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		<title>Il Foglio .it - Palazzo Apostolico</title>
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		<description>Elenco ultimi post sul blog Palazzo Apostolico del sito www.ilfoglio.it</description>
		<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 23:40:05 +0100</lastBuildDate>
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		<dc:rights>Copyright2012 FOGLIO QUOTIDIANO soc. coop.</dc:rights>	
		<dc:creator>Redazione del Foglio.it</dc:creator>

		

				
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			<title><![CDATA[John Allen and The Last Exorcist [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Suol National Catholic Reporter &egrave; <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_L._Allen,_Jr.">John Allen</a></strong>, tra i pi&ugrave; importanti commentatori di cose religiose degli Stati Uniti, a parlare de L&#039;ultimo esorcista.</p><p>Lo fa in fondo a <strong><a href="http://ncronline.org/blogs/all-things-catholic/make-or-break-moment-sex-abuse-and-more-vatican-news">questo</a></strong> pezzo. Da non perdere.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 5 febbraio 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-02-05T23:39:12+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Stampa inside the Devil [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/diav.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/diav.jpg" alt="" title="" width="180" height="133" class="alignright size-full wp-image-6045" /></a></p><p>Oggi sulla Stampa si parla de L&#039;ultimo esorcista.</p><p>di Giacomo Galeazzi</p><p>Gabriele Amorth, l&rsquo;anziano sacerdote paolino che sotto il pontificato wojtyliano divenne l&rsquo;esorcista ufficiale della diocesi di Roma, continua ancora a combattere indefesso contro colui che egli chiama &laquo;Il Grande Nemico&raquo;: Satana, il principe dell&rsquo;inferno.</p><p>La sua battaglia &egrave; ben enucleata nell&rsquo;esplosivo libro scritto a quattro mani col giornalista del &laquo;Foglio&raquo; Paolo Rodari: &laquo;L&rsquo;ultimo esorcista&raquo;, appena uscito per le edizioni Piemme.</p><p>Amorth lotta anche contro i molti che all&rsquo;esistenza di Satana non credono: &laquo;Eminenza, lei dovrebbe leggersi un libro&raquo;, disse a un cardinale della curia romana che sosteneva che Satana fosse soltanto &laquo;frutto della superstizione&raquo;. &laquo;Quale libro?&raquo; gli chiese il porporato. &laquo;Lei dovrebbe leggere il Vangelo&raquo; gli rispose Amorth domandandogli ancora: &laquo;Sbaglio o una delle attivit&agrave; principali di Ges&ugrave; nei Vangeli &egrave; quella di compiere esorcismi?&raquo;.</p><p>Amorth esegue ancora oggi dagli otto ai dieci esorcismi al giorno, compresi le domeniche e il giorno di Natale. Per lui Satana &egrave; ovunque, anche nelle sacre stanze del Vaticano. Lo sapeva Giovanni Paolo II che, infatti, non rinunciava a fare in prima persona degli esorcismi. Una prima volta &egrave; il 27 marzo 1982. L&rsquo;allora vescovo di Spoleto, Ottorino Alberti, gli porta una giovane donna, Francesca Fabrizi, che al vederlo si mette a gridare, a rotolarsi per terra, incurante che il Papa intimi pi&ugrave; volte al diavolo di uscire da lei. Si quieta di colpo solo quando Giovanni Paolo II le dice, &laquo;domani dir&ograve; messa per te&raquo;. Qualche anno dopo la donna torna dal Papa col marito, tranquilla, felice, in attesa di un bambino. &laquo;Non avevo mai visto una cosa simile&raquo;, confida il Papa al suo prefetto di casa, il cardinale Jacques Martin. &laquo;Una scena biblica&raquo;.</p><p>Benedetto XVI non compie esorcismi, ma &egrave; talmente odiato da Satana da essere ritenuto dal demonio &laquo;peggio di Giovanni Paolo II&raquo;. Molti cercano l&rsquo;aiuto di Ratzinger, soprattutto durante le udienze del mercoled&igrave; in piazza San Pietro. Due assistenti di Amorth qualche mese fa ne hanno accompagnati in piazza due. Alla vista del Papa hanno cominciato a urlare, a rotolarsi per terra, a sbavare. Papa Ratzinger li ha notati. Si &egrave; avvicinato di qualche passo e li ha benedetti. Per loro &egrave; stato come ricevere una potente frustata. Sono volati all&rsquo;indietro di qualche metro tra lo sgomento generale.</p><p>Dice Amorth che Satana ha sempre tentato le gerarchie della Chiesa e in particolare coloro che abitano in Vaticano. Dice che pi&ugrave; che la pista del complotto internazionale, dietro la scomparsa di Emanuela Orlandi ci sarebbero a suo avviso le sette sataniche. Dice: &laquo;Io penso che una ragazza di quindici anni non sale su una macchina se non conosce bene la persona che le chiededi salire. Credo dunque che occorrerebbe indagare dentro il Vaticano e non fuori. O comunque indagare intorno alle persone che in qualche modo conoscevano Emanuela. Perch&eacute; secondo me solo qualcuno che Emanuela conosce bene pu&ograve; averla indotta a salire su una macchina. Spesso le sette sataniche agiscono cos&igrave;: fanno salire su una macchina una ragazza e poi la fanno sparire&raquo;.</p><p>Un libro, anni fa, scritto da Luigi Marinelli e intitolato &laquo;Via col vento in Vaticano&raquo; denunci&ograve; &laquo;storie di carriere, arrivismi, avventure amorose&raquo;. Ma nessuno fece niente: &laquo;Doveva essere un allarme per la Chiesa, ma non lo fu&raquo;.</p><p>Satana tenta tutti, religiosi e laici, adulti e bambini. Un caso eclatante quanto ai bambini, o comunque agli adolescenti, si ebbe nell&rsquo;omicidio di suor Maria Laura Mainetti a Chiavenna, un paesino in provincia di Sondrio, nel giugno del 2000. I giornali posero l&rsquo;accento sull&rsquo;interesse delle ragazze omicide per l&rsquo;esoterismo e per il cantante rock Marilyn Manson. Che ruolo pu&ograve; aver avuto questa passione musicale nel gesto delle tre ragazze? Dice Amorth: &laquo;Certo, non posso dire che la causa che ha scatenato l&rsquo;omicidio sia stata una canzone di Manson o addirittura Manson stesso. Ma una cosa va detta. La musica satanica &egrave; uno dei principali veicoli di diffusione del satanismo tra i giovani. I messaggi della musica satanica riescono a influenzare la mente e il cuore dei giovani. Attraverso un certo tipo di musica i giovani hanno la possibilit&agrave; di avvicinarsi ad argomenti nuovi. Sconosciuti. Frontiere del male prima inesplorate&raquo;.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it sabato 4 febbraio 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-02-04T17:59:51+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Parlano di lui [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Oggi un po&#039; di battage su L&#039;ultimo esorcista. C&#039;&egrave; <strong><a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/925386/Ho-combattuto-il-diavolo-nel-corpo-di-un-contadino.html">Libero</a></strong> che fa un pezzo molto ampio sul primo esorcismo compiuto da padre Amorth.</p><p>Poi ci sono un po&#039; di pezzi internazionali: <strong><a href="http://www.heraldsun.com.au/news/breaking-news/pope-chased-demons-from-st-peters/story-e6frf7jx-1226261434032">Herald Sun</a></strong>, <strong><a href="http://www.welt.de/vermischtes/article13848859/Papst-soll-zwei-Maennern-Teufel-ausgetrieben-haben.html">Welt</a></strong>, <strong><a href="http://www.focus.de/panorama/vermischtes/der-letzte-exorzist-papst-benedikt-xvi-soll-teufel-ausgetrieben-haben_aid_710037.html">Focus</a></strong>, <strong><a href="http://www.wochenblatt.de/nachrichten/altoetting/ueberregionales/Papst-Benedikt-Exorzist;art5572,92610">Wochenblatt</a></strong>, <strong><a href="http://www.kath.net/detail.php?id=35031">Kath.net</a></strong>, pi&ugrave; altri in lingua portoghese e olandese.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it venerd&igrave; 3 febbraio 2012
 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-02-03T13:38:04+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Satana dal Papa. Ecco cosa accadde [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/Dm6hSRLwL9cv_s4.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/Dm6hSRLwL9cv_s4.jpg" alt="" title="" width="151" height="264" class="alignright size-full wp-image-6019" /></a></p><p><em>Nel mio libro con padre Amorth, "L&#039;ultimo esorcista", viene descritto un incontro pi&ugrave; o meno ravvicinato tra Benedetto XVI e due posseduti. Poich&eacute; ieri diversi media, soprattutto internazionali, hanno travisato il testo facendo divenire questo fatto (che resta nell&#039;ordine della straordinariet&agrave;) come un esorcismo compiuto dal Papa, riporto interamente la parte del libro che ne parla, a beneficio di tutti. E&#039; padre Amorth a parlare. Buona lettura.</em></p><p>Fa caldo in piazza San Pietro. La primavera &egrave; oramai inoltrata. Il sole picchia sulla piazza dove una folla di fedeli aspetta il Papa. &Egrave; mercoled&igrave;, il giorno dell&rsquo;udienza generale. I fedeli sono arrivati da tutto il mondo.</p><p>Dal fondo della piazza entra un gruppetto di quattro persone. Due donne e due giovani uomini. Le donne sono due mie assistenti. Mi aiutano durante gli esorcismi, pregano per me e per i posseduti e assistono per quanto &egrave; loro possibile i posseduti nel loro lungo e difficile percorso di liberazione.</p><p>I due giovani uomini sono due posseduti. Nessuno lo sa. Lo sanno soltanto loro e le due donne che li &laquo;scortano&raquo;.</p><p>Quel mercoled&igrave; le donne decidono di portare i due all&rsquo;udienza del Papa perch&eacute; pensano che potrebbero trarne giovamento. Non &egrave; un mistero che molti gesti e parole del Papa facciano imbestialire Satana. Non &egrave; un mistero che anche la sola presenza del Papa inquieti e in qualche modo aiuti i posseduti nella loro battaglia contro colui che li possiede.</p><p>I quattro si avvicinano verso le transenne in prossimit&agrave; del palco da dove Benedetto XVI di l&igrave; a poco &egrave; chiamato a parlare. Le guardie svizzere li fermano. Non hanno i biglietti per proseguire oltre. Le due donne insistono. &Egrave; importante per loro riuscire a portare i due posseduti il pi&ugrave; possibile vicino al Papa. </p><p>Le guardie svizzere non ammettono deroghe e intimano loro di allontanarsi. Cos&igrave; una delle due donne fa finta di sentirsi male. La sceneggiata ottiene un risultato. I quattro vengono fatti accomodare oltre le transenne, nei posti riservati ai disabili. &laquo;Avete visto, Giovanni e Marco?&raquo; chiedono le due donne ai due posseduti. &laquo;Ce l&rsquo;abbiamo fatta. Tra poco arriver&agrave; il Papa e noi siamo qui vicini a lui&raquo;. I due non parlano. Sono stranamente silenziosi. &Egrave; come se coloro che li possiedono (si tratta di due demoni diversi) stiano cominciando a capire chi di l&igrave; a poco arriver&agrave; in piazza.