T11:18:08+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[C'era il diavolo in me. Ma l'ho scacciato. Ecco come [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2.jpeg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2-185x300.jpeg" alt="" title="566-2773-2 FASCETTA" width="185" height="300" class="alignright size-medium wp-image-6657" /></a></p><p>Andrea Bevilacqua, per Italia Oggi</p><p>Dice di aver combattuto anche contro Asmodeo, uno dei demoni pi&ugrave; potenti nell&#039;immenso esercito comandato da Satana. Asmodeo, ovvero il demone che lavora giorno e notte per distruggere i matrimoni. Ci si pu&ograve; credere oppure no, ma la storia che <strong><a href="http://www.francescovaiasuso.com/">Francesco Vaiasuso</a></strong>, gallerista d&#039;arte di Alcamo, racconta nel libro appena uscito e scritto a quattro mani con Paolo Rodari (&laquo;<strong><a href="http://www.amazon.it/possessione-Come-liberato-legioni-demoni/dp/8856627736/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1347105043&sr=1-1">La mia possessione. Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni</a></strong>&raquo;, Piemme) resta sorprendente, probabilmente unica.</p><p>Francesco, dall&#039;et&agrave; di quattro anni fino quasi a quaranta, ha vissuto con il proprio corpo posseduto, e dunque ogni giorno sventrato e attraversato, da 27 schiere dell&#039;esercito di Satana. Venivano a trovarlo tutti i giorni, i demoni, rendendogli la vita impossibile.</p><p>All&#039;inizio si manifestarono semplicemente con una serie di malattie inspiegabili e inguaribili. Poi inizi&ograve; l&#039;avversione al sacro. Francesco non poteva avvicinarsi a nessuna chiesa. Se lo faceva, loro uscivano fuori e iniziavano a usare la sua voce e il suo corpo violentemente. Francesco andava in totale dissociazione, sdraiato per terra come fosse sul punto di morire. Ma la particolarit&agrave; della sua storia risiede nel fatto che lui, a differenza di tanti altri posseduti, restava cosciente, perfettamente cosciente di ci&ograve; che gli stava capitando. Osservava la sua voce e il suo corpo agire contro la sua volont&agrave; come uno spettatore impotente.</p><p>Durante gli esorcismi, il conforto dei santi. Sono arrivati tanti santi a sostenere Francesco, pi&ugrave; di tutti padre Pio, il santo di Pietrelcina che, in vita, dovette lottare anche lui contro i demoni: non era posseduto, soltanto vessato, ma sempre aspra battaglia fu. Padre Pio appare pi&ugrave; volte a Francesco, gli parla, gli dice di resistere, che le sue sofferenze sono gradite al cielo. Anche a Mos&eacute;, che durante una violentissima dissociazione Francesco vede scendere dalla montagna e dire: &laquo;Mi hanno detto che qui c&#039;&egrave; un ragazzo che soffre molto. Non ti preoccupare. Ce la farai. Ne uscirai. E la tua sofferenza salver&agrave; tante anime&raquo;.</p><p>La possessione &egrave; un mistero infinito che ancora nessuno &egrave; riuscito a indagare fino in fondo. Soprattutto la sua origine. La domanda che chi crede, si fa, &egrave; sempre la medesima: perch&eacute; Dio la permette? Ma una risposta esauriente, anche nei Vangeli, non c&#039;&egrave;. Ges&ugrave;, nei Vangeli, scaccia i demoni, ma non dice molto di loro, non spiega come sia possibile che siano entrati nel corpo dei posseduti con cui egli ha a che fare. E cos&igrave; il mistero resta tale, un mistero che appartiene, in fondo, a quello ben pi&ugrave; grande inerente l&#039;esistenza del male, un mistero mai risolto.</p><p>Anche l&#039;origine della possessione di Francesco &egrave; un enigma degno di un grande thriller. Francesco la scopre a poco a poco. Scoprire come sia stato possibile che a quattro anni il suo corpo sia stato occupato dal demonio significa iniziare a liberarsi, a esorcizzare la stessa possessione appunto, e far s&igrave; che loro, le 27 legioni di demoni, se ne vadano via da lui una volta per sempre. Ma, alla fine, questa liberazione, pur sigillata da un sacerdote esorcista, per essere tale, necessita anche della volont&agrave; dell&#039;ex posseduto. &Egrave; lui che deve tagliare anche psicologicamente i conti col passato. &Egrave; lui che deve dire a se stesso: &laquo;Basta, sono libero&raquo;. &Egrave; lui che non deve pi&ugrave; permettere ai demoni, con la convinzione che viene da un esercizio di volont&agrave;, di tornare dentro di lui. &Egrave; un&#039;operazione, quest&#039;ultima, delicata e che presuppone anche una grande fede. La fede che senz&#039;altro Francesco, nonostante questa lunga e dolorosa esperienza, ha mantenuto. </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-09-08T13:47:53+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA["La mia possessione", così 27 legioni di demoni hanno stravolto la vita di Francesco [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2.jpeg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/09/566-2773-2-FASCETTA2-185x300.jpeg" alt="" title="566-2773-2 FASCETTA" width="185" height="300" class="alignright size-medium wp-image-6657" /></a></p><p><strong><a href="http://www.francescovaiasuso.com/">Francesco Vaiasuso</a></strong> &egrave; un gallerista d&#039;arte di Alcamo oggi quarantenne. Con Paolo Rodari ha dato alle stampe per Piemme la sua incredibile storia che oggi Sette, l&#039;inserto del venerd&igrave; del Corriere della Sera, anticipa per il grande pubblico: "<strong><a href="http://www.amazon.it/possessione-Come-liberato-legioni-demoni/dp/8856627736/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1346929887&sr=1-1">La mia possessione. Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni</a></strong>".</p><p>Una storia vera, sconvolgente, unica perch&eacute; Francesco era s&igrave; posseduto dal demonio (anzi da 27 schiere del suo esercito, dunque centinaia di migliaia di demoni) ma durante le dissociazioni pi&ugrave; violente rimaneva incredibilmente lucido, cosciente a se stesso, spettatore impotente di quanto avveniva dentro il suo corpo.</p><p>Se "<strong><a href="http://www.amazon.it/Lultimo-esorcista-battaglia-contro-Satana/dp/8856622149/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1327942972&sr=8-1">L&#039;ultimo esorcista</a></strong>", il libro di Padre Gabriele Amorth con Paolo Rodari vi ha emozionato e colpito, "La mia possesione" superer&agrave; ogni vostra immaginazione, un sequel degno di questo nome.  Francesco ha sub&igrave;to dall&#039;et&agrave; di quattro anni fino a trentuno l&#039;assalto dei demoni che hanno reso la sua esistenza invivibile, un inferno indescrivibile. Ma in questo inferno ha vissuto esperienze uniche, come sono state le visioni dei santi che, racconta, sono scesi dal cielo per confortarlo, e per dirgli: "Coragggio, manca poco, ce la farai". Due santi, o quasi santi, in particolare, egli dice l&#039;hanno aiutato: padre Pio da Pietrelcina e Karol Wojtyla.</p><p>La liberazione definitiva &egrave; avventa dopo sedute interminabili di esorcismi. E dopo che, esorcismo dopo esorcismo, Francesco ha scoperto insieme a sua moglie Daniela l&#039;origine di tutto, e cio&egrave; come sia stato possibile che 27 plotoni dell&#039;esercito di Satana abbiano fatto proprio un bambino innocente, un bambino di soli quattro anni.</p><p>Leggi <strong><a href="http://api.edizpiemme.it/storage/village/2012/08/31/566-2773.pdf">qui</a></strong> alcune pagine in esclusiva. </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-09-07T00:00:32+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Presto sarà beato. Ma per anni fu all'inferno [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Ne <strong><a href="http://www.amazon.it/Lultimo-esorcista-battaglia-contro-Satana/dp/8856622149/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1327942972&sr=8-1">L&#039;ultimo esorcista</a></strong> (Piemme, dieci edizioni in cinque mesi), padre Gabriele Amorth parla a lungo del suo maestro padre Candido Amantini.</p><p>Fu padre Candido a insegnare a padre Amorth i trucchi del difficile e delicato mestiere di esorcista, lui che a differenza di don Amorth aveva il carisma unico di riconoscere una possessione anche con la semplice imposizione delle mani (mentre padre Amorth ha sempre detto che lui, per sapere se davvero una persona &egrave; indemoniata, deve fare un esorcismo).</p><p>La notizia di qualche giorno fa &egrave; che padre Candido, che fino al 1992 &egrave; stato esorcista della diocesi di Roma (appunto il predecessore di Amorth), sar&ograve; presto beato. </p><p>Nella sala della Conciliazione del palazzo del Laterano &egrave; stata infatti aperta la causa di canonizzazione del sacerdote deceduto nel 1992. </p><p>Nato a Bagnolo, frazione del comune di Santa Fiora in provincia di Grosseto, il 31 gennaio 1914, e ordinato sacerdote nel 1937, a Roma Amantini oper&ograve; alla Scala Santa, dedicandosi a lungo all&#039;insegnamento, prima di sospendere questa attivit&agrave; nel 1961 per motivi di salute. Da quell&#039;anno, poi, fino alla morte nel 1992, fu sempre nella comunit&agrave; della Scala Santa svolgendo il ministero di esorcista. </p><p>Per un lungo periodo padre Candido fu l&#039;unico esorcista di Roma, cui ricorreva un gran numero di persone che facevano la coda per essere accolte, incominciando a mettersi in fila fin dalle prime ore dell&#039;alba.</p><p>Racconta padre Amorth che queste persone facevano la fila a due a due. Arrivate innanzi a padre Candido si facevano imporre le mani. Padre Candidio diceva loro: &ldquo;Tu ritorna, tu no...&rdquo;. E cos&igrave; per ore.</p><p>Nel fare gli esorcismi seguiva il Rituale romano, &ldquo;con qualche aggiunta personale&rdquo;. Nel 1986, su insistenza del cardinale vicario Ugo Poletti, padre Gabriele Amorth divent&ograve; discepolo di Amantini per apprendere ed esercitare il ministero di esorcista, diventandone poi il successore.</p><p>L&#039;apertura dell&#039;inchiesta diocesana della causa di beatificazione, con l&#039;istituzione del tribunale diocesano, &egrave; stata richiesta e ottenuta dalla Provincia romana dei Padri passionisti.</p><p>Ne <strong><a href="http://www.amazon.it/Lultimo-esorcista-battaglia-contro-Satana/dp/8856622149/ref=sr_1_cc_1?s=aps&ie=UTF8&qid=1342904129&sr=1-1-catcorr">L&#039;ultimo esorcista</a></strong> un intero paragrafo riporta un dialogo tra padre Candido e padre Amorth. Il discepolo chiede una lunga serie di consigli pratici al maestro. </p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it sabato 21 luglio 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-07-21T21:58:56+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[I soldi per Moro c'erano eccome. Li aveva il Papa [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Sabato 14 luglio, sul Foglio, &egrave; stato Claudio Cerasa a intervistare don Fabio Fabbri, nel &rsquo;78 stretto collaboratore di don Curioni, il capo dei cappellani che aiut&ograve; Papa Montini a cercare un canale di trattativa con i brigatisti per la liberazione di Aldo Moro.</p><p>La notizia &egrave; che, a detta di don Fabbri, sarebbe stata di dieci milioni di dollari la somma messa a disposizione da Paolo VI per indurre le Br a liberare Moro.</p><p>Che Montini cerc&ograve; di raccogliere dei soldi per liberare Moro si sapeva: gi&agrave; il suo segretario particolare don Pasquale Macchi ne aveva parlato diffusamente in un piccolo libro intitolato "Paolo VI e la tragedia di Moro".