</p><p>Suonano le 10. Dall&rsquo;arco delle campane, il portone a fianco della basilica vaticana, esce una jeep bianca. Sopra tre uomini. Un guidatore, il Papa in piedi e, seduto al suo fianco, il suo segretario particolare monsignor Georg G&auml;nswein. Le due donne si girano verso Giovanni e Marco. Istintivamente li sorreggono con le braccia. I due, infatti, iniziano ad avere comportamenti strani. Giovanni trema e batte i denti. Le due donne capiscono che qualcuno sta cominciando ad agire nel corpo di Giovanni e di Marco. Qualcuno che col passare dei minuti si mostra sempre pi&ugrave; agitato. &laquo;Giovanni, mantieni il controllo di te stesso&raquo; dice una delle due donne. &laquo;Non farti sopraffare. Reagisci. Mantieni il controllo&raquo;.</p><p>L&rsquo;altra donna dice le stesse parole a Marco. Giovanni non sembra ascoltare le parole della donna. Salvo, d&rsquo;improvviso, girarsi e dirle con voce lenta e che sembra venire da non si sa quale mondo: &laquo;Io non sono Giovanni&raquo;.</p><p>La donna non dice pi&ugrave; nulla. Sa che con il diavolo solo un esorcista pu&ograve; parlare. Se lei lo facesse sarebbe molto rischioso. Cos&igrave; rimane in silenzio e si limita a sostenere il corpo di Giovanni, ora completamente in mano al demonio. La jeep gira per tutta la piazza. I due posseduti si piegano per terra. Battono la testa per terra. Le guardie svizzere li osservano ma non intervengono. Sono forse abituate a scene del genere? Forse s&igrave;. Forse altre volte hanno assistito alle reazioni dei posseduti innanzi al Papa. La jeep compie un lungo percorso. Poi arriva in cima alla piazza, a pochi metri dal portone della basilica vaticana.</p><p>Il Papa scende dall&rsquo;auto e saluta le persone poste nelle prime file. Giovanni e Marco, insieme, iniziano a ululare. Sdraiati per terra ululano. Ululano fortissimo. &laquo;Santit&agrave;, santit&agrave;, siamo qui!&raquo; urla al Papa una delle due donne cercando di attirare la sua attenzione.</p><p>Benedetto XVI si gira ma non si avvicina. Vede le due donne e vede i due giovani uomini per terra che urlano, sbavano, tremano, danno in escandescenze. Vede lo sguardo d&rsquo;odio dei due uomini. Uno sguardo diretto contro di lui. Il Papa non si scompone. Guarda da lontano. Alza un braccio e benedice i quattro. Per i due posseduti &egrave; una scossa furente. Una frustata assestata su tutto il corpo. Tanto che cadono 3 metri indietro, sbattuti per terra.</p><p>Adesso non urlano pi&ugrave;. Ma piangono, piangono, piangono. Gemono per tutta l&rsquo;udienza. Quando poi il Papa se ne va, rientrano in se stessi. Tornano se stessi. E non ricordano nulla.</p><p>Benedetto XVI &egrave; temutissimo da Satana. Le sue messe, le sue benedizioni, le sue parole sono come dei potenti esorcismi. Non credo che Benedetto XVI compia esorcismi. O almeno la cosa non mi risulta. Credo tuttavia che tutto il suo pontificato sia un grande esorcismo contro Satana. Efficace. Potente. Un grande esorcismo che molto dovrebbe insegnare ai vescovi e ai cardinali che non credono: costoro comunque dovranno rispondere della loro incredulit&agrave;.</p><p>Non credere e soprattutto non nominare esorcisti laddove ce ne &egrave; esplicito bisogno &egrave;, a mio avviso, un peccato grave, un peccato mortale. Il modo con cui Benedetto XVI vive la liturgia. Il suo rispetto delle regole. Il suo rigore. La sua postura sono effi cacissimi contro Satana.</p><p>La liturgia celebrata dal Pontefice &egrave; potente. Satana &egrave; ferito ogni volta che il Papa celebra l&rsquo;eucaristia. Satana molto ha temuto l&rsquo;elezione di Ratzinger al soglio di Pietro. Perch&eacute; vedeva in lui la continuazione della grande battaglia che contro di lui ha fatto per ventisei anni e mezzo il suo predecessore, Giovanni Paolo II. Il Papa che, lui s&igrave;, faceva esorcismi.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it venerd&igrave; 3 febbraio 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-02-03T00:40:22+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Precisazione su L'ultimo esorcista [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Leggo <strong><a href="http://kipa-apic.ch/index.php?&pw=&na=0,0,0,0,f&ki=228413">qui</a></strong> una nota di I-media che riprende padre Lombardi che sostiene che la notizia secondo la quale Benedetto XVI avrebbe fatto un esorcismo in piazza San Pietro &egrave; falsa.</p><p>I-media avrebbe dovuto leggere bene il libro di Amorth prima di chiedere lumi a Lombardi. Avrebbe scoperto che nel libro Amorth non parla di "esorcismo" ma di benedizione "da lontano" alla quale (e alle sue conseguenze) hanno assistito diversi testimoni.</p><p>Post scriputm: mi scrive I-media: non abbiamo scritto che &ldquo;la notizia secondo la quale Benedetto XVI avrebbe fatto un esorcismo in piazza San Pietro &egrave; falsa&ldquo; ma che, secondo Padre Lombardi, la storia raccontata da padre Amorth e &ldquo;senza nessun fondamento&ldquo;. Inoltre sembra difficile &ldquo;leggere bene il libro di Amorth&ldquo; visto che deve ancora uscire. In effetti, ci siamo limitati a quello che pubblicava Panorama che parla chiaramente di &ldquo;esorcismi davvero straordinari&ldquo; di cui &ldquo;un rito eseguito da Joseph Ratzinger&ldquo;. Forse quel settimanale a anche qualche responsabilit&agrave;...
Cordialmente
Antoine-Marie Izoard
Direttore dell&#039;agenzia I.MEDIA</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it gioved&igrave; 2 febbraio 2011 </p><p> </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-02-02T16:37:50+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[L'ultimo esorcista è qui [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/Dm6hSRLwL9cv_s4.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/Dm6hSRLwL9cv_s4.jpg" alt="" title="" width="351" height="564" class="aligncenter size-full wp-image-6019" /></a></p><p>Ho passato con lui due ore ogni settimana, per diversi mesi. Volevo scrivere una storia vera e nello stesso tempo esplosiva. E&#039; stato difficile entrare nella sua mente, capire cosa significa essere esorcista in una diocesi particolare come quella di Roma. Anche perch&eacute; non sapevo nulla di un argomento che, pi&ugrave; che attirarmi, mi spaventava.</p><p>Padre Gabriele Amorth, l&#039;esorcista pi&ugrave; famoso al mondo ancora oggi "praticante" in diocesi, ci ha messo qualche settimana a vedere e rivedere il testo defintivo. Il risultato lo vedete da oggi, in tutte le librerie. S&#039;intitola L&#039;ultimo esorcista, &egrave; edito da Piemme e costa 16 euro e cinquanta.</p><p>All&#039;et&agrave; di 86 anni, con oltre 160.000 esorcismi praticati, Amorth &egrave; tra i pi&ugrave; autorevoli esorcisti della chiesa cattolica. In questo libro racconta la sua lunga vita in lotta contro Satana. Il giorno in cui un cardinale gli disse: "Ti nomino esorcista". Il primo esorcismo su un contadino che parlava aramaico e di colpo si mise a levitare. Tante storie fino ad arrivare alle possessioni pi&ugrave; dure, quelle dei preti e delle suore. Poi gli esorcismi dei Papi, la scomparsa di Emanuela Orlandi che &egrave; un mistero dietro il quale si potrebbero nascondere sette sataniche; magia, spiritismo e superstizione si nascondono dietro l&#039;omicidio della suora di Chiavenna e di altri efferati delitti perpetrati da adolescenti come Erika e Omar: sono in crescita i fenomeni di bambini posseduti da presenze oscure. Nel libro Amorth parla anche dell&#039;esistenza "del figlio prediletto di Satana", una figura della quale occorerebbe diffidare.</p><p>La lotta contro il maligno, cominciata all&#039;origine del mondo, &egrave; destinata a durare fino alla fine dei tempi, ma siamo alla battaglia finale.</p><p>Nel suo lungo racconto, padre Amorth lancia infine una denuncia: non tutta la chiesa crede all&#039;esistenza del demonio. "Eminenza" disse un giorno Amorth a un cardinale che non credeva all&#039;esistenza di Satana, "lei dovrebbe leggere un libro". "Quale?" gli chiese il cardinale. "Lei dovrebbe leggere il vangelo".</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it gioved&igrave; 2 febbraio 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-02-02T11:03:04+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[L'ultimo esorcista sta arrivando [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Fossi in voi domani comprerei Panorama e poi correrei subito nella libreria pi&ugrave; vicina. <strong><a href="http://www.edizpiemme.it/libri/l-ultimo-esorcista">L&#039;ultimo esorcista</a></strong> domani &egrave; in libreria. Panorama ne fa la storia di copertina e ne anticipa un capitolo.</p><p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/AkklS4kCAAEVppO.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/AkklS4kCAAEVppO.jpg" alt="" title="" width="500" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-6005" /></a></p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 1 febbraio 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-02-01T15:19:02+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Il diavolo? Scatenato [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/01/StatueME28.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/01/StatueME28.jpg" alt="" title="" width="104" height="168" class="alignright size-full wp-image-5967" /></a></p><p>L&#039;articolo pi&ugrave; interessante del giorno &egrave; senza dubbio l&#039;apertura della pagina culturale di Avvenire. Roberto Beretta intervista il filosofo Claudio Tarditi, ricercatore in filosofia all&#039;universit&agrave; di Torino, che ha scritto per Lindau "Il diavolo, probabilmente. Ripensare Satana oggi".</p><p>In un&#039;intervista intitolata "<strong><a href="http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/vade-retro-diavolo.aspx">Vade retro diavolo scatenato</a></strong>", Tarditi fonda una "demonologia razionale" tornando sulle tesi del filosofo Ren&eacute; Girard e rid&agrave; cittadinanza al diavolo nel pensiero contemporaneo.</p><p>Il diavolo vive nel mondo innescando rivalit&agrave; che portano alla divisione. Non a caso egli &egrave; "il divisore". Il cristianesimo, o meglio Cristo, ha scardinato questo processo rifiutando per primo la logica della competizione e risponendo a Satana col martirio. Paradossalmente per&ograve; la venuta di Cristo non ha sconfitto Satana ma anzi l&#039;ha oltremodo "inferocito", "scatenato". Dice Tarditi: "Per restare in vita" il diavolo "deve moltiplicare le sue azioni di rivalit&agrave; continua. La terra diviene un inferno".</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 25 gennaio 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-01-25T11:57:54+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[@CardRavasi, è lui o non è lui? [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/01/16563527_la-carica-dei-blogging-bishop-ravasi-batte-scola-due-zero-1.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/01/16563527_la-carica-dei-blogging-bishop-ravasi-batte-scola-due-zero-1.jpg" alt="" title="" width="300" height="406" class="alignright size-full wp-image-5956" /></a></p><p>Scrive Franco Adriano su Italia Oggi, in un pezzo intitolato "<strong><a href="http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1754126&codiciTestate=1&sez=hgiornali&testo=&titolo=Il%20miracolo%20del%20cardinale:%20&egrave;%20sempre%20su%20twitter%20senza%20toccare%20il%20computer">Il miracolo del cardinale: &egrave; sempre su twitter senza toccare il computer</a></strong>" che dietro i cinguettii di @CardRavasi su twitter non c&#039;&egrave; in realt&agrave; il cardinale capo della Cultura della Santa Sede ma "il giovane britannico Richard Rouse", un addetto stampa dotato di "una forte padronanza del mezzo da buon nativo digitale e spiccato profilo internazionale".</p><p>Sempre secondo Italia Oggi, Richard Rouse sarebbe addirittura colui che scrive i post sul blog di Ravasi "<strong><a href="http://gianfrancoravasi.blog.ilsole24ore.com/">Parola & parole</a></strong>".</p><p>Io non ci credo, per&ograve; il dubbio rersta. Qualcuno &egrave; in grado di chiarire?</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it marted&igrave; 24 gennaio 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-01-24T12:15:25+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Un nuovo Martini c'è, parola del Corriere [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/01/1006VescovoMonari.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/01/1006VescovoMonari.jpg" alt="" title="" width="159" height="200" class="alignright size-full wp-image-5950" /></a></p><p>Notizie importanti oggi dalla rassegna stampa. Il Corriere della Sera ha trovato il nuovo Carlo Maria Martini: "I martiniani sono tornati" scrive in un editoriale Massimo Tedeschi, "e hanno trovato, forse, un nuovo punto di riferimento".</p><p>Chi? Si tratta del vescovo di Brescia Luciano Monari, di origini modenesi (nato a Sassuolo 69 anni fa), biblista allievo di Martini che da quattro anni guida la diocesi che ha dato i natali a Paolo VI: "Un vivaio del cattolicesimo liberale e democratico, un possibile snodo del nuovo protagonismo dei cattolici nella vita pubblica italiana".</p><p>Monari ha rilasciato ieri un&#039;intervista all&#039;edizione bresciana del Corriere, "quasi un manifesto" dice oggi Tedeschi. E ancora: "Se non &egrave; un manifesto poco ci manca".</p><p>Perch&eacute; Monari come Martini? Cosa lo avvicina al biblista meneghino? Il Corriere &egrave; esplicito sopratutto nell&#039;indicare da chi, Monari, si distanzia: egli "non usa la clava ruiniana dei &#039;valori non negoziabili&#039;". Piuttosto "parte dall&#039;osservazione del reale per &#039;cogliere le possibilit&agrave; di bene che la societ&agrave; offre&#039;. L&agrave; dove sono in gioco valori evangelici, la presa di posizione del vescovo di Brescia &egrave; netta".</p><p>Secondo il Corriere "alleato" di Monari &egrave; il vescovo di Bergamo, il bresciano Francesco Beschi. Entrambi "su temi politici e sociali " investono fortemente "sui laici e sulla loro autonomia". E ancora: "Nessuna scomunica ai cristiani che militano a destra o a sinistra, ma un appello a entrambi a incontrarsi non solo per pregare, ma per scambiare le proprie opinioni. Nello spirito di Todi".</p><p>Leggi qui l&#039;editoriale integrale del Corriere: "<strong><a href="http://www.corriere.it/opinioni/12_gennaio_19/tedeschi-manifesto-vescovo-brescia_1e995eb4-4283-11e1-8207-8bde7a1445db.shtml">Il Manifesto del vescovo di Brescia. Impegno nel Sociale senza Scomuniche</a></strong>"</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it gioved&igrave; 19 gennaio 2012 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-01-19T12:25:21+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Monti massone? Padre Amorth smentisce [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi alcuni siti internet hanno riportato delle presunte dichiarazioni di padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti, intorno a Mario Monti.</p><p>Leggo <strong><a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2012/01_gennaio/14/governo%20%20l%20esorcista%20amorth%20mai%20detto%20che%20monti%20%C3%A8%20capo%20massone,33198754.html">qui</a></strong> questa importante smentita di padre Amorth in merito.</p><p>Dice Amorth: "Non ho mai affermato che Mario Monti &egrave; &#039;capo massone e strumento di Satana in un&#039;Europa&#039;".</p><p>E ancora. "Non ho mai rilasciato un&#039;intervista in questo senso e comunque non ho assolutamente questo giudizio in merito al presidente del Consiglio Mario Monti. Chi ha scritto queste cose le ha inventate e la cosa mi spiace molto".</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it sabato 14 gennaio 2011
 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2012-01-14T22:29:26+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[C'è la crisi. La libreria vaticana detta la linea [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/12/libreria_dettaglio.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/12/libreria_dettaglio.jpg" alt="" title="" width="169" height="111" class="alignright size-full wp-image-5859" /></a></p><p>Arriva il Natale e la <strong><a href="http://www.libreriaeditricevaticana.com/">Libreria editrice vaticana</a></strong> (Lev), molto attiva e dinamica da quando alla sua guida c&#039;&egrave; il salesiano don Giuseppe Costa, decide di puntare tutto sull&#039;economia.</p><p>O meglio, sulla crisi finanziaria letta e interpretata dal presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi. Un volume, quello in uscita, che raccoglie (non so se ci sono testi inediti) i suoi interventi sull&#039;Osservatore Romano dedicati (da tempo) alla crisi e alle sue soluzioni.</p><p>Non mancher&agrave; l&#039;editoriale che Gotti Tedeschi scrisse il 7 novembre scorso intitolato "Di fronte alle prospettive deflazionistiche. Un nuovo modello di leadership". </p><p>Pochi giorni dopo la pubblicazione da parte del Pontificio consiglio per la giustizia e la pace, guidato dal cardinale Peter Appiah Turkson e dal vescovo Mario Toso, di un documento dedicato alla crisi economico-finanziaria e alle sue possibili soluzioni nel quale si auspicava la nascita di un&rsquo;autorit&agrave; politica mondiale che garantisca la trasparenza dei mercati, Gotti Tedeschi scriveva di non ritenere opportuni interventi di tipo protezionistico.</p><p>Una correzione di rotta decisa, rimarcata sotto Natale da questa pubblicazione libraria.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it gioved&igrave; 1 dicembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-12-01T11:12:53+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Avvenire insiste: Monti, c'è ancora un segnale da dare [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/11/4532188-pollice-verso.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/11/4532188-pollice-verso.jpg" alt="" title="" width="138" height="200" class="alignright size-full wp-image-5851" /></a></p><p>L&#039;avevo scritto, <strong><a href="http://www.paolorodari.com/2011/11/29/tra-silenzi-e-avvenire-i-dubbi-della-cei-sul-cattolicissimo-governo-monti/">ieri sul Foglio</a></strong>, che tra silenzi etc. c&#039;&egrave; qualche dubbio in Cei sul governo Monti.</p><p>E oggi a leggere Avvenire mi pare che i dubbi aumentino. Scrive nell&#039;<strong><a href="http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/il-segnala-ancora-da-dare.aspx">editoriale</a></strong> di prima pagina Francesco Riccardi che c&#039;&egrave; "un segnale ancora da dare". Colpisce, scrive, nella nuova squadra, "la non-scelta di almeno un sottosegretario alla famiglia. E la decisione di non attribuire - almeno per il momento - neppure una delega specifica a uno dei membri dell&#039;esecutivo.</p><p>A <strong><a href="http://www.avvenire.it/Politica/Pagine/forum-famiglie-deluso.aspx">pagina 10</a></strong> &egrave; Francesco Belletti, presidente del Forum delle famiglie, a mostrare disappunto. La ragione del disappunto &egrave; costituita dal "vedere che la famiglia non merita, per questo governo, l&#039;esplicitazione di una delega specifica, di un responsabile che ne curi la condizione".</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 30 novembre 2011   </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-11-30T11:25:18+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[In testa c'è Scherer [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/11/Cardinal-Odilo-Scherer.png"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/11/Cardinal-Odilo-Scherer.png" alt="Cardinal-Odilo-Scherer" title="Cardinal-Odilo-Scherer" width="150" height="100" class="alignright size-full wp-image-5826" /></a></p><p>Sono pochi ma ci sono, i cardinali su twitter.</p><p>1. <strong><a href="http://twitter.com/#!/DomOdiloScherer">Odilo Scherer</a></strong>, 7201 followers.</p><p>2. <strong><a href="http://twitter.com/#!/CardRavasi">Gianfranco Ravasi</a></strong>, 2408 followers. </p><p>3. <strong><a href="http://twitter.com/#!/CardinalSean">Sean Patrick O&#039;Malley</a></strong>, 1993 followers.</p><p>4. <strong><a href="http://twitter.com/#!/angeloscola">Angelo Scola</a></strong>, 1092 followers.</p><p>5. <strong><a href="http://twitter.com/#!/CardinalNapier">Wilfrid Fox Napier</a></strong>, 335 followers.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it marted&igrave; 22 novembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-11-22T20:56:54+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Governo Monti. Spine per i cattolici [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Tutto si pu&ograve; dire oggi tranne che la chiesa cattolica italiana abbia di che brindare dalla formazione del nuovo governo Monti.</p><p>Lorenzo Ornaghi, che la chiesa avrebbe voluto all&#039;istruzione, &egrave; andato ai beni culturali, una diminutio non da poco.</p><p>Andrea Riccardi, che gradiva gli esteri, si deve accontentare della cooperazione e dell&#039;integrazione, un nuovo dicastero senza portafoglio.