&nbsp;
La novit&agrave; di oggi sta nel fatto che secondo don Fabbri la somma era stata effettivamente raccolta ed era a disposizione del Papa. Sarebbe, infatti, stata mostrata al sacerdote da Montini in persona, il 6 maggio, cio&egrave; 3 giorni prima che l&rsquo;esponente democristiano fosse assassinato.</p><p>L&#039;intervista di Cerasa, tutta da leggere, &egrave; <strong><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/14204">qui</a></strong>.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico luned&igrave; 16 luglio 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-07-16T19:00:41+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Chi è Müller, prefetto dell'ex Sant'Uffizio capace di annientare le resistenze interne [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Gerhard Ludwig M&uuml;ller, vescovo di Ratisbona, &egrave; il nuovo prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Dopo mesi di attese prende il posto del cardinale William Joseph Levada.</p><p>La possibilit&agrave; del suo arrivo aveva trovato qualche resistenza all&#039;interno della curia romana soprattutto in coloro che lo ritenevano troppo vicino alle idee della teologia della liberazione.</p><p>In realt&agrave; gi&agrave; mesi fa l&#039;Osservatore Romano l&#039;aveva "sdoganato" da questa accusa. Il Foglio il 24 dicembre scorso raccont&ograve; approfonditamente la cosa. Leggi qui di seguito.</p><p><strong>Lo strano caso della teologia della liberazione rivalutata in Vaticano</strong>
di Paolo Rodari</p><p>La possibile candidatura di Gerhard Ludwig M&uuml;ller, vescovo di Ratisbona, quale nuovo prefetto della Congregazione per la dottrina della fede al posto del cardinale William Joseph Levada, ha suscitato qualche perplessit&agrave; all&rsquo;interno della curia romana per via dei suoi legami con il fondatore della teologia della liberazione, il prete peruviano domenicano Gustavo Guti&eacute;rrez.</p><p>Ieri, tuttavia, &egrave; stato l&rsquo;Osservatore Romano a ricalibrare la figura di M&uuml;ller pubblicando un suo articolo uscito lo scorso 6 dicembre sulla Tagespost. Il vescovo M&uuml;ller, che vanta nel suo curriculum la cura dell&rsquo;&ldquo;Opera omnia&rdquo; del teologo Ratzinger, ricorda che proprio all&rsquo;interno della prossima uscita in Germania (febbraio 2012) del volume dedicato all&rsquo;Escatologia saranno pubblicati due testi di Ratzinger nei quali egli, oltre a enucleare i &ldquo;pericoli&rdquo; insiti nel movimento teologico ne mostra anche &ldquo;i princ&igrave;pi positivi&rdquo;.</p><p>Se risulta difficile affermare con certezza che l&rsquo;uscita dell&rsquo;Osservatore sia stata pensata per rivalutare il curriculm di M&uuml;ller agli occhi dei critici, si pu&ograve; invece sostenere che all&rsquo;interno della Santa Sede &egrave; in atto una sorta di rivalutazione di una teologia che, durante gli anni di pontificato di Giovanni Paolo II, era stata costantemente criticata. A una visione della teologia politicizzata che ha rischiato di ridurre la chiesa ad attivit&agrave; terrene, ha risposto anzitutto Wojtyla il quale, nel 1979 in Messico, dichiar&ograve; che la &ldquo;concezione di Cristo come politico, rivoluzionario, come il sovversivo di Nazaret, non si compagina con la catechesi della chiesa&rdquo;.</p><p>Il prefetto Ratzinger aveva la medesima visione di Wojtyla. Ma &egrave; anche vero che, come dice M&uuml;ller, i documenti usciti dalla sua penna quando era prefetto dell&rsquo;ex Sant&rsquo;Uffizio (&ldquo;Libertatis nuntius&rdquo; del 1984 e &ldquo;Libertatis coscientiae&rdquo; del 1986) non contenevano solo critiche. Dice M&uuml;ller che, al contrario, prepararono la strada a &ldquo;una vera teologia della liberazione che &egrave; strettamente legata alla dottrina sociale della chiesa e che nel mondo di oggi deve levare la propria voce. Una visione che, partendo dalla fede, realizza la realt&agrave; intera, storica del&rsquo;uomo, come singolo e come societ&agrave;, offre orientamenti comportamentali non solo a singoli cristiani, ma anche sul piano delle decisioni politiche ed economiche&rdquo;.</p><p>Oggi la teologia della liberazione &egrave; ancora viva. Recentemente &egrave; stato il suo fondatore, il prete peruviano Gustavo Guti&eacute;rrez, a dichiarare che essa &ldquo;&egrave; ancora viva in America latina nonostante le ultime quattro decadi e il suo messaggio centrale, l&rsquo;opzione preferenziale per i poveri, si ripercuote sul compito pastorale della chiesa&rdquo;.</p><p>A Roma c&rsquo;&egrave; un prefetto di Congregazione che viene da quell&rsquo;esperienza. E&rsquo; l&rsquo;arcivescovo brasiliano Jo&atilde;o Braz de Aviz, chiamato a guidare la Congregazione dei religiosi. Quando lo scorso febbraio arriv&ograve; a Roma, rilasci&ograve; un&rsquo;intervista sull&rsquo;Osservatore nella quale spieg&ograve; che la teologia della liberazione &ldquo;non &egrave; solo utile ma anche necessaria&rsquo;&rdquo;. Perch&eacute; ha permesso alla chiesa di scoprire &ldquo;l&rsquo;opzione preferenziale per i poveri&rdquo;, che &egrave; una &ldquo;opzione evangelica&rdquo;.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico luned&igrave; 2 luglio 2012
   </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-07-02T12:57:52+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[El ultimo exorcista [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/06/Amort-spagna.jpg" alt="" title="" width="150" height="229" class="aligncenter size-full wp-image-6508" /></p><p>Si appresta a uscire in Portogallo, Germania, Brasile, Croazia, Polonia e Slovenia.</p><p>Ma intanto, dopo il successo dell&#039;edizione italiana (dieci edizioni in quattro mesi) <strong><a href="http://www.amazon.it/Lultimo-esorcista-battaglia-contro-Satana/dp/8856622149">L&#039;ultimo esorcista</a></strong> (il libro di padre Gabriele Amorth con Paolo Rodari) &egrave; gi&agrave; uscito in Spagna e Sud America: "<strong><a href="http://www.sanpablo.es/editorial/listado/2/biblia/5/biografias/5/testigos/el_ultimo_exorcista/100210050">El ultimo exorcista. Mi batalla contra Satan&aacute;s</a></strong>" (San Pablo, Madrid).</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it gioved&igrave; 21 giugno 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-06-21T13:18:29+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[In giro per l'Italia [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Giro l&#039;Italia in lungo e in largo. Dovrebbe essere padre Amorth a girare in vece mia, ma siccome non gli sempre &egrave; possibile sono io a prendere aerei, treni e macchine...</p><p>Domani sar&ograve; a <strong><a href="http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=newssearch&cd=1&ved=0CC8QFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.iniziativadicomunione.it%2Fcannizzaro.pdf&ei=F4TIT-lOxOLhBJSltEA&usg=AFQjCNHXqKCNalCNnMEi52fKcbpBnltskA">Catania</a></strong>, luned&igrave; sera invece grande serata a Pordenone Pensa.</p><p>Qui sotto il video.</p><p> </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-06-01T10:00:10+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Dietro la storia del “corvo”. Grande crisi di governo della segreteria di stato vaticana, iniziatasi con l’esplosione del caso Boffo e lo scandalo del negazionista Williamson. Il Vatileaks ha di mira il Papa e il suo braccio destro  [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Dunuq il "corvo" sarebbe il cameriere del Papa, Paolo Gabriele. Sembra un giallo di Agatha Christie, con il solito maggiordomo colpevole, ma non lo &egrave;. Il &ldquo;corvo&rdquo; ha sottratto e trasmesso segretamente all&rsquo;esterno i documenti e le lettere riservate del Papa e del suo segretario particolare monsignor Georg G&auml;nswein. Paolo Gabriele, &ldquo;aiutante di camera&rdquo; della Famiglia pontificia, lavora ovviamente nell&rsquo;appartamento papale. I cardinali Juli&agrave;n Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi che guidano la commissione d&rsquo;inchiesta hanno stretto il cerchio attorno a lui, insospettiti principalmente dal fatto che molti leak usciti dal Vaticano sono lettere riservate inviate direttamente al Papa.</p><p>Dopo Ettore Gotti Tedeschi, il banchiere sfiduciato dalla presidenza della banca vaticana (Ior), Gabriele &egrave; il secondo laico a entrare nel novero dei sospettati. E&rsquo; stato anche fermato, ma il processo &egrave; tuttora da istruire. Secondo alcuni esponenti autorevoli del Vaticano &egrave; &ldquo;inverosimile&rdquo; attribuire le colpe di Vatileaks a lui. Uomo di fede, devoto di santa Faustina Kowalska, gi&agrave; aiutante di camera di monsignor James Michael Harvey, Gabriele potrebbe essere vittima della volont&agrave; del Vaticano di trovare in tempi brevi un colpevole per ovviare a una crisi disperata di governance. </p><p>C&rsquo;&egrave; chi considera Gabriele &ndash; il quale &egrave; stato messo sotto chiave dagli uomini della gendarmeria vaticana &ndash; una vittima interna del cosiddetto &ldquo;metodo Boffo&rdquo;. Dino Boffo, ex direttore di Avvenire, nel settembre del 2009 venne messo alla gogna sulle pagine del Giornale con un falso casellario giudiziario che lo accusava di omosessualit&agrave;, una velina anonima proveniente con ogni probabilit&agrave; dagli ambienti vaticani.</p><p>Il 23 gennaio del 2010 fu il Foglio a scrivere, dopo un&rsquo;udienza privata tra il Papa e il cardinale Camillo Ruini dedicata al tema, che chi lavor&ograve; per far scoppiare il caso, ovvero chi accredit&ograve; e avvalor&ograve; all&rsquo;allora direttore del Giornale Vittorio Feltri l&rsquo;informativa anonima su Boffo poi rivelatasi non corrispondente agli atti processuali &ndash; &ldquo;un informatore attendibile, direi insospettabile&rdquo;, scrisse Feltri sul Giornale il 4 dicembre 2009 &ndash; era un ambiente lobbistico che si era avvalso di una certa &ldquo;spregiudicatezza e ingenuit&agrave;&rdquo; del direttore dell&rsquo;Osservatore Romano Gian Maria Vian per indirizzare la penna di Feltri contro Boffo.</p><p>Seguirono settimane di fuoco. I media cercarono di districare la matassa tutta interna alla Santa Sede e quando il fuoco arriv&ograve; a lambire la tonaca del segretario di stato, il cardinale Tarcisio Bertone, il Vaticano reag&igrave; in maniera ufficiale con una nota vergata direttamente dalla segreteria di stato: le &ldquo;notizie e ricostruzioni&rdquo; apparse sulla stampa &ldquo;non hanno alcun fondamento&rdquo;. E ancora: &ldquo;E&rsquo; falso che responsabili della gendarmeria vaticana o il direttore dell&rsquo;Osservatore Romano abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di Avvenire; &egrave; falso che il direttore dell&rsquo;Osservatore Romano abbia dato &ndash; o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo &ndash; informazioni su questi documenti, ed &egrave; falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate&rdquo;. Fu aggiunta la notazione secondo cui questa smentita, che contrasta con la lettera poi resa nota dal &ldquo;corvo&rdquo; in cui Boffo faceva il nome del direttore dell&rsquo;Osservatore e accusava anche Bertone, era approvata dal Papa in persona, che ne aveva ordinato la pubblicazione.</p><p>Placate momentaneamente le acque, in curia romana c&rsquo;&egrave; chi ha continuato a rimestare nel torbido. Bertone, la cui capacit&agrave; di leadership era gi&agrave; stata messa in dubbio da scandali mediatici malamente gestiti e culminati con il &ldquo;caso Williamson&rdquo;, la revoca della scomunica concessa al vescovo lefebvriano Richard Williamson che senza informare preventivamente il Papa delle sue posizioni negazioniste sulla Shoah, ha continuato a governare senza tuttavia avere pi&ugrave; il sostegno della vecchia guardia, le leve della segreteria di stato nate e cresciute alla prestigiosa scuola diplomatica di piazza della Minerva. Quella segreteria di stato che per anni, nel pontificato wojtiliano, aveva in Angelo Sodano un proprio faro.</p><p>I diplomatici cercarono di convincere Bertone a non accettare l&rsquo;incarico di segretario di stato che Benedetto XVI gli offr&igrave; nel giugno del 2006. Pare che a Genova, dove Bertone era arcivescovo, and&ograve; di persona monsignor Piero Pioppo, oggi nunzio in Camerun e in Guinea equatoriale ma ai tempi segretario di Sodano, per convincerlo a rifiutare. Bertone non ascolt&ograve; il consiglio e una volta arrivato in sella al &ldquo;ministero&rdquo; pi&ugrave; importante del Vaticano dett&ograve; la sua linea &ldquo;pi&ugrave; Vangelo e meno diplomazia&rdquo; che tanti malumori ha provocato soprattutto in curia romana. I diplomatici hanno in particolar modo mal sopportato la decisione di Bertone di portare in posti storicamente affidati a loro uomini con nessuna esperienza curiale. Tra questi: Domenico Calcagno da Savona all&rsquo;Amministrazione apostolica della Santa Sede e Giuseppe Versaldi da Vercelli alla prefettura degli Affari economici.</p><p>Dice non a caso lo storico Alberto Melloni a Vatican Insider: &ldquo;A me sembra un attacco al Papa da parte di chi vuole dirgli: hai sbagliato a scegliere il segretario di stato e hai sbagliato a non cambiarlo&hellip;&rdquo;. E ancora: &ldquo;I retroscena vaticani del caso Boffo hanno tenuto banco sulla stampa per settimane. Le tensioni attorno alla figura dell&rsquo;arcivescovo Carlo Maria Vigan&ograve; al Governatorato e il suo promoveatur ut amoveatur a Washington pure. L&rsquo;opposizione del cardinale Angelo Scola all&rsquo;operazione di salvataggio del San Raffaele da parte dello Ior era pure nota. Si possono fare altri esempi. La vera notizia &egrave; il messaggio che voleva mandare chi ha fatto uscire i documenti. Ed &egrave;: non siete in grado di proteggere il Papa&rdquo;.</p><p>Per il Vaticano, comunque, il corvo non &egrave; isolato. Anche su Gotti Tedeschi, sfiduciato due giorni fa, c&rsquo;&egrave; un pesante sospetto. Ma anche qui sono in pochi coloro che credono che uno come lui possa aver passato delle carte riservate fuori dal Vaticano. In realt&agrave; Gotti paga l&rsquo;opposizione all&rsquo;approvazione della nuova legge vaticana sulla trasparenza finanziaria. Se per Bertone e i dirigenti della segreteria di stato la nuova versione della legge (una versione che avocava molti poteri alla stessa segreteria) segnava un passo in avanti nell&rsquo;opera di ripulitura e riordino, per altri, tra questi Gotti, segnava un passo indietro. Secondo Gotti, infatti, la legge avrebbe depotenziato l&rsquo;Autorit&agrave; d&rsquo;informazione finanziaria nei suoi compiti di controllo della trasparenza in favore della segreteria di stato.</p><p>Insomma: due fazioni si sono fronteggiate oltre il Tevere nelle ultime settimane, uno scontro che ha avuto Gotti come vittima illustre. Da una parte coloro che ritengono che la trasparenza, la necessit&agrave; di adeguarsi agli standard internazionali per entrare nel club dei pi&ugrave; virtuosi, sia per il Vaticano un obbligo da non disattendere; dall&rsquo;altra quella di coloro che ritengono (Bertone &egrave; tra questi) che questa stessa linea sia s&igrave; da perseguire ma con moderazione, avendo ben presente che il Vaticano ha una sua specificit&agrave; che lo rende non del tutto paragonabile agli altri stati sovrani.