</p><p>Ma la vera nota dolente (dal punto di vista della chiesa) rimane la sanit&agrave;. Il nuovo ministro Renato Balduzzi &egrave; l&#039;ideologo dei Dico. Consigliere giuridico del ministro della Sanit&agrave; Rosy Bindi dal 1996 al 2000, dal 2002 al 2009 &egrave; stato presidente nazionale del Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic, gi&agrave; Movimento Laureati di Azione Cattolica) e in questa veste chiese ai suoi di non andare al Family Day.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 16 novembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-11-16T20:18:13+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Wojtyla. Reportage sul corpo [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Ha ragione <strong><a href="http://twitter.com/#!/MarcoFerrante">Marco Ferrante</a></strong> quando, aprendo il suo <strong><a href="http://www.rai.it/dl/Rai5/programma.html?ContentItem-b19101a8-4c59-415c-a317-b89eb4a3f93b">Icone</a></strong> dedicato a Wojtyla, ha detto che di lui "&egrave; stato raccontato tutto". Ma non tutti sono riusciti a raccontarlo senza annoiare. Questo affondo di Icone su Wojtyla e sul suo corpo cos&igrave; comunicativo ci riesce molto bene.</p><p></p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 16 novembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-11-16T19:27:16+01:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Cosa fa il Papa sul treno per Assisi? [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p>Non guarda il panorama ma legge il breviario.</p><p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/10/610x1.jpg">]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-10-27T19:44:31+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Un candidato al papato [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/10/Bishop_Luis_Antonio_Tagle_EWTN_World_Catholic_News_10_14_11.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/10/Bishop_Luis_Antonio_Tagle_EWTN_World_Catholic_News_10_14_11.jpg" alt="Bishop Luis Antonio Tagle" title="Bishop Luis Antonio Tagle" width="220" height="160" class="alignright size-full wp-image-5737" /></a></p><p>Il 13 ottobre scorso Bendetto XVI ha nominato <strong><a href="http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/28189.php?index=28189&po_date=13.10.2011&lang=it">Luis Antonio Tagle</a></strong> nuovo arcivescovo metropolita di Manila (Filippine).</p><p>54 anni di Manila, nel 1997 fu presentato dal cardinale Joseph Ratzinger a Giovanni Paolo II quale nuovo membro della Commissione teologica internazionale. Disse scherzando Ratzinger in quell&#039;occasione: "E&#039; molto giovane, ha appena fatto la prima comunione".</p><p>Che sia giovane &egrave; assodato. Come &egrave; praticamente certo che al prossimo concistoro (a febbraio, probabilmente) diventer&agrave; cardinale. Ci&ograve; che resta pi&ugrave; difficile dire &egrave;, invece, se abbia i numeri per diventare Papa.</p><p>Uno che &egrave; convinto che li abbia &egrave; John Allen. Leggi: "<strong><a href="http://ncronline.org/blogs/all-things-catholic/secularism-new-papal-contender-and-catholic-humor">Secularism, a new papal contender and Catholic humor</a></strong>".</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it luned&igrave; 24 ottobre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-10-24T14:12:57+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Pedana mobile. Perché non dire la verità? [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/10/610x.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/10/610x.jpg" alt="" title="" width="310" height="206" class="alignright size-full wp-image-5721" /></a></p><p>La messa che domenica scorsa Benedetto XVI ha celebrato per i nuovi evangelizzatori nella basilica di San Pietro &egrave; stata segnata da una visibile novit&agrave;: il Pontefice ha percorso il tragitto dalla sacrestia all&rsquo;altare della Confessione sulla pedana mobile gi&agrave; usata dal suo predecessore.</p><p>L&rsquo;annuncio l&#039;ha fatto il giorno prima padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, spiegando che "non c&rsquo;&egrave; nessuna malattia o indicazione di tipo medico" dietro la scelta di riportare in uso la pedana. Lombardi ha aggiunto che &egrave; probabile che l&rsquo;uso della pedana diventi un&rsquo;abitudine per future celebrazioni per "alleviare la fatica" del Papa &ndash; Ratzinger venne eletto a 78 e in aprile ne compir&agrave; 85 &ndash; durante le lunghe processioni di ingresso, in cui deve anche portare pesanti paramenti liturgici.</p><p>Le parole di Lombardi non hanno convinto tutti i commentatori. Tra questi il fine vaticanista del Tg1 Aldo Maria Valli che si domanda: "Perch&eacute; non dire semplicemente che il Papa fa fatica a camminare? Altrimenti vuole dire che si torna a qualcosa di molto simile alla sedia gestatoria".</p><p>"<strong><a href="http://www.vinonuovo.it/index.php?l=it&art=598">Due parole sulla pedana mobile</a></strong>" &egrave; il commento che Valli ha voluto dedicare alle parole di Lombardi su vinonuovo.it. Da leggere.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it gioved&igrave; 20 ottobre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-10-20T14:04:05+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[La confessione di un innamorato [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p></p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 12 ottobre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-10-12T09:53:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Ravasi's blog [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/10/6a015435e94daa970c0153921615ed970b-150wi.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/10/6a015435e94daa970c0153921615ed970b-150wi.jpg" alt="" title="" width="71" height="71" class="alignright size-full wp-image-5688" /></a></p><p>Scrive sul Sole e su diversi quotidiani.</p><p>Ha una rubrica su Radio Maria e su Canale 5.</p><p>Guida la Cultura del Vaticano e ora ha anche un blog, <strong><a href="http://gianfrancoravasi.blog.ilsole24ore.com/parola-e-parole/">Parola & Parole</a></strong> (da seguire) dove cita Confucio: "&Egrave; molto pi&ugrave; importante accendere una piccola candela che maledire l&rsquo;oscurit&agrave;". </p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it luned&igrave; 10 ottobre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-10-10T10:35:53+02:00</dc:date>

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			<link>http://www.ilfoglio.it/palazzoapostolico/5673</link>

			<title><![CDATA[Nel mondo ma non del mondo [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/10/images.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/10/images.jpg" alt="" title="" width="225" height="225" class="alignright size-full wp-image-5674" /></a></p><p>Nella Los Angeles che Benedetto XVI ha affidato qualche mese fa a una delle speranze della chiesa americana dopo gli anni difficili della gestione Mahony, ovvero il messicano <strong><a href="http://www.paolorodari.com/2010/04/07/la-partita-americana-di-benedetto-xvi-il-papa-sceglie-un-conservatore-per-los-angeles-sostituira-il-cardinale-liberal-che-ha-sbancato-la-diocesi-pagando-danni-per-la-pedofilia-e-facendo-crescere-gl/">Jos&eacute; Gomez</a></strong>, il prefetto del Clero Mauro Piacenza &egrave; stato chiamato recentemente a tenere una serie di conferenze. </p><p>In una di queste dedicata al "sacerdote nel secolo XXI", ha detto: "A che servirebbe un sacerdote cos&igrave; assimilato al mondo, da diventare prete mimetizzato e non pi&ugrave; fermento trasformatore?".</p><p>Los Angeles &egrave; una delle diocesi che maggiormente ha pagato lo scandalo della pedofilia nel clero. Mahony ha sempre mantenuto una linea giudicata troppo difensiva nonostante molti dei casi siano poi risultati <strong><a href="http://www.paolorodari.com/2011/01/05/scoop-in-america-meta-degli-scandali-dei-preti-e-falsa-e-i-vescovi-fessi/">falsi</a></strong>.</p><p>Il clero non sempre &egrave; stato sostenuto a dovere. Gomez, senz&#039;altro, &egrave; una ventata d&#039;aria fresca. Come lo sono <strong><a href="http://www.clerus.org/clerus/dati/2011-09/30-13/LA_3X11_Il_Sacerdote_nel_secolo_XXI.html">queste</a></strong> parole di Piacenza.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it gioved&igrave; 6 ottobre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-10-06T10:38:14+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[E se ci fosse un nuovo concistoro? [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/cardenalesEsp-500x201.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/cardenalesEsp-500x201.jpg" alt="" title="" width="200" height="101" class="alignright size-full wp-image-5656" /></a></p><p>Io non ne so niente.</p><p>L&#039;ho letto <strong><a href="http://www.e-consulta.com/blogs/sacroyprofano/?p=1387">qui</a></strong>.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it gioved&igrave; 29 settembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-29T10:45:11+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Hitler e Lutero, le due colpe di Ratzinger [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/x610.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/x610.jpg" alt="" title="" width="156" height="210" class="alignright size-full wp-image-5641" /></a></p><p>Hitler e Lutero. Il nazionalsocialismo e il protestantesimo. Il viaggio del Papa da poco conclusosi aveva nel suo sottofondo queste due grandi colpe del mondo tedesco.</p><p>Il Papa, da cattolico e da tedesco, sente queste due colpe come sue, ma il tentativo che ha fatto in questo viaggio mi sembra sia stato quello di mostrarle come possibili per tutti. Tutti possono cadere nelle derive del nazionalsocialismo e del protestantesimo.</p><p>Il richiamo del Papa all&#039;occidente perch&eacute; torni a riconoscere Dio quale origine e senso del proprio vivere, &egrave; decisivo in lui proprio a causa di quel "regime di terrore" col quale ha dovuto convivere: "il nazionalsocialismo" che "si fondava su un mito razzista, di cui faceva parte il rifiuto del Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, del Dio di Ges&ugrave; Cristo e delle persone credenti in Lui", ha detto il Papa in Germania.</p><p>E poi c&#039;&egrave; la colpa del protestantesimo, anch&#039;essa una colpa profondamente tedesca. Non che Benedetto XVI disprezzi il mondo protestante, tutt&#039;altro. E&#039; che in lui &egrave; viva la ferita dello strappo di Lutero, la cristianit&agrave; divisa da quel suo connazionale che non &egrave; riuscito a restare nella chiesa nonostante i suoi innumerevoli problemi e le sue innumerevoli contraddizioni.