<strong>
Bertone ancora in sella?</strong> </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-05-26T11:19:13+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[L'ultimo esorcista e quegli strani giri vaticani [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Quando tre mesi fa usc&igrave; <strong><a href="http://www.amazon.it/Lultimo-esorcista-battaglia-contro-Satana/dp/8856622149">L&#039;ultimo esorcista</a></strong>, in pochi notarono le pagine dedicate alla scomparsa di Emanuela Orlandi. I titoli dei giornali, anche stranieri, furono tutti per l&#039;episodio (per altro notevole) di Papa Ratzinger che in piazza San Pietro benedice due indemoniati.</p><p>Ma anche il capitolo dedicato alla Orlandi, la ragazza figlia di un dipendente vaticano e sparita nel nulla il 22 giugno del 1983, &egrave; esplosivo. E oggi, complice <strong><a href="http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/455110/">questa</a></strong> intervista sulla Stampa, di Amorth e dell&#039;Ultimo esorcista parla tutto il mondo: tra i tanti giornali il <strong><a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/vaticancityandholysee/9283407/Emanuela-Orlandi-was-kidnapped-for-sex-parties-for-Vatican-police.html">Telegraph</a></strong>, il <strong><a href="http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/news/4332601/Missing-girl-kidnapped-for-Vatican-sex-parties.html">Sun</a></strong>, il <strong><a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2148071/Emanuela-Orlandi-Missing-girl-buried-mobsters-tomb-kidnapped-Vatican-sex-parties.html?ito=feeds-newsxml">Daily Mail</a></strong> e l&#039;<strong><a href="http://www.huffingtonpost.com/2012/05/22/emanuela-orlandi-vatican-sex-parties_n_1536531.html">Huffington Post</a></strong>.</p><p>La tesi di Amorth &egrave; questa.</p><p>Emanuela non &egrave; vittima di "un complotto internazionale" (come Wojtyla disse alla famiglia poche settimane dopo la sparizione) ma di sfruttamento sessuale con conseguente omicidio avvenuto poco dopo la scomparsa (e conseguente occultamento del cadavere).</p><p>Amorth ricorda quanto ha dichiarato monsignor Simone Duca, archivista vaticano. A suo dire venivano organizzati festini nei quali era coinvolto come "reclutatore di ragazze" anche un gendarme della Santa Sede. Un giro nel quale era coinvolto anche personale diplomatico di un&#039;ambasciata straniera presso la Santa Sede</p><p>In sostanza Emanuela, totalemente estarnea a questi festini, sarebbe stata adescata da persone che conosceva e di cui si fidava, persone che per&ograve; facevano parte di questo giro di cui parla monsignor Duca. </p><p>Amorth ricorda anche che anni dopo usc&igrave; un libro che in qualche modo denunci&ograve; questi giri strani intorno al Vaticano. Era il 1999 quando usc&igrave; "Via col vento in Vaticano&rdquo;. L&rsquo;autore, anonimo, era un monsignore della curia romana. Presto tutti seppero il suo nome, Luigi Marinelli.</p><p>Racconta Amorth: "Prima della pubblicazione del libro Marinelli venne pi&ugrave; volte a confidarsi con me. Era indeciso se pubblicare il libro o meno. Perch&eacute; questa indecisione? Perch&eacute; il libro &egrave; una collezione di aneddoti piccanti. Storie di carriere, arrivismi, avventure amorose. E anche riti e pratiche poco chiare, che si avvicinano al satanismo. Certo, non tutto di quello che c&rsquo;&egrave; scritto in quel libro &egrave; vero, ma in gran parte lo &egrave;".</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 23 maggio 2012  </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-05-23T16:43:05+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Emanuela Orlandi? Forse ha ragione padre Amorth [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Si fa un gran parlare in questi giorni di colui che &egrave; divenuto il quinto indagato per la scomparsa di Emanuela Orlandi, la quindicenne cittadina vaticana sequestrata nel 1983. Oltre ai quattro della banda della Magliana, infatti, nelle indagini figura un insospettabile. Un ecclesiastico: &egrave; monsignor Piero Vergari, rettore di Sant&#039;Apollinare all&#039;epoca dei fatti, rimosso dall&#039;incarico nel 1991, un anno dopo aver perorato la causa dell&#039;"indegna sepoltura" in Sant&#039;Apollinare del boss "Renatino" De Pedis con una lettera al cardinal Poletti in cui descrisse il gangster romano come "grande benefattore".</p><p>Ne "<strong><a href="http://www.amazon.it/Lultimo-esorcista-battaglia-contro-Satana/dp/8856622149/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1327942972&sr=8-1">L&#039;ultimo esorcista</a></strong>", il libro che padre Gabriele Amorth ha scritto con Paolo Rodari (in libreria dallo scorso gennaio) Amorth conferma la pista vaticana, cos&igrave;:</p><p>NOTA SUL CASO ORLANDI
di padre Gabriele Amorth</p><p>Non ci sono prove per dire che in Vaticano ci sia Satana, nel senso che non ci sono prove per dire che ci sono persone che in Vaticano svolgono riti satanici. Persone che sono volutamente schiave di Satana e che lavorano per instaurare il suo regno di buio, morte e distruzione in questo mondo. Io, almeno, non ho prove.</p><p>Per&ograve; voglio dire due cose. La prima riguarda papa Paolo VI. &Egrave; il 29 giugno 1972. &Egrave; l&rsquo;omelia per la festa dei santi Pietro e Paolo. Paolo VI se ne esce con questa terribile denuncia. Dice: &laquo;Ho la sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio. C&rsquo;&egrave; il dubbio, l&rsquo;incertezza, la problematica, l&rsquo;inquietudine, l&rsquo;insoddisfazione, il confronto. Non ci si fi da della Chiesa... Si credeva che dopo il Concilio
sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. &Egrave; venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza... Crediamo in qualche cosa di preternaturale (il Diavolo)
venuto nel mondo proprio a turbare, per soffocare, i frutti del Concilio ecumenico e per impedire che la Chiesa prorompesse nell&rsquo;inno di gioia di aver riavuto in pienezza la coscienza di s&eacute;&raquo;. E ancora, ecco cosa disse il 15 novembre 1972 durante l&rsquo;udienza generale: &laquo;Uno dei bisogni maggiori della Chiesa &egrave; la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Terribile realt&agrave;. Misteriosa e paurosa... Esce dal quadro dell&rsquo;insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifi uta di riconoscerla esistente... &Egrave; il nemico numero uno, &egrave; il tentatore per eccellenza. Sappiamo che questo essere oscuro e conturbante esiste davvero e con proditoria astuzia agisce ancora: &egrave; il nemico occulto che semina errori e sventure nella storia umana&raquo;.</p><p>Infine il 3 febbraio 1977, ancora durante l&rsquo;udienza generale: &laquo;Non &egrave; meraviglia se la scrittura acerbamente ci ammonisce che &ldquo;tutto il mondo giace sotto il potere del Maligno&rdquo;&raquo;.</p><p>Paolo VI parla spesso del demonio. E spesso lega la sua fi gura alla Chiesa. Perch&eacute;? Forse perch&eacute; vuole semplicemente ammonire la Chiesa, chiederle di essere prudente, di fuggire le tentazioni di Satana. Ma, a mio avviso, c&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;. Paolo VI in qualche modo si accorge che Satana &egrave; dentro la Chiesa, forse addirittura dentro il Vaticano. E lancia l&rsquo;allarme.</p><p>La seconda cosa che voglio dire riguarda un libro. Nel 1999 &egrave; uscito un libro che s&rsquo;intitola Via col vento in Vaticano. L&rsquo;autore, anonimo, era un monsignore della curia romana. Presto tutti seppero il suo nome, Luigi Marinelli. Prima della pubblicazione del libro Marinelli venne pi&ugrave; volte a confi darsi con me. Era indeciso se pubblicare il libro o meno. Perch&eacute; questa indecisione? Perch&eacute; il libro &egrave; una collezione di aneddoti piccanti. Storie di carriere, arrivismi, avventure amorose. E anche riti e pratiche poco chiare, che si avvicinano al satanismo.</p><p>Certo, non tutto quello che c&rsquo;&egrave; scritto in quel libro &egrave; vero, ma in gran parte lo &egrave;. Questo &egrave; il mio parere. Ora, questo libro, appena uscito, spar&igrave;
dai banchi delle librerie. Il Vaticano fece comperare tutte le copie. E poi, cosa ancora pi&ugrave; curiosa, l&rsquo;uscita fece pochissimo chiasso sui giornali. Perch&eacute;? Come fu possibile che rivelazioni cos&igrave; esplosive non scatenassero