</p><p>Il senso del viaggio in Germania secondo me risiede qui, in queste due colpe che il Papa ha voluto in qualche modo espiare e, insieme, mostrare come colpe possibili per tutti.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 25 settembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-25T23:17:01+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA["Meno strutture più spirito, please" [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/610x3.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/610x3.jpg" alt="Cardinals attend a vigil by Pope Benedic" title="Cardinals attend a vigil by Pope Benedic" width="210" height="138" class="alignright size-full wp-image-5633" /></a></p><p>L&#039;incontro di oggi nella H&ouml;rsaal del Seminario di Freiburg tra Benedetto XVI e i membri del Consiglio del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (ZdK) era molto atteso.</p><p>Lo Zdk &egrave; un gruppo che sovente spinge per quelle riforme tanto care ai settori cattolici che vorrebbero la chiesa pi&ugrave; vicina al pensiero del mondo. Non c&#039;entrano nulla con "Noi siamo chiesa", ma poco ci manca.</p><p>Il Papa ha accettato di incontrare lo Zdk ma, insieme, ha imposto che il giorno successivo, domani, venisse organizzato anche un secondo incontro con i laici tedeschi che non si sentono rappresentati dallo Zdk. Perch&eacute;? Perch&eacute; lo Zdk non &egrave; il tutto del laicato di Germania.</p><p>Allo Zdk il Papa non ha parlato dell&#039;agenda di riforme che in tanti invocano verso Roma. Ma <strong><a href="http://press.catholica.va/news_services/press/nns63j/pagine-sfondo/bollettino/0557.html#TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA">ha ricordato</a></strong> senza giri di parole che la chiesa occidentale (inclusa dunque quella tedesca), dietro una possente organizzazione, rischia di smarrire lo spirito e dunque la fede. Qui sta la sua crisi, una crisi di fede:</p><p>"In Germania la Chiesa &egrave; organizzata in modo ottimo. Ma, dietro le strutture, vi si trova anche la relativa forza spirituale, la forza della fede in un Dio vivente? Sinceramente dobbiamo per&ograve; dire che c&rsquo;&egrave; un&rsquo;eccedenza delle strutture rispetto allo Spirito. Aggiungo: La vera crisi della Chiesa nel mondo occidentale &egrave; una crisi di fede. Se non arriveremo ad un vero rinnovamento nella fede, tutta la riforma strutturale rester&agrave; inefficace".</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it sabato 24 settembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-24T20:20:29+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[“Lutero amava Dio, noi meno”. La visita a Erfurt del Papa teologo che dialoga sulla Giustificazione  [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p></p><p>Racconta lo storico Alberto Melloni che quando Joseph A. Komonchak, prete dell&rsquo;arcidiocesi di New York, professore alla Catholic University of America di Washington e grande studioso del Concilio, scrisse in un pamphlet che i teologi tomisti sono vita natural durante o riformatori o conservatori mentre gli agostiniani nascono riformatori ma muoiono conservatori, Joseph Ratzinger sorrise felice di trovarsi d&rsquo;accordo col suo collega americano. Perch&eacute; anche lui, da studioso agostiniano, &ldquo;ritiene che le riforme restano comunque pleonastiche, superflue, rispetto al cuore della vita di fede, l&rsquo;interrogativo su Dio, quello stesso interrogativo che ieri in Germania il Papa ha ricordato essere anche il centro della vita e del pensiero di Martin Lutero&rdquo;.</p><p>Il nodo della divisione dei cristiani &egrave; per natura sua il centro del viaggio del Papa tedesco in terra tedesca, quel Papa che a Bari, nel suo primo viaggio dopo l&rsquo;elezione, defin&igrave; &ldquo;impegno fondamentale&rdquo; del suo pontificato la ricerca dell&rsquo;unit&agrave; tra cristiani. Non &egrave; stata tappa di routine, insomma, quella di ieri che ha visto Benedetto XVI, con al suo fianco il presidente della chiesa evangelica tedesca Nikolaus Schneider e il presidente della chiesa evangelica di Turingia Katrin G&ouml;ring-Eckart, partecipare a una celebrazione ecumenica a Erfurt, la citt&agrave; dove il monaco agostiniano Lutero visse dal 1505 al 1511. Sembra essere soltanto la riscoperta del Lutero pi&ugrave; profondo e intimo, infatti, che per Ratzinger pu&ograve; sciogliere il nodo della grande e tormentata divisione che si &egrave; aperta nella cristianit&agrave; dopo che lo stesso Lutero pubblic&ograve; nel 1517 le 95 tesi in cui criticava aspramente la simonia delle autorit&agrave; ecclesiastiche asserendo che l&rsquo;essenza del cristianesimo non risiede nella complicata organizzazione che fa capo al Papa, ma nella comunicazione diretta tra l&rsquo;individuo e Dio.</p><p>L&rsquo;ecumenismo, in questo senso, o &egrave; un ritorno all&rsquo;essenziale, a &ldquo;ci&ograve; che unisce&rdquo;, ha detto ieri il Papa, e cio&egrave; l&rsquo;&ldquo;interrogativo su Dio&rdquo; che fu centrale anche nella vita di Lutero, la domanda su chi sia Dio e chi sia l&rsquo;uomo innanzi a lui, una domanda oggi pi&ugrave; grave per la &ldquo;pressione della secolarizzazione&rdquo;, oppure &egrave; un&rsquo;attivit&agrave; sterile. Perch&eacute; &ldquo;in fondo&rdquo;, come dice ancora Melloni, &ldquo;l&rsquo;agostiniano Ratzinger vive davanti a Dio lo stesso dramma che visse Lutero. E qui cattolici e luterani possono tornare a incontrarsi&rdquo;.
Ratzinger, soprattutto da cardinale prefetto, ha lavorato a lungo per la ricomposizione delle divisioni. Il suo atto pi&ugrave; decisivo fu la spinta per la firma della Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione del 31 ottobre 1999, nella quale chiesa cattolica e federazione luterana mondiale concordarono su un punto fondamentale: l&rsquo;uomo dipende interamente per la sua salvezza dalla grazia salvifica di Dio. Una dichiarazione che lim&ograve; in modo decisivo le differenze e che, proprio per questo, fu molto criticata sia &ldquo;da destra&rdquo;, da chi come il mondo lefebvriano l&rsquo;ha ritenuta troppo conciliante con i luterani, sia &ldquo;da sinistra&rdquo;, ad esempio da Hans K&uuml;ng che accus&ograve; Ratzinger di aver trattato una sorta di resa soltanto con quella parte di luteranesimo pi&ugrave; conservatrice. Ma, critiche a parte, un dato resta. Ratzinger, cercando di tornare all&rsquo;essenziale nel rapporto coi luterani, non ha fatto altro che assecondare coloro che nella stessa cattolicit&agrave; ritengono che nonostante le divisioni del secolo XVI la radice sia rimasta comune. E&rsquo; il concetto che espresse il cardinale Johannes Willebrands, ex presidente dell&rsquo;Unit&agrave; dei cristiani, nel 1980 in occasione della celebrazione della Confessio augustana. E fa niente se, come ricord&ograve; lo stesso Ratzinger in un&rsquo;intervista per Communio poco dopo, &ldquo;il cardinale Hermann Volk fece, nello stesso tempo umoristicamente e seriamente, questa domanda: &lsquo;Vorrei sapere se nell&rsquo;esempio di cui parla Willebrands si tratta di una patata oppure di un melo. In altre parole: quello che &egrave; venuto fuori dalla radice sono tutte foglie oppure &egrave; proprio la cosa pi&ugrave; importante, cio&egrave; l&rsquo;albero?&rsquo;&rdquo;.</p><p>Fulvio Ferrario &egrave; teologo evangelico, docente alla facolt&agrave; teologica valdese di Roma. Dice: &ldquo;Che l&rsquo;agostinismo leghi in qualche modo Ratzinger e Lutero &egrave; innegabile. Lutero pose la domanda su Dio, la questione del rapporto tra essere umano e Dio in modo tanto potente quanto, direi, indiscreto. Fu Nietzsche, non a caso, a definire Lutero &lsquo;monaco funesto&rsquo; perch&eacute; a Roma, invece di comprendere &lsquo;il grande prodigio&rsquo; del superamento del cristianesimo nella sua stessa sede, tuon&ograve; contro il Rinascimento e torn&ograve; a rimettere al centro la domanda su Dio. E questo prendere sul serio Dio senz&rsquo;altro accomuna il Papa a Lutero. Entrambi, in fondo, sembrano essere anacronistici rispetto a ci&ograve; che li circonda. Ma ci&ograve; che resta a mio avviso eluso &egrave; il protestantesimo, cio&egrave; ci&ograve; che &egrave; venuto dopo Lutero. E&rsquo; sul dopo che mi sembra anche a Erfurt il Papa sia rimasto il silenzio. E&rsquo; tornato da Lutero ma il dopo &egrave; come se non esistesse&rdquo;.</p><p>Pubblicato sul Foglio sabato 24 settembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-24T16:07:00+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Promemoria per uno scisma [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/0271-4Dgr.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/0271-4Dgr.jpg" alt="Hubert Jedin" title="Hubert Jedin" width="180" height="200" class="alignright size-full wp-image-5620" /></a></p><p>La chiesa tedesca &egrave; attraversata da correnti antiromane che spingono per riforme all&#039;interno della chiesa sulle quali Roma da tempo si &egrave; espressa negativamente.</p><p>L&#039;origine di queste correnti &egrave; in quel cattolicesimo vicino ai settori protestanti e che continuamente cerca di adeguare la chiesa al mainstream del pensiero mondano.</p><p>Il 16 settembre 1968 due grandi storici della chiesa, Hubert Jedin e Konrad Repgen, cercarono di reagire a questa deriva inviando alla Conferenza episcopale tedesca un promemoria. Ma, come ha dichiarato l&#039;altro ieri sull&rsquo;Avvenire il cardinale Walter Brandm&uuml;ller, &ldquo;il testo fu liquidato con sufficienza dal presidente dell&rsquo;episcopato dell&rsquo;epoca, il cardinale di Monaco Julius D&ouml;pfner&rdquo;.</p><p>Fino a oggi il promemoria era reperibile soltanto in tedesco, all&#039;interno di "Hubert Jedin, Lebensbericht. Hrsg. von Konrad Repgen. Gr&uuml;newald-Verlag, Mainz".</p><p>Oggi il Foglio ha tradotto il promemoria e l&#039;ha pubblicato in esclusiva. Eccolo.</p><p>PROMEMORIA PER UNO SCISMA.</p><p>Nulla favorisce maggiormente la divisione della chiesa dell&rsquo;illusione che la divisione non esista. La chiesa cattolica si trova oggi in una crisi profonda. Una crisi che coinvolge anche la Germania, per lo meno la Repubblica federale tedesca. Il Katholikentag di Essen ha portato alla luce questa crisi, per quanto l&rsquo;enciclica Humanae vitae non debba essere vista come l&rsquo;origine ma la causa, la miccia che l&rsquo;ha fatta esplodere. A noi questa crisi induce a vedere paralleli con i precedenti storici che nel XVI secolo hanno portato alla scissione all&rsquo;interno della cultura occidentale. Il che ci costringe, a sua volta, a trarre dall&rsquo;esperienza storica conclusioni nella valutazione della crisi contemporanea.</p><p>I. La ricerca storica degli ultimi decenni prova che Martin Lutero non avesse intenzione di dividere la chiesa quando, nel 1517, sottopose ai vescovi competenti e poi pubblic&ograve; le sue tesi sulle indulgenze. Si era progressivamente allontanato dall&rsquo;autorit&agrave; ecclesiastica, a Lipsia (1519) aveva rifiutato il carattere vincolante dei concili ecumenici ordinari, ed &egrave; stato indotto infine, non ultimo dall&rsquo;eco delle sue tesi nell&rsquo;opinione pubblica (eco che lui stesso non aveva immaginato) a non obbedire alla condanna delle sue 41 tesi enunciata dalla Bolla &ldquo;Exsurge Domine&rdquo; (1520), un gesto di disobbedienza, per altro gi&agrave; da troppo tempo rimandato. [&hellip;] Per i vescovi &ldquo;la disputa di Lutero&rdquo; era in primo luogo una disputa tra teologi, e non capirono che stavano, non solo per essere intaccati, ma distrutti i fondamenti del concetto di chiesa cattolica. Se si prescinde da uno scarno gruppo di teologi, agli occhi dei fedeli Lutero incarnava invece il ritorno alla vera dottrina della salvezza, era colui che rinnovava la chiesa, colui che li liberava da quello che loro reputavano il gioco imposto in passato dalla chiesa. I pi&ugrave; accesi ed efficaci paladini del movimento luterano furono gli &ldquo;intellettuali di allora&rdquo;, gli umanisti, secondo i quali la teologia, la scolastica costituiva un ostacolo al progresso. A questi si associarono anche numerosi sacerdoti. [&hellip;] E infine alcune fasce a rischio di caduta sociale, tra queste la nobilt&agrave; dell&rsquo;impero e, in una parte consistente della Germania, i contadini benestanti. A rendere possibile il successo quasi totale del movimento luterano tra il 1517 e il 1525 fu il dominio sulla stampa, uno strumento di comunicazione di cui fino ad allora la chiesa non aveva compreso a fondo il significato. Ai cosiddetti &ldquo;ragionieri&rdquo; vennero letteralmente strappati di mano gli scritti di Lutero, i numerosi volantini che traevano profitto dalle sue idee. Parlavano la lingua del popolo e venivano letti, anzi, letteralmente divorati; le poche voci che si levarono per mettere in guardia, voci appartenenti a teologi che vedevano pi&ugrave; chiaramente, ma erano pessimi propagandisti, non vennero lette, furono bollate come &ldquo;reazionare&rdquo;. I rappresentanti della dottrina della chiesa, il Papa e i vescovi, restarono in silenzio; il concilio, ripetutamente reclamato, non ebbe luogo. Le incertezze in tema di fede rimasero. Senza voler in alcun modo sminuire le omissioni e gli errori commessi proprio e in primo luogo dalla curia romana, va per&ograve; altres&igrave; detto che &egrave; stata soprattutto la passivit&agrave; dell&rsquo;episcopato tedesco a permettere l&rsquo;avanzata praticamente incontrastata del movimento luterano, anzi ad averla resa possibile. E&rsquo; in questo modo che i vescovi tedeschi si fecero sfuggire l&rsquo;occasione; perch&eacute; un volta che la maggior parte delle citt&agrave; libere dell&rsquo;impero e quelle rette dai principi ebbero abbracciato la causa luterana (dopo il 1526) fu troppo tardi. [&hellip;] Il movimento luterano si organizz&ograve; e consolid&ograve;, si defin&igrave; confessione e si un&igrave; in un&rsquo;alleanza militare: la scissione della chiesa era diventata realt&agrave;. Oggi sappiamo che la scissione interna, la formazione di questa &ldquo;confessione&rdquo; &egrave; durata non anni ma decenni. Melantone e Calvino hanno rivendicato fino alla fine dei loro giorni di appartenere alla fede &ldquo;cattolica&rdquo;; i fedeli al vecchio credo venivano diffamati come &ldquo;papisti&rdquo;. Il popolo dei fedeli continuava a frequentare la messa e a invocare i suoi santi; l&rsquo;ordinamento ecclesiastico luterano si appropri&ograve; di molti elementi cattolici, processioni e pellegrinaggi compresi. Per questo la massa che componeva il popolo dei fedeli non si avvide che la riforma non era semplicemente una riforma della chiesa, ma la formazione di una nuova chiesa che si reggeva sul altre fondamenta. Per concludere bisogna dunque evidenziare che: nulla ha favorito maggiormente la scissione della chiesa dell&rsquo;illusione che questa scissione non esistesse nemmeno. Un&rsquo;illusione diffusa a Roma e soprattutto nell&rsquo;episcopato tedesco, presso i teologi, tra la maggioranza dei sacerdoti e tra il popolo. Impossibile non vedere i parallelismi tra ieri e oggi. [&hellip;]</p><p>II. Il nocciolo dell&rsquo;attuale crisi ecclesiastica in Germania &egrave;, esattamente come nel XVI secolo, costituito dall&rsquo;incertezza e dal disorientamento nella fede. La critica protestante alla Bibbia &egrave; entrata a gamba tesa e in modo diffuso nella teologia cattolica. Ma non sono tanto i titolari delle cattedre esegetiche, comunque attenti nelle loro formulazioni, quanto i loro allievi e in generale il loro uditorio, spesso teologicamente nonch&eacute; filologicamente poco attrezzato, a far proprie e diffondere in modo approssimativo, nelle accademie, durante convegni, seminari e professioni di fede, le tesi di teologi evangelici radicali, come per esempio quelle di Bultmann. Usando come paravento l&rsquo;ermeneutica si mette in discussione il carattere vincolante di definizioni dogmatiche dei concili ecumenici (per esempio quello della transustanziazione); viene allentato il legame tra la teologia e l&rsquo;insegnamento della chiesa, se non addirittura rifiutato; l&rsquo;insegnamento stesso sminuito se non addirittura reso ridicolo. A favorire la dissoluzione del concetto cattolico di chiesa &egrave; l&rsquo;atteggiamento anti autoritario, il disprezzo per qualsiasi forma di obbedienza, in particolare confessionale, predominante tra i giovani, e sostenuto da molti genitori e pedagoghi.
La domanda: &ldquo;Ma cos&rsquo;&egrave; oggi ancora cattolico?&rdquo;,  non viene per&ograve; formulata solo dai cattolici pi&ugrave; anziani, i cosiddetti &ldquo;cattolici tradizionalisti&rdquo;, se la pone anche il nocciolo duro dei fedeli autentici e convinti. Una domanda che [&hellip;]  &egrave; espressione di una profonda insicurezza e conflitto di coscienza. Il potere acquisito nel frattempo dai mezzi di comunicazione non &egrave; lontanamente paragonabile a quello del XVI secolo. I mass media vengono in massima parte dominati da intellettuali, i quali spesso, e soprattutto perch&eacute; sono cattolici, sostengono e diffondono il &ldquo;nuovo&rdquo; di per s&eacute;, ai loro occhi &ldquo;progressista&rdquo;, senza tener conto, approfondire il suo contenuto di verit&agrave;. E lo diffondono con un linguaggio e uno stile che ammicca alla predilezione dei giovani per gli slogan (&ldquo;democratizzazione della chiesa&rdquo;) mentre minimizzano o addirittura abbelliscono dal piccolo schermo le loro azioni di disturbo, e in genere commentano i fatti inerenti la chiesa in uno stile ben preciso. Costruiscono, ma pi&ugrave; correttamente si dovrebbe dire manipolano un&rsquo;&ldquo;opinione pubblica&rdquo;, nei confronti della quale solo pochi, tra i milioni di telespettatori, sono in grado di formarsi un&rsquo;opinione propria. Questa continua &ldquo;irrigazione&rdquo; dei fedeli attraverso i mezzi di comunicazione in mano alla &ldquo;sinistra&rdquo; ecclesiastica non pu&ograve; che mutare il rapporto dei fedeli con la chiesa, il che &egrave; gi&agrave; successo. Il disorientamento aumenta di mese in mese. Pi&ugrave; dura e pi&ugrave; aumenta il pericolo, esattamente come nel XVI secolo, di una scissione al suo interno oppure &ndash; il che sarebbe ancora pi&ugrave; grave &ndash; di un allontanamento totale dalla chiesa.
Non pensiamo affatto che la fondazione e il sostegno a gruppi e movimenti conservatori (&ldquo;Una voce&rdquo;, &ldquo;Nunc et semper&rdquo;) sia la via giusta per scongiurare una divisione della chiesa o per arginare il pericolo di sempre pi&ugrave; fedeli che le voltano le spalle. Lasciare in mano a una &ldquo;destra&rdquo; ecclesiastica la lotta contro gli eccessi di una &ldquo;sinistra&rdquo; ecclesiastica, equivarrebbe a una rinuncia di fatto all&rsquo;autorit&agrave; che la chiesa cattolica, a differenza di quella protestante, possiede grazie al fatto che la sua struttura poggia su un diritto divino. E&rsquo; la chiesa stessa che deve parlare in modo comprensibile e deve agire in modo deciso, anche se ne va della sua popolarit&agrave;. Se lo far&agrave;, e lo deve fare presto, allora vedr&agrave; che la stragrande maggioranza del popolo tutt&rsquo;ora cattolico si metter&agrave; dietro di lei. Se nei primi anni della scissione della chiesa nel XVI secolo, i vescovi tedeschi si fossero uniti in un&rsquo;azione comune, insomma prima che la riforma si trasformasse in una questione politica, non si sarebbe comunque potuta evitare la scissione, che per&ograve; avrebbe potuto essere ridotta semplicemente a una piccola frangia. Oggi l&rsquo;episcopato non &egrave; pi&ugrave; frenato e gravato da un&rsquo;istruzione teologica insufficiente, dalla sua posizione sociale e dai conseguenti intrecci con la politica. La costituzione &ldquo;Lumen gentium&rdquo; ha riconosciuto all&rsquo;episcopato diritti e possibilit&agrave; fino ad allora inesistenti, e al contempo per&ograve; anche maggiori responsabilit&agrave; riguardo all&rsquo;integrit&agrave; della fede. Non possono pi&ugrave; solo attendere l&rsquo;intervento delle massime autorit&agrave; ecclesiastiche, devono agire in prima persona. Laddove i mezzi di comunicazione erigono muri del silenzio oppure ammettono la raffigurazione di fatti reali solo attraverso una lente distorta, tocca a loro intervenire con parole chiarificatrici e conseguenti azioni. Nessun cattolico o non cattolico deve dubitare del fatto che i vescovi reputano la difesa e la custodia della fede il loro primo dovere.</p><p>III. Ecco qualche esempio di come ci immaginiamo queste &ldquo;azioni&rdquo; concrete.
Ai professori universitari e agli insegnati di religione che insegnano evidenti eresie va revocata la Missio canonica; il che avr&agrave; come conseguenza inevitabile contrasti con le istituzioni statali cos&igrave; come con i gruppi di pressione della &ldquo;sinistra&rdquo;, ma tant&rsquo;&egrave;.
Sacerdoti e cappellani che con il loro insegnamento o il loro comportamento (per esempio nei confronti della eucarestia) si mettono apertamente in contrasto con la disciplina ecclesiastica, devono essere sospesi, anche se cos&igrave; facendo verranno a crearsi vuoti nella direzione spirituale.