il solito can-can dei media? Diffi cile rispondere. Di certo c&rsquo;&egrave; un fatto: questo libro conferma che quando Paolo VI parlava in qualche modo della presenza del demonio nella Chiesa non aveva tutti i torti. Doveva essere un allarme per la Chiesa, ma non lo fu.</p><p>Vorrei, in proposito, fare un esempio. Parlare di una vicenda relativamente recente nella quale, a mio avviso, quella parte minoritaria che dentro le sacre mura lavora per il male e non per il bene pu&ograve; aver preso il sopravvento. &Egrave; la vicenda che prende il nome di Emanuela Orlandi.</p><p>Emanuela Orlandi &egrave; una ragazza di quindici anni, figlia di un dipendente del Vaticano, precisamente di un dipendente che lavora nella prefettura della casa pontificia, uno insomma che nel suo lavoro ha occasione spesso di vedere da vicino il Papa. Emanuela &egrave; una ragazza solare e vivace.</p><p>Improvvisamente il 22 giugno del 1983 scompare. Ancora oggi non &egrave; stata trovata. Scompare dopo essere andata a lezione di musica. Emanuela, infatti, suona il fl auto presso la chiesa di Sant&rsquo;Apollinare in Classe dove c&rsquo;&egrave; una sorta di con servatorio. Secondo le ultime informazioni raccolte prima della sua scomparsa, Emanuela sale su una macchina nera. Ma non &egrave; certo. &Egrave; sicuro che alle 19.15 &egrave; stata vista per l&rsquo;ultima volta da due compagne di scuola,
in corso Rinascimento. Dopo di che di Emanuela non si sa pi&ugrave; nulla, sparisce.</p><p>Pochi giorni dopo appaiono molti manifesti con l&rsquo;immagine di Emanuela per tutta Roma e con l&rsquo;appello perch&eacute; chiunque l&rsquo;abbia vista nelle ore precedenti o successive alla sua sparizione si faccia avanti.</p><p>Nei giorni successivi, e ancora nei mesi e negli anni successivi, si dice di tutto riguardo a questo rapimento.</p><p>Le tesi sulla scomparsa della povera Emanuela restano molteplici. Non voglio elencarle. Voglio soltanto dire cosa penso io. Premetto per&ograve; che non parlo perch&eacute; sono a conoscenza di fatti, ma parlo riportando quelle che sono le mie sensazioni. Le sensazioni che da subito ho provato quando ho saputo della scomparsa della giovane Emanuela.</p><p><strong>Io penso che una ragazza di quindici anni non sale su una macchina se non conosce bene la persona che le chiede di salire. Credo che occorrerebbe indagare dentro il Vaticano e non fuori. O comunque indagare intorno alle persone che in qualche modo conoscevano Emanuela. Perch&eacute; secondo me solo qualcuno che Emanuela conosce bene pu&ograve; averla indotta a salire su una macchina. Spesso le sette sataniche agiscono cos&igrave;: fanno salire su una macchina una ragazza e poi la fanno sparire.</p><p>Il gioco &egrave; facile purtroppo. Fanno salire in macchina la loro preda, la narcotizzano con una siringa e poi fanno di questa ragazza ci&ograve; che vogliono.</p><p>Beninteso, mi auguro che le cose non stiano in questo modo. Mi auguro che se davvero, come penso, di setta satanica si tratta, almeno questa setta non abbia nulla a che vedere con il Vaticano. Mi auguro che questa storia che sembra non fi nire mai fi nisca presto. Ma non mi esimo dal dire che spesso in tutto il mondo scompaiono giovani donne in questo modo. Pu&ograve; sparire una ragazza cos&igrave; vicina a un luogo che dovrebbe essere santo come &egrave; il Vaticano? Purtroppo s&igrave;. Perch&eacute; Satana &egrave; ovunque.</strong></p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it luned&igrave; 21 maggio 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-05-21T15:44:30+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[In testa c’è Ravasi, ma la new entry è Dolan [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>A guidare i cardinali su twitter &egrave; Ravasi (anche se <strong><a href="http://www.glialtrionline.it/2012/05/01/eminenza-perche-non-mi-ritwittared-ronnie-contro-cardinal-ravasi/">Red Ronnie</a></strong> lo accusa di non ritwittare mai), ma la macchina comunicativa Timothy Dolan (l&#039;ultimo a entrare) sale, come un fulmine.</p><p>1. <strong><a href="http://twitter.com/#!/CardRavasi">Gianfranco Ravasi</a></strong>, 18.224 followers.</p><p>2. <strong><a href="http://twitter.com/#!/DomOdiloScherer">Odilo Scherer</a></strong>, 13.462 followers.</p><p>3. <strong><a href="http://twitter.com/#!/angeloscola">Angelo Scola</a></strong>, 7.025 followers.</p><p>4. <strong><a href="http://twitter.com/#!/CardinalSean">Sean Patrick O&rsquo;Malley</a></strong>, 3.672 followers.</p><p>5. <strong><a href="http://twitter.com/#!/cardinaldolan">Timothy Dolan</a></strong>, 2.060 followers.</p><p>5. <strong><a href="http://twitter.com/#!/CardinalNapier">Wilfrid Fox Napier</a></strong>, 1.202 followers.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 9 maggio 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-05-09T14:06:05+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Espulsi non sanno dove andare, perché? [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Ieri grande serata a <strong><a href="http://www.casentino2000.it/?p=5846">Corsalone</a></strong>, in provincia di Arezzo (e sabato prossimo si replica a Nusco, in provinca di Avellino, e poi luned&igrave; l&#039;altro a Piangipane, in provincia di Ravenna).</p><p>Pi&ugrave; di duecento persone per "<strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8856622149/ref=s9_simh_gw_p14_d0_g14_i1?pf_rd_m=A11IL2PNWYJU7H&pf_rd_s=center-2&pf_rd_r=1P7FZDMQXPGPXJTJWQ17&pf_rd_t=101&pf_rd_p=214853547&pf_rd_i=426865031">L&#039;ultimo esorcista</a></strong>", tanti libri venduti ma soprattutto la conferma di un tema di grande e vasto interesse. Del resto ci sar&agrave; un motivo se uno dei romanzi di maggior successo di Dostoevskij s&#039;intitola "I demoni" (o anche "Gli ossessi") e ha per protagonista Nikolaj Vsevolodovič Stavrogin e cio&egrave; il male assoluto, il demonio per eccellenza?</p><p>Ma ieri sera a Corsalone c&#039;&egrave; stato molto di pi&ugrave;. Anche una domanda alla quale non ho saputo rispondere: una volta espulsi, i demoni, dove vanno? Tornano all&#039;inferno? Se s&igrave;, perch&eacute; ne erano usciti?</p><p>Ho ripensato all&#039;episodio del Vangelo, ai demoni del posseduto di Gerasa che supplicano Ges&ugrave; di non scacciarli perch&eacute; non sanno dove andare (e poi entrano nei maiali che si suicidano gi&ugrave; dal dirupo nel mare) e mi sono chiesto: perch&eacute;? Perch&eacute; temono di essere scacciati?</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 6 maggio 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-05-06T16:11:28+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Trentamila [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Dopo tre mesi esatti (l&#039;altro ieri, per la precisione) dall&#039;uscita nelle librerie "<strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8856622149/ref=s9_simh_gw_p14_d0_g14_i1?pf_rd_m=A11IL2PNWYJU7H&pf_rd_s=center-2&pf_rd_r=0BM6AYCNXTTGMXSDEYHP&pf_rd_t=101&pf_rd_p=214853547&pf_rd_i=426865031">L&#039;ultimo esorcista</a></strong>" - il libro di padre Gabriele Amorth scritto con Paolo Rodari per edizioni Piemme - continua a vendere.</p><p>Secondo i dati pi&ugrave; aggiornati &egrave; arrivato a 30 a mila copie vendute. Da quando &egrave; uscito, inoltre, &egrave; posizionato in classifica (tra i saggi) nei primi dieci. Soltanto questa settimana ha avuto una leggera flessione: era quindicesimo.</p><p>In tutta Italia sono tante le presentazioni in programma.</p><p>Sabato prossimo il libro verr&agrave; presentato a Corsalone (provincia di Arezzo) presso la chiesa del Corsalone alle ore 19.15.</p><p>Sabato 12 maggio verr&agrave; presentato a Nusco (Avellino), presso il Palazzo di Citt&agrave; alle ore 18.</p><p>Luned&igrave; 14 a Piangipane (Ravenna), nel tendone del piazzale della chiesa alle ore 20.45.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 2 maggio 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-05-02T11:54:29+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[No comment [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/04/no_comment.jpg"><img class="alignright  wp-image-6368" title="No Comment" src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/04/no_comment-300x300.jpg" alt="" width="192" height="192" /></a>E&#039; da quando questo blog &egrave; nato che ho sempre lasciato la possibilit&agrave; a tutti, previa mia moderazione, di commentare i post.</p><p>Da tempo, per&ograve;, non riesco a moderare con la giusta attenzione: la fretta mi porta ad approvare commenti dei quali successivamente mi pento. Nello stesso tempo spesso vorrei intervenire ma non trovo il tempo.</p><p>Insomma, la verit&agrave; &egrave; che non riesco pi&ugrave; a gestire come vorrei i commenti e per questo motivo vi devo comunicare che <strong>ho deciso di eliminare defintivamente la possibilit&agrave; di commentare</strong>.</p><p>Chi volesse dire la sua sui miei post pu&ograve; farlo privatamente, sulla mia mail (<a href="mailto:paolorodari@yahoo.it" target="_blank">paolorodari@yahoo.it</a>), in tutta libert&agrave;. </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-04-26T22:21:53+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Ogni ultimo giovedi, un Osservatore made in woman [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Avevo scritto <strong><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/12958">qui</a></strong> del nuovo inserto dell&#039;Osservatore Romano dedicato alle donne, pagine curate da Lucetta Scaraffia e Ritanna Armeni.</p><p>La notizia di queste ore &egrave; che l&#039;inserto &egrave; confermato. Il primo numero esce il 31 maggio, festa della Visitazione. Uscir&agrave; ogni ultimo gioved&igrave; del mese e avr&agrave; un menab&ograve; a dir poco sorprendente (e qui, purtroppo, non posso svelare altro). </p><p>Le gerarchie approvano. Vian, il direttore dell&#039;Osservatore a cui il Corriere oggi ha dedicato una paginata very "stand up for" di Francesco Margiotta Broglio, pigia sull&#039;acceleratore dopo 4 anni di direction.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it venerd&igrave; 13 aprile 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-04-13T14:17:31+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[La notte di Osimo [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/04/004.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/04/004.jpg" alt="" title="" width="200" height="145" class="alignright size-full wp-image-6254" /></a></p><p>Grande serata ieri allo <strong><a href="http://www.juterclub.it/">Juter Club</a></strong> di Osimo (Ancona). C&#039;erano 300 persone per <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856622140/amorth-gabriele-rodari-paolo/ultimo-esorcista-la-mia.html">L&#039;ultimo esorcista</a></strong>, la presentazione del libro organizzata in collaborazione con il "Circolo +76".</p><p>Tutto doveva avvenire in una sala del chiostro di San Francesco. Ma c&#039;era troppa affluenza e l&#039;incontro &egrave; stato spostato nel Santuario di <strong><a href="http://www.sangiuseppeosimo.it/">san Giuseppe da Copertino</a></strong>, proprio sopra la tomba del santo.</p><p>Paolo Rodari &egrave; stato intervistato da <strong><a href="http://www.lucafalcetta.it/index.html">Luca Falcetta</a></strong>.</p><p>Tra il pubblico, oltre alle autorit&agrave; della citt&agrave;, anche <strong><a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1494228208">Roberto Brunelli</a></strong>, fresco autore di "<strong><a href="http://www.facebook.com/pages/Una-Preghiera-al-Giorno-toglie-il-Diavolo-di-torno/122699084513029">Una preghiera al giorno toglie il diavolo di torno</a></strong>".</p><p>La citt&agrave; era tappezzata della faccia di padre Amorth, e le librerie (edicole comprese) avevano esaurite le copie del suo libro.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 11 aprile 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-04-11T10:11:23+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[La Pasqua di Amorth [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>La Pasqua regala a padre Amorth e al suo "<strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856622140/amorth-gabriele-rodari-paolo/ultimo-esorcista-la-mia.html">L&#039;ultimo esorcista</a></strong>" una classifica ancora notevole.</p><p>Per la nona settimana di fila &egrave; tra i primi dieci: quarto su Repubblica, quinto sul Corriere, quinto sulla Stampa e secondo su Avvenire.</p><p>Molti mi chiedono qual &egrave; il segreto di questo libro. Difficile rispondere. Alle presentazioni in giro per l&#039;Italia le sale si riempiono con sorpresa degli stessi organizzatori. Una settimana fa a Plaoghe, in Sardegna, c&#039;erano duecento persone. Altrettante, se non di pi&ugrave;, ce ne saranno marted&igrave; sera, a <strong><a href="http://www.laprimaweb.it/2012/03/06/padre-amorth-e-paolo-rodari-presentano-lultimo-esorcista-ad-osimo/">Osimo</a></strong>, nelle Marche, la patria di san Giuseppe da Copertino (nato a Copertino, in provincia di Lecce, visse nel convento di San Francesco a Osimo, dove &egrave; sepolto).</p><p>Nessun ordine lo voleva, perch&eacute; "inadatto alla vita spirituale", lui che (leggi <strong><a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/34750">qui</a></strong>) viveva di continue estasi.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 8 aprile 2012</p><p> </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-04-08T17:33:21+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Il Corriere incontra l'ultimo esorcista [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Errico_Buonanno">Errico Buonanno</a></strong>, grande scrittore e amico, domemica sul Corriere della Sera, inserto lettura, ha raccontato il suo incontro con padre Amorth.</p><p>In occasione dell&#039;uscita de <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856622140/amorth-gabriele-rodari-paolo/ultimo-esorcista-la-mia.html">L&#039;ultimo esorcista</a></strong>, ha partecipato a un esorcismo di Amorth e l&#039;ha messo in pagina.</p><p>Ecco qui, tutto da leggere, <strong>Cronaca di un esorcismo</strong>.</p><p>di Errico Buonanno</p><p>Il primo effetto evidente e concreto del mio appuntamento col Maligno &egrave; che sono diventato pazzo. Avevo letto nel bel libro che padre Gabriele Amorth ha scritto con Paolo Rodari, L&rsquo;ultimo esorcista (Piemme), che il Diavolo sa trovare i modi per intralciare il cammino del giusto: un sacerdote che aveva deciso di accompagnare un&rsquo;indemoniata da Padre Pio aveva visto la sua macchina fermarsi decine di volte lungo la via per San Giovanni Rotondo. Dal canto mio, parlando al telefono con Rodari nel tentativo di fissare un appuntamento col pi&ugrave; famoso degli esorcisti italiani, ho incominciato la battaglia col Male con inspiegabili problemi di linea: &laquo;Ti aspetta a via&hellip;&raquo;, &laquo;Come?&raquo;, &laquo;La sede&hellip;&raquo;, &laquo;Non sento&raquo;. Sono sceso un po&rsquo; scosso per recarmi in ufficio, e ho constatato esterrefatto che la mia Panda non partiva. Salito su un taxi, e quindi compiuta met&agrave; del percorso in coda ad un autobus con pubblicit&agrave; cubitale de L&rsquo;altra faccia del diavolo, sono arrivato in redazione, l&igrave; dove il mio pc &egrave; defunto per colpa di un virus e dove ogni monitor lanciava il suo monito: Internet in tilt, per l&rsquo;intera giornata.</p><p>Come si vede, questi eventi inquietanti pongono gi&agrave; un problema d&rsquo;approccio. Una scelta di campo, ma di campo mentale. Ecco, ho pensato, parlare del Diavolo significa gi&agrave; un atto di fede; decidere da che parte stare: scorgere un piano nel disordine, una volont&agrave; precisa nel caos della vita quotidiana; o credere che la vita &egrave; caos, senza ragione, e senza architetto. Sul momento, sono diventato pazzo. Ho incominciato a collegare eventi e &mdash; mentre nei giorni successivi le telefonate continuavano a cadere, e senza sapere che i disturbi di linea mi avevano portato a segnare l&rsquo;orario dell&rsquo;appuntamento in modo completamente sbagliato &mdash; mi &egrave; ritornato in mente Seneca, che ci spiegava la differenza tra romani ed etruschi. Noi romani, diceva, sappiamo che il tuono si crea perch&eacute; due nuvole si scontrano. Gli etruschi al contrario, questi parenti creduloni, sono convinti che le nuvole si scontrino per creare il tuono. Ho incominciato a ragionare e mi son detto che il pensiero diabolico in fondo &egrave; tutto qui. Parlare del Diavolo non significa affatto abbandonare il razionale; significa chiedersi il perch&eacute;. Il perch&eacute; degli eventi, del caso, dei flop e scorgervi dietro un&rsquo;intenzione. Significa usare una razionalit&agrave; &mdash; Satana, in fondo, &egrave; maestro di logica &mdash; pi&ugrave; esasperata di quella dei razionalisti. La paranoia, la ricerca di un senso: questione di punti di vista.</p><p>Ecco perch&eacute; una settimana dopo mi trovo seduto in una sala d&rsquo;aspetto presso la Societ&agrave; San Paolo a Roma, in attesa di Amorth con un umore saturnino. Sfoglio un calendarietto da tavolo con citazioni edificanti, osservo l&rsquo;arredamento asettico. Dovrei domandarmi perch&eacute; il Diavolo abbia provato a ostacolare l&rsquo;incontro. &laquo;Ha paura di te &mdash; diceva alla vigilia un amico credente &mdash;. Sa che sarete pi&ugrave; gente a pregare&raquo;. Logico, chiaro. E se &egrave; poi vero che Satana ha un piano, dovrei domandarmi cosa lo spinga a far quello che fa.