Non bisogna aver paura di creare dei &ldquo;martiri&rdquo;; c&rsquo;&egrave; bisogno di precedenti, anche se poi tutto sarebbe fatto per facilitare al diretto interessato il passaggio a un mestiere secolare.
A nessun candidato al sacerdozio deve essere concessa la consacrazione se non &egrave; disposto a riconoscere in modo esplicito e senza alcuna riserva i doveri del sacerdozio e accettare l&rsquo;obbedienza canonica. Da escludere dai voti sono in primo luogo gli autori di dichiarazioni contro il celibato, contro gli scritti teologici del Papa e dei vescovi e, infine, i fomentatori di rivolte e ricatti all&rsquo;interno dei convitti e seminari.
E&rsquo; preferibile avere meno sacerdoti e occupare i posti vacanti nelle parrocchie nominando a diacono uomini pi&ugrave; anziani, sposati, piuttosto che lasciare imboccare alle parrocchie, guidate da sacerdoti dogmatici e ribelli, l&rsquo;errata via.
D&rsquo;ora in poi si dovr&agrave; prestare molta pi&ugrave; attenzione alla formazione dei &ldquo;teologi laici&rdquo;, e anche il conferimento della Missio canonica dovr&agrave; avvenire con maggior oculatezza. Una parte di questi si ispira alla &ldquo;sinistra&rdquo; ecclesiastica e alimenta &ndash; consapevolmente o meno &ndash; l&rsquo;insicurezza e la poca chiarezza nelle questioni di fede.
A tutto il clero va inculcato che la liturgia non &egrave; un consesso di persone dove ognuno contribuisce liberamente alla sua organizzazione, ma che si tratta di una messa da celebrare secondo le regole della chiesa. Non &egrave; ammissibile, infatti, che oggigiorno ci siano sacerdoti che cambiano addirittura nella liturgia le parole della formula di rito della consacrazione. La messa in latino, che costituisce il collante della chiesa universale, non pu&ograve; soccombere nell&rsquo;epoca di &ldquo;un mondo solo&rdquo;. Per questo sarebbe auspicabile che nelle chiese dove si celebrano pi&ugrave; messe domenicali, almeno una fosse in latino. L&rsquo;esperienza dimostrer&agrave; che saranno in molti ad assistervi.
Vista la confusione che generano sull&rsquo;essenza della chiesa, all&rsquo;interno del magistero devono essere respinte parole d&rsquo;ordine  tipo &ldquo;democratizzazione della chiesa&rdquo;, &ldquo;cattolicesimo critico&rdquo; e altro, mentre si deve insistere sull&rsquo;insegnamento che si basa sulla Lumen gentium. I princ&igrave;pi della sussidiariet&agrave; e della solidariet&agrave; sono pi&ugrave; che sufficienti per assicurarsi la partecipazione dei fedeli alla realizzazione della missione apostolica. E non si deve temere di lasciare nel vocabolario della chiesa termini come &ldquo;autorit&agrave;&rdquo; e &ldquo;obbedienza&rdquo;.
I movimenti che oggi mirano pi&ugrave; a una rivoluzione della chiesa nel senso del XVI secolo, piuttosto che a un &ldquo;aggiornamento&rdquo;, sono al momento assai meno strutturati organizzativamente di quanto qualcuno voglia credere o tema. Il che per&ograve; non autorizza a respingere in toto l&rsquo;impressione fondata che questi movimenti rivoluzionari in ambito cattolico dispongano di un solido nocciolo organizzativo. Sarebbe dunque da capire &ndash; per quanto senza troppa ambizione e nemmeno troppe illusioni &ndash; la funzione delle associazioni studentesche, e se del caso intervenire prontamente: meglio smantellare delle associazioni studentesche e tornare a un unico pastore delle anime, come quattro decenni fa, piuttosto che alimentare lo smembramento della chiesa. Lo stesso vale per il Bdkj (la Federazione dei giovani cattolici tedeschi) e la scelta dei prelati responsabili dei giovani nelle diocesi e nei decanati.
Infine non si pu&ograve; non vedere che radio e televisioni, compresa quella di emanazione ecclesiastica, sono, salvo poche eccezioni, orientate a &ldquo;sinistra&rdquo;. Spezzare la loro egemonia non sar&agrave; una cosa facile; ci&ograve; nonostante bisogna iniziare, in una prospettiva di lungo periodo, a esercitare una ponderata influenza, e soprattutto non bisogna limitarsi a decisioni una tantum per quel che riguarda la politica del personale, ma restare in contatto continuo con i giornalisti attraverso un rappresentante qualificato della chiesa. 
Le richieste di democratizzazione dei &ldquo;Kirchenbl&auml;tter&rdquo; avanzate durante il Kirchentag di Essen, non vanno assolutamente accolte; perch&eacute; se si accogliessero verrebbe a scomparire l&rsquo;ultimo pezzo di stampa non dominato dalla &ldquo;sinistra&rdquo;, e l&rsquo;ultimo strumento di informazione da parte delle autorit&agrave; ecclesiastiche per i fedeli, al di fuori della chiesa.</p><p>IV. Nei parallelismi qui da noi enunciati e nelle proposte esemplificative da questi dedotte, abbiamo ovviamente tenuto conto del fatto che nel movimento ecclesiastico contemporaneo vi sono anche forti spinte religiose, esattamente come succedeva anche nel XVI secolo, in seguito al movimento nato sulla spinta di Lutero. Per entrambi questi movimenti vale la parola di sant&rsquo;Agostino: &ldquo;Nulla porro falsa doctrina est, quae non aliqua vera intermisceat&rdquo; (Quaest. ev. II 40). [Non esiste falsa dottrina che non sia mescolata con elementi di quella vera]. Noi siamo per&ograve; convinti che la Verit&agrave; e la Bont&agrave;, scaturiti attraverso il Concilio, possano dare i loro frutti solo se separati nettamente dall&rsquo;errore.
Pi&ugrave; si aspetter&agrave; a intervenire, a praticare una netta cesura, e maggiore sar&agrave; il pericolo che forze preziose, perch&eacute; amalgamate con l&rsquo;erronea visione, andranno pers&eacute;. L&rsquo;inevitabile conseguenza di ci&ograve; potrebbe essere non solo una scissione ma anche l&rsquo;abbandono del cristianesimo.
Quanto pi&ugrave; i sacerdoti sapranno parlare chiaramente, agire risolutamente tanto pi&ugrave; grande &egrave; la possibilit&agrave; di fortificare il movimento di rinnovamento all&rsquo;interno della chiesa, e dunque la chiesa stessa.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it venerd&igrave; 23 settembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-23T19:21:35+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Il "benvenuto" di Hans Küng [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/Hans_Kung.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/Hans_Kung.jpg" alt="" title="" width="150" height="100" class="alignright size-full wp-image-5605" /></a></p><p>Cos&igrave;, sullo <strong><a href="http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,787325,00.html">Spiegel</a></strong>, il teologo Hans K&uuml;ng a cui nel 1979 il Vaticano ha revocato il permesso di insegnare teologia nelle facolt&agrave; cattoliche dopo aver pubblicamente respinto il dogma dell&rsquo;infallibilit&agrave; papale, accoglie Benedetto XVI in Germania:</p><p>"In passato il sistema romano &egrave; stato confrontato con il sistema comunista, quello in cui una persona aveva sempre l&rsquo;ultima parola. Oggi mi chiedo se non siamo forse in una fase di &#039;Putinizzazione&#039; della chiesa cattolica. Naturalmente non voglio paragonare il Santo Padre, come persona, con lo statista russo profano. Ma ci sono molte somiglianze strutturali e politiche. Anche Putin ha ereditato un patrimonio di riforme democratiche. Ma lui ha fatto di tutto per invertirle. Nella chiesa, abbiamo avuto il consiglio, che ha avviato il rinnovo e la comprensione ecumenica. Anche i pi&ugrave; pessimisti non avrebbero potuto immaginare che tali battute d&rsquo;arresto sarebbero state possibili dopo. La politica di restaurazione del Papa polacco, a partire dal 1980, ha reso possibile eleggere come Papa il capo della Congregazione per la dottrina della fede, una volta conosciuta come la Congregazione della romana inquisizione universale &ndash; ed &egrave; ancora una inquisizione, nonostante il nome nuovo".</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it gioved&igrave; 22 settembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-22T10:17:28+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[L'"incorreggibile" Benedetto di Der Spiegel [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/titel.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/titel.jpg" alt="" title="" width="312" height="412" class="aligncenter size-full wp-image-5586" /></a></p><p>Cos&igrave; il settimanale Der Spiegel accoglie Benedetto XVI "l&#039;incorreggibie", reo, in sostanza, di aver indotto i tedeschi ad abbandonare la fede.</p><p>Secondo un sondaggio emerge che dal 1990 al 2010 il numero di cattolici &egrave; diminuito in Germania del 12,7 per cento, per un totale di 2,6 milioni di persone, quello dei matrimoni celebrati in chiesa ha subito un tracollo del 58,3 per cento, con un calo del 43,1 per cento dei battesimi ed una diminuzione del 62,1 per cento delle vocazioni sacerdotali. Ad essere soddisfatti dell&rsquo;operato del Papa sono il 36 per cento dei tedeschi, mentre il 32 per cento &egrave; insoddisfatto ed il 21 per cento si dichiara indifferente. Ad approvare la presenza del Papa al Bundestag e&rsquo; il 47 per cento del campione, mentre il 45 per cento esprime la propria contrariet&agrave;.</p><p>Der Spiegel ricorda il numero di cattolici favorevoli all&#039;abolizione del celibato e all&#039;ordinazione sacerdotale femminile. E ricorda che molti sono contrari alle chiusure del Vaticano sul tema dell&#039;omosessualit&agrave;.</p><p>Domanda: se Ratzinger abolisse il celibato e ammettesse le donne-prete i cattolici aumenterebbero?</p><p>Publicato su palazzoapostolico.it luned&igrave; 19 settembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-16T12:50:09+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Ratzinger? Molto romano-centrico dice il Tablet [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/0015a611_medium.jpeg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/0015a611_medium.jpeg" alt="" title="" width="115" height="200" class="alignright size-full wp-image-5564" /></a></p><p>"Se Giovanni Paolo II &egrave; stato accusato di creare una &#039;mafia&#039; polacco-slava durante il suo lungo regno, la stessa cosa non la si pu&ograve; dire di Benedetto XVI. Il Papa tedesco non ha nominato nessuno del suo paese natale in un incarico importante della curia romana", a eccezione "del cardinale svizzero Kurt Koch, capo del Pontificio consiglio per la promozione dell&#039;unit&agrave; dei cristiani".