Amorth &egrave; esorcista da ventisei anni, dopo un passato tra Resistenza e Dc. Opera quattro riti al giorno. Riti capaci di durare anni, e messi in pratica, assicura, soltanto dopo che ogni ipotesi di disturbo psichiatrico &egrave; stata esclusa con certezza. Guardando alle cifre, la certezza &egrave; frequente. Possessioni, perci&ograve;: un demone che entra in un corpo e lo prostra. La cosa mi crea qualche problema. Ho domandato all&rsquo;amico credente: &laquo;Ma se l&rsquo;indemoniato muore, finisce all&rsquo;inferno?&raquo;, &laquo;Oh, no: &egrave; innocente&raquo;, &laquo;E dunque il Diavolo che ci guadagna?&raquo;, &laquo;Scompiglia&raquo;. Ho riflettuto, ragionando all&rsquo;etrusca: &laquo;Ma se fossi il Diavolo, vorrei conquistare pi&ugrave; anime possibili&raquo;, &laquo;Certo&raquo;, &laquo;Ma allora non sarebbe meglio tentare? Andrei da un politico, lo trasformerei in dittatore... Se entro in un tizio e lo faccio parlare in aramaico, che ottengo?&raquo;, &laquo;Ostacoli il Bene, l&rsquo;avvento della Parusia!&raquo;.</p><p>Seduto pensoso in attesa del rito, la logica ferrea di Lucifero continua a sembrarmi un po&rsquo; scadente. Ma che sia questo il problema di fondo? Il Diavolo &egrave; logico, si sa. E insieme &egrave; il signore del nonsense. La sua &egrave; una razionalit&agrave; folle, o una follia perseguita con metodo. Inutile farsi le domande. L&rsquo;unica strada per capirlo &egrave; osservarlo agire, sapendo che il filo dei suoi ragionamenti &egrave; capovolto, all&rsquo;etrusca. Non un principio di causa ed effetto, ma il puro e semplice divertimento di far scontrare due nuvole, cos&igrave; da creare lo scompiglio del tuono.</p><p>Una segretaria interrompe i pensieri. Mostra la strada, attraversiamo un cortile. Ci accompagna la signora Rosa, anziana assistente di padre Amorth: minuta, l&rsquo;aria serenissima, umile serva del Signore. &laquo;Sa com&rsquo;&egrave;, anni di esperienza...&raquo;. Ha visto prodigi, guarigioni insperate. Ha conversato con i morti e con posseduti dalla forza inumana, ma lo racconta senza scandalo, &laquo;Eh, cos&igrave;, eh...&raquo;. Passeggia e si lamenta degli acciacchi. Pi&ugrave; avanti, a precederci, cammina una coppia di ragazzi. Rosa li addita senza parlare. Lei &egrave; sofferente, claudicante, com&rsquo;era il diavolo di Roth; lui &egrave; gentilissimo, sorridente, scherzoso. Vedo nei gesti del ragazzo tutta la forza della speranza, tutta la voglia di aiutare. Commovente, come soltanto sa commuovere la fede cieca. Come commuove la fiducia illogica.</p><p>Quindi una porta, una scaletta: veniamo introdotti nella &laquo;sala&raquo;. Sala di lotta, di tenzoni, la sala privata dove si operano le liberazioni. Mi guardo un po&rsquo; attorno e c&rsquo;&egrave; un sapore di nonni. Niente di strano: &egrave; il sapore del Bene. Una stanza spartana, ma graziosa, un tinellino parrocchiale: stufetta, un tavolo con un&rsquo;incerata a fiori. Dalle pareti occhieggia un&rsquo;immagine del Papa, un ritrattino di Padre Pio. E Amorth, ovviamente, che spunta dal retro abbastanza giulivo: la pelle diafana, lo sguardo magnetico. Vigore, energia. E un accenno di fretta, francamente: ha parecchio da fare, ma &egrave; molto orgoglioso di un&rsquo;intervista rilasciata a Magalli il giorno prima. C&rsquo;&egrave; una poltrona in pelle su un lato. Rosa la indica alla ragazza, ed &egrave; in quel momento che il compagno ridacchia: &laquo;Ma non &egrave; mica lei! So&rsquo; io!&raquo;. Guarda anche me, puntandosi un dito contro il petto: &laquo;So&rsquo; io!&raquo;. Gli sorrido, gli parlo. Dovrei? Con chi, esattamente, sto parlando? Ma sembra gioviale, un buon cristiano. &laquo;Chi l&rsquo;avrebbe mai detto?&raquo;. Davvero &egrave; un maestro dei travestimenti, se la sua immagine &egrave; cos&igrave; serena.</p><p>Amorth &egrave; spiccissimo. Non importa se credo, mi chiede soltanto di pregare. Non ho problemi a dirgli di s&igrave;: non ho intenzione di essere l&rsquo;unico in silenzio e diventare obiettivo sensibile, casomai il demone si guardasse intorno. Mi mette in mano un rosario e m&rsquo;impone di sedermi giusto di fronte all&rsquo;indemoniato. Il ragazzo si accomoda, sospira, poi accetta di stringere un crocifisso. Ha l&rsquo;aria di un paziente di lunghissimo corso: &laquo;Speriamo solo non sia dura come l&rsquo;altra volta...&raquo;, &laquo;Ma no, ma no, ch&eacute; sei un ragazzone!&raquo;. Amorth lo avvolge con un lembo della stola, lo unge con l&rsquo;olio, e un vecchio frate si mette l&igrave; accanto porgendo al &laquo;posseduto&raquo; un secchio di plastica e delle salviette.</p><p>Quella che inizia &egrave; una prova di forza, una battaglia strepitosa contro qualcuno che vorrebbe nascondersi. Si prega. Tranquillamente, semplicemente si prega. Un&rsquo;Ave Maria, che riesco a seguire, poi invocazioni pi&ugrave; complesse, in latino, e la consegna di pregare col gruppo mi vede pi&ugrave; in difficolt&agrave;. Continuo a ripetermi un&rsquo;Ave Maria in testa, ma non &egrave; questo, non &egrave; questo a turbarmi. Di colpo, il ragazzo diventa paonazzo, trema, ed &egrave; colto da forti conati di vomito. Ogni tanto ha la forza di far segno al frate di porgergli un nuovo tovagliolo, e quello esegue, rassegnato, mentre con un&rsquo;altra mano armeggia coi bottoncini della stufa. Neanche un istante di sospetto: non finge. Sta tentando di espellere il suo demone, come potrebbe rigettare qualcosa che l&rsquo;ha intossicato. E frigge, e soffre, come se, quasi, rimanesse scottato ogni volta che Amorth lo segna col pollice sulla schiena. Dal canto suo, l&rsquo;esorcista continua a seguire imperturbabile il rituale prestampato su un cartoncino in plastica: ordini. Ordini impartiti al demone di abbandonare quel corpo che trema. Quello che afferro, col mio latino scolastico: &laquo;Ti ordino, Satana, nemico della salvezza dell&rsquo;uomo: riconosci la giustizia e la bont&agrave; di Dio!&raquo;. Il sacerdote non si turba, non si emoziona in alcun modo: ha l&rsquo;aria ruvida del medico davanti al bambino a cui fa l&rsquo;iniezione. &laquo;Oh Padre, libera questo tuo servo da ogni oppressione diabolica...&raquo;. E quanto a me, insomma, non importa che penso; no, non importa neppure a me stesso. Se avessi la fede, una scena del genere la confermerebbe; se fossi uno scettico, mi farebbe pi&ugrave; scettico. Non c&rsquo;&egrave; affatto una prova, perch&eacute; non c&rsquo;&egrave; affatto una logica, se non quella romana o etrusca che abbiamo deciso di seguire. Ma in questo momento di lotta e di sforzo mi auguro solo che finisca. Mi ritrovo a tifare per le forze del Bene, e quasi vorrei che fosse possibile cacciare davvero i nostri mali in un amen.</p><p>Cinque minuti, non di pi&ugrave;, cinque minuti di battaglia. Dopodich&eacute; il ragazzo &egrave; esausto. Si riversa a palpebre socchiuse, con gli occhi leggermente storti. &laquo;Come ti chiami?&raquo;, chiede Amorth imperioso. Gli soffia in faccia. &laquo;Quid est nomen tuum?&raquo;. Molto importante identificare il demone. &laquo;Marco&raquo; risponde balbettante. &laquo;Marco e poi? Basta? Non senti altri nomi?&raquo;.</p><p>Non so se gli astanti si rallegrino. &laquo;Possessione non grave. Dev&rsquo;essere una legatura&raquo;. Azzardo: &laquo;Malocchio?&raquo;. La ragazza annuisce: &laquo;Abbiamo sospetti. Qualcuno che voleva male ai suoi genitori &mdash; indica il fidanzato che si rialza barcollante &mdash;. Lui figurarsi che era ateo. Ma aveva una forte depressione, tendenze suicide. Gli ho detto: "Ora basta con gli psicologi". L&rsquo;ho portato da Amorth, e abbiamo subito capito&raquo;. &laquo;Stai meglio, vero?&raquo;, gli chiedo. Amorth lo sta invitando a riprendersi, scherza: &laquo;Be&rsquo;, allora? Sei pi&ugrave; morto che vivo?&raquo;. Lui s&rsquo;asciuga la fronte: &laquo;Stavolta m&rsquo;avete fatto pi&ugrave; male. L&rsquo;ho sentite tutte, le preghiere...&raquo;.</p><p>Mi allontano con Rosa, sembrerebbe contenta. In petto ho uno strano disappunto che non riesco a identificare. &laquo;Quid est nomen tuum? Delusione?&raquo; Dovrei aver assistito ad uno scontro assoluto, ma tutto &egrave; sembrato cos&igrave; piccolo. Ancora una volta una logica folle, quella del Diavolo, che si concentra su un ragazzo quando la sua partita &egrave; la Storia. Rosa mi spiega: &laquo;Il Diavolo ha paura, perch&eacute; non pu&ograve; nulla contro Cristo. Ho conosciuto gente ammalata di tumore a cui &egrave; bastato un esorcismo; vittime di incidenti stradali&hellip;&raquo;. &laquo;Anch&rsquo;io ho avuto amici col tumore. Era il Diavolo?&raquo;, &laquo;Chiss&agrave;&raquo;. &laquo;Ho conosciuto gente che &egrave; morta in incidenti. Che senso ha?&raquo;, &laquo;Prove&raquo;. Rifletto: &laquo;Amorth racconta di essere sopravvissuto alla guerra perch&eacute; si era consacrato a Maria. E gli altri milioni? E perch&eacute; Dio non scaccia i demoni? Perch&eacute; pretende la preghiera?&raquo;. Inutile. Inutile cercare una logica. Il Diavolo non &egrave; pi&ugrave; insensato di Dio. Tutto al contrario: &egrave; pi&ugrave; razionale. Fa quello che facciamo noi, cerca di agire sul particolare, perch&eacute; sa bene che l&rsquo;universo, il destino, le leggi della vita e quelle della Storia, non sono altro che una lotteria totalmente insensata. Coi suoi incidenti, con le malattie, con questa assoluta casualit&agrave; della vita. Il piano di Dio riuscir&agrave; sempre incomprensibile, non pi&ugrave; di quello del suo Avversario. E noi qui in mezzo, a domandarci il perch&eacute;. Rosa alza le spalle, sorride di un sorriso incerto: &laquo;Un giorno forse capiremo. Non ora, non qui&raquo;. Mi sfugge, ma intanto penso: &laquo;Amen&raquo;, e forse gi&agrave;, in parte, mi sento salvato.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it luned&igrave; 2 aprile 2012</p><p> </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-04-02T13:38:32+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Don Amorth, in Ploaghe [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Ieri grande incontro nella stupenda <strong><a href="http://www.comune.ploaghe.ss.it/">Ploaghe</a></strong>.</p><p>Duecento persone ad ascoltare la genesi e la messa in opera de <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856622140/amorth-gabriele/ultimo-esorcista-mia.html">L&#039;ultimo esorcista</a></strong>.</p><p>Insieme, il carismatico don Gianni Sini, esorcista e parroco de &#039;La Salette&#039; (Olbia), ha sviscerato i trucchi del mestiere e ha parlato del suo libro (tutto da leggere), <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788871986302/sini-gianni/quando-parlo-con.html">Quando parlo col diavolo</a></strong>.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it sabato 31 marzo 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-03-31T17:00:31+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Con Amorth, è tutta un'altra televisione [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Questa volta, in tv, l&#039;<strong><a href="http://www.amazon.it/Lultimo-esorcista-battaglia-contro-Satana/dp/8856622149/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1327942972&sr=8-1">ultimo esorcista</a></strong> l&#039;ho portato io, <strong><a href="http://www.mediapason.it/telelombardia/tvshow/unaltra-televisione/418353d0-5c64-4403-9bea-aa82c29d8d41/video/0">qui</a></strong>.</p><p>Buona visione.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 28 marzo 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-03-28T14:42:29+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Altro che Vaticano [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Pi&ugrave; del Vaticano va forte don Amorth.</p><p>E&#039; una battuta (brutta lo so) ma che dice una verit&agrave;: <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856622140/amorth-gabriele-rodari-paolo/ultimo-esorcista-la-mia.html">L&#039;ultimo esorcista</a></strong> cattura sempre di pi&ugrave;, don Amorth in particolare, con la sua freschezza di parola, conquista lettori e pubblico.</p><p>Questo weekend la classifica ha cos&igrave; parlato: IV su Repubblica, VII sul Corriere, VII sulla Stampa e II su Avvenire.</p><p>Oggi dopo le 12 di oggi don Amorth sar&agrave; su Rai Due all&#039;interno di "Fatti vostri".</p><p>Domani poi, una sua lunga intervista andr&agrave; in onda su Rete4 in prima serata all&#039;interno della trasmissione di Paolo Brosio "Viaggio a".</p><p>Gioved&igrave;, invece, dalle 9 alle 10 Paolo Rodari sar&agrave; in diretta su Radio Rock (Roma 106.6) mentre venerd&igrave; sera, alle 23, sar&agrave; intervistato su Telelombardia all&#039;interno della trasmissione "Un&#039;altra televisione" (Tasto 10 del digitale terrestre, canale 511 di Sky).</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it marted&igrave; 20 marzo 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-03-20T10:20:46+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Il gatto di Ratzinger? Una leggenda [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Devo confessarlo, questa storia del gatto di Ratzinger, l&#039;idea che il cardinale Ratzinger tenesse un gatto nel suo appartamento di piazza della Citt&agrave; Leonina quando era prefetto dell&#039;ex Sant&#039;Uffizio mi &egrave; sempre sembrata strampalata.</p><p>Come strampalata mi &egrave; sempre parsa l&#039;ipotesi che questo stesso fantomatico gatto egli se lo fosse portato nel suo nuovo appartamento, al terzo piano del palazzo apostolico.</p><p>Ma ora, finalmente, a conferma della fondatezza dei miei dubbi, arriva una voce autorevole, quella del secondo segretario del Papa, il maltese don Alfred Xuereb.</p><p>53 anni, lavora accanto al Papa dal 2007. Nei giorni scorsi don Xuereb si &egrave; recato in visita a Nichelino: una toccata e fuga, per ricordare il quinto anniversario della morte del suo amico e conterraneo don Joe Galea. Qui ha parlato dei <strong><a href="http://www.nichelino.com/content/index.php?option=com_content&view=article&id=2247:qi-miei-giorni-accanto-a-benedetto-xviq&catid=80:inchieste&Itemid=423">suoi giorni accanto a Benedetto</a></strong> e soprattutto di quel gatto che il Papa non ha mai avuto.</p><p>Ha detto: "Intanto non &egrave; vero che in casa abbiamo un gatto, anche se Papa Benedetto ama molto gli animali. Si narra che da cardinale ogni tanto si fermasse per strada per rivolgersi a qualche gatto. Qualcuno chiedeva: scusi eminenza, ai gatti parla in tedesco o in italiano? Loro non capiscono le lingue, ma il tono di voce s&igrave;, obiettava lui. Senz&rsquo;altro il Papa &egrave; appassionato di musica; &egrave; un eccellente pianista. Qualche volta dopo cena sentiamo che suona il pianoforte. E poi sicuramente ci sono i libri: il suo studio ne &egrave; pieno. E&rsquo; uno studio arredato in modo molto semplice; gli scaffali e la scrivania sono gli stessi di quando era professore all&rsquo;universit&agrave; di Tubinga&rdquo;. </p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it venerd&igrave; 16 marzo 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-03-16T21:51:00+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[L'inferno? E' fatto così [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/03/copj170.asp_.jpeg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/03/copj170.asp_.jpeg" alt="" title="" width="170" height="271" class="alignright size-full wp-image-6188" /></a></p><p>11 mila copie gi&agrave; vendute. Altre 20 mila ordinate dalle librerie. <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856622140/amorth-gabriele/ultimo-esorcista-mia.html">L&#039;ultimo esorcista</a></strong> vola e il motivo &egrave; uno: padre Amorth sa catturare l&#039;attenzione del pubblico come pochi.</p><p>Ha catturato anche la mia di attenzione, mentre un anno fa passavo due ore con lui a settimana per mettere insieme i pezzi di questo libro. Ricordo perfettamente quando mi ha parlato di Faustina Kowalska. "Chi?" gli chiesi. "Faustina Kowalska &ndash; mi rispose &ndash; colei che &egrave; stata all&#039;inferno e ha visto come &egrave; fatto. Vi and&ograve; perch&eacute; altri potessero sapere. Perch&eacute; ad altri venisse racconato ci&ograve; che ha visto".</p><p>Ecco qui il suo racconto.</p><p>&laquo;Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell&rsquo;inferno. &Egrave; un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l&rsquo;inferno, &egrave; la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi della coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambier&agrave; mai; la quarta pena &egrave; il fuoco che penetra l&rsquo;anima, ma non l&rsquo;annienta; &egrave; una pena terribile: &egrave; un fuoco puramente spirituale, acceso dall&rsquo;ira di Dio; la quinta pena &egrave; l&rsquo;oscurit&agrave; continua, un orribile soffocante fetore, e bench&eacute; sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri e il proprio; la sesta pena &egrave; la compagnia continua di Satana; la settima pena &egrave; la tremenda disperazione, l&rsquo;odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma non sono la fine dei tormenti. Ci sono anche tormenti particolari per le varie anime. Sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall&rsquo;altro. Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta l&rsquo;onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verr&agrave; torturato per tutta l&rsquo;eternit&agrave;. Scrivo questo per ordine di Dio, affinch&eacute; nessun&rsquo;anima si giustifichi dicendo che l&rsquo;inferno non c&rsquo;&egrave;, oppure che nessuno c&rsquo;&egrave; mai stato e nessuno sa come sia. Io, suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell&rsquo;inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l&rsquo;inferno c&rsquo;&egrave;. Ora non posso parlare di questo. Ho l&rsquo;ordine da Dio di lasciarlo per iscritto. I demoni hanno dimostrato un grande odio contro di me, ma per ordine di Dio hanno dovuto ubbidirmi. Quello che ho scritto &egrave; una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa che ho notato &egrave; che la maggior parte delle anime che sono all&rsquo;inferno sono anime che non credevano che lo stesso inferno esistesse. Quando ritornai in me, non riuscivo a riprendermi per lo spavento, al pensiero che delle anime l&agrave; soffrono cos&igrave; tremendamente, per questo prego con maggior fervore per la conversione dei peccatori, e invoco incessantemente la misericordia di Dio per loro.&raquo;</p><p>&laquo;Allora il sentiero che io seguivo s&rsquo;apr&igrave; e mi trovai in un&rsquo;altra cavit&agrave; sopra la prima e pi&ugrave; orribile. L&agrave; si tenevano i sacerdoti indegni che avevano avuto l&rsquo;audacia di ricevere sacrilegamente nelle loro mani e nel loro cuore il Figlio della vergine. Quei miserabili soffrivano tali torture che tutte quelle di cui ho parlato non sono nulla a confronto. Erano tormentati specialmente nelle parti del corpo che avevano toccata l&rsquo;ostia consacrata; pel dolore si facevano scoppiare le mani ch&rsquo;erano divenute come carboni ardenti; le loro lingue erano come fatte a pezzi e penzolavano fuori dalla loro bocca per significare i loro sacrilegi; tutto l&rsquo;interno del loro corpo e specialmente il loro cuore era divorato dal fuoco e in preda a orribili dolori. L&agrave; io vidi drizzarsi, come un serpente che vuol saltare, un cattivo sacerdote ch&rsquo;io conobbi e che era morto subitaneamente dopo aver dato gravi scandali. Mi fiss&ograve; con rabbia e subito ricadde nel pi&ugrave; profondo della fornace.&raquo;</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 14 marzo 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-03-14T14:04:09+01:00</dc:date>

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