</p><p>Parte da questa considerazione il settimanale cattolico inglese Tablet per spiegare in un articolo intitolato "<strong><a href="http://www.thetablet.co.uk/article/161726">Benedict&rsquo;s papacy: the way it&rsquo;s shaping up</a></strong>", la "romanit&agrave;" delle nomine di Benedetto XVI, nomine che hanno portato la curia a essere fortemente "romana" (di pi&ugrave;, in sostanza, di quanto gi&agrave; per forza di cose non lo sia), e dunque antagonista delle correnti teologiche pi&ugrave; aperte. Quelle, spiega il Tablet, alla Hans K&uuml;ng.</p><p>Sono 47 gli italiani portati in posizioni di rilievo nella curia. Ratzinger ha cambiato 99 dei 127 "dirigenti" della stessa curia. 99 su 127 non sono pochi e dicono che Benedetto XVI, a suo modo, governa.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it venerd&igrave; 16 settembre 2011     </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-15T22:25:21+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Quando Fellay disse: "Restiamo fuori" [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/images.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/images.jpg" alt="" title="" width="151" height="200" class="alignright size-full wp-image-5553" /></a></p><p>Dopo aver letto il <strong><a href="http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/28010.php?index=28010&po_date=14.09.2011&lang=it">comunicato</a></strong> di ieri relativo all&#039;incontro avvenuto in Vaticano tra la Dottrina della fede e i lefebvriani mi domando cosa succeder&agrave;. E, soprattutto, mi chiedo: quanto i lefebvriani sono cambiati rispetto a quattro anni, fa quando per il Riformista intervistai il loro attuale capo, Bernard Fellay. Quanto sono disposti ad accettare il Concilio come la Santa Sede chiede loro?</p><p>Ecco di seguito l&#039;intervista. Era il 25 ottobre 2007.</p><p>IL MOTU PROPRIO NON BASTA. I LEFEBVRIANI RESTANO FUORI</p><p>Econe. &Egrave; qui, nel piccolo villaggio della valle del Rodano, sul versante svizzero delle Alpi Pennine, che nel 1969 Marcel Lefebvre si ritir&ograve; con un manipolo di seminaristi e fond&ograve; la Fraternit&agrave; Sacerdotale San Pio X.</p><p>Lo scopo dichiarato era fuggire da Roma, la citt&agrave; che aveva aperto le sue porte al Concilio Vaticano II, la citt&agrave; dove, come disse lui stesso, &laquo;non era pi&ugrave; possibile trovare un seminario che desse ai giovani aspiranti al sacerdozio la formazione che la Chiesa ha sempre dato loro e che sola pu&ograve; farne degli autentici sacerdoti cattolici&raquo;.</p><p>Parole lapidarie e che, negli anni, portarono il vescovo francese a una sempre pi&ugrave; netta presa di distanza da Roma. Fino a quel 30 giugno 1988 quando Lefebvre ordin&ograve; autonomamente quattro vescovi e si poneva, ipso facto, nella scomunica latae sententiae. Una scomunica ancora oggi in vigore.</p><p>A Econe, la sede della Fraternit&agrave; ha mura alte e spesse. Dentro, non soltanto il vento dello Spirito del Concilio, ma lo stesso Concilio pare non sia mai riuscito a entrare. I battenti, qui, sono sempre rimasti chiusi per gli spifferi giudicati malsani. Fumo di Satana, li chiamava Paolo VI, e qui, a Econe, sono pronti a giurare che Montini si riferisse alla riforma della Chiesa inaugurata dal Vaticano II. E, infatti, il tempo, sulla valle del Rodano, sembra essere fermo a Eugenio Pacelli, all&rsquo;ultimo Pontefice prima dello sbarco a Roma dei padri conciliari, prima dell&rsquo;apertura della sacra assise, prima dell&rsquo;arrivo nella Chiesa della &ldquo;nefasta&rdquo; brezza riformatrice.</p><p>Ma oggi alla guida della Chiesa di Roma c&rsquo;&egrave; Joseph Ratzinger. Ed &egrave; su questa brezza, o meglio, sull&rsquo;ermeneutica di questo anelito di novit&agrave;, che egli ha deciso di giocare una buona fetta del proprio pontificato. Per lui, non esiste uno &ldquo;spirito&rdquo; del Concilio ma esiste il Concilio e basta. Esiste esclusivamente un avvenimento che ha voluto portare una riforma nella Chiesa in piena continuit&agrave; col passato. La rottura, se c&rsquo;&egrave; stata, &egrave; menzogna di una certa esegesi intra ecclesiale.</p><p>E, come ha ricordato pi&ugrave; volte Ratzinger ai tempi del cardinalato, al centro di questo rinnovamento i padri conciliari vollero mettere innanzitutto quello che &egrave; il cuore della vita dei credenti, ovvero la liturgia. </p><p>Non fu un caso, infatti, che il primo documento vergato nell&rsquo;assise 1962-1965 fu la costituzione Sacrosanctum Concilium sulla sacra liturgia. Come a dire: &egrave; necessario prima d&rsquo;ogni altra cosa riportare nel mezzo della vita di fede l&rsquo;incontro col mistero espletato nella liturgia. Il resto, viene di conseguenza.</p><p>E oggi, parecchi anni dopo il Vaticano II, &egrave; il Motu Proprio Summorum Pontificum il biglietto da visita col quale Benedetto XVI vuole mettere nero su bianco la volont&agrave; di non tradire il passato, soprattutto in campo liturgico. Perch&eacute; la liturgia &egrave; la Chiesa, e da come essa prega traspare ci&ograve; in cui crede.</p><p>Bernard Fellay &egrave; dal 1994 (e lo sar&agrave; ancora fino al 2018) superiore generale della Fraternit&agrave; San Pio X. Consacrato vescovo da Lefebvre nel 1988, ascese in pochi anni ai vertici della Fraternit&agrave;. Lui, Lefebvre, lo ha visto morire dopo una settimana di coma incosciente. &laquo;Mor&igrave; sereno &ndash; dice al Riformista &ndash; e mai, nonostante alcune voci leggendarie intorno agli ultimi giorni della sua vita terrena, si pent&igrave; di quanto aveva in precedenza fatto. La scomunica nei suoi confronti, insomma, rimase tale fino all&rsquo;ultimo n&eacute; lui fece nulla perch&eacute; gli venisse ritirata&raquo;.</p><p>Fellay, a torto, &egrave; stato pi&ugrave; volte definito come il capofila dell&rsquo;anima pi&ugrave; moderata dei lefebvriani. Il contrario di monsignor Richard Williamson che invece, della Fraternit&agrave;, rappresenterebbe l&rsquo;ala pi&ugrave; intransigente, quella insomma del &ldquo;mai e poi mai&rdquo; un compromesso con Roma.</p><p>&laquo;Niente di pi&ugrave; falso &ndash; spiega in merito Fellay &ndash; io e Williamson siamo sulla stessa linea, quella che ritiene che in una Chiesa siffatta noi difficilmente potremo rientrare. E i motivi sono molto semplici. Benedetto XVI ha s&igrave; liberalizzato l&rsquo;antico rito, ma non mi spiego per quale motivo ha fatto una scelta del genere se poi permette alla maggioranza dei vescovi di criticarlo e di disobbedire a quanto egli ha stabilito. Cosa dovremmo fare noi? Rientrare nella Chiesa e poi farci insultare da tutta questa gente?&raquo;.</p><p>E ancora: &laquo;Al di l&agrave; dell&rsquo;antico rito, il problema per noi risiede nelle parole che Benedetto XVI dedica al Vaticano II. Abbiamo letto la sua volont&agrave; di porre in essere un&rsquo;esegesi della continuit&agrave;. Ma a questa volont&agrave; mi sembra non seguano azioni concrete. Perch&eacute; la rottura col passato, purtroppo, riguarda direttamente alcuni testi del Vaticano II ed &egrave; questi testi che, in qualche modo, bisognerebbe rivedere. Egli, nell&rsquo;intervista che apre il libro del cardinale Leo Scheffczyk, &ldquo;l mondo della fede cattolica. Verit&agrave; e Forma&rdquo; dichiara che dopo il Concilio fu troppo timoroso coi colleghi votati a una linea decisa di apertura al mondo. Va bene, ma concretamente quali azione egli intende porre in essere per riparare?&raquo;.</p><p>Cio&egrave; a dire: Ratzinger dovrebbe adoperarsi per una revisione diretta dei testi conciliari e non soltanto per denunciare una loro scorretta ermeneutica. &laquo;Prendiamo, ad esempio &ndash; dice Fellay -, la dichiarazione Dignitatis Humanae dedicata alla libert&agrave; religiosa. In essa la Chiesa si pone in uno stato di sudditanza rispetto a un&rsquo;autorit&agrave; civile che le deve garantire il diritto della libera espressione. Ma a mio avviso dovrebbe essere il contrario: &egrave; lo Stato che deve sottomettersi alla fede cattolica e riconoscerla come religione di Stato&raquo;.</p><p>Se la liturgia &egrave; il cuore del dissenso dei lefebvriani nei confronti di Roma, le divergenze sembrano avere un respiro pi&ugrave; ampio che il Motu Proprio Summorum Pontificum non pu&ograve; da solo risolvere. &laquo;Io &ndash; conclude Fellay &ndash; ho incontrato Benedetto XVI una sola volta, nell&rsquo;estate del 2005. Da quel giorno ho avuto un intenso scambio di lettere con il cardinale Dar&iacute;o Castrill&oacute;n Hoyos, presidente dell&rsquo;Ecclesia Dei. Ma ancora non c&rsquo;&egrave; un documento di lavoro comune. Sono per&ograve; fiducioso perch&eacute; nonostante tutto i nostri rapporti sono ottimi&raquo;.</p><p>Scambio di lettere. Rapporti comunque ottimi. Conclude lasciando un filo di speranza, monsignor Fellay, anche se il giorno del rientro dei lefebvriani nella Roma di Benedetto XVI, il Pontefice che parecchio si sta spendendo per ridare alle conquiste della Chiesa il loro corretto valore, sembra ancora di l&agrave; da venire. Se la cosa accadesse Fellay riporterebbe a casa un gruppo di 200 seminaristi e 450 preti. E in un periodo di magra vocazionale, non sarebbe poca roba.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it gioved&igrave; 15 settembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-15T18:39:15+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Addio a Zizola [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/Giancarlo-Zizola-Fotogramma_258.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/Giancarlo-Zizola-Fotogramma_258.jpg" alt="" title="" width="158" height="158" class="alignright size-full wp-image-5542" /></a></p><p>Qualche anno fa collaboravo con il Sole 24 Ore. Facevo delle piccole inchieste che uscivano sull&#039;edizione del luned&igrave;.</p><p>Poi arriv&ograve; il 2 aprile del 2005. Il Papa mor&igrave;. In vista del conclave il Sole mi fece fare una pagina sulla curia romana, i cardinali pi&ugrave; influenti, le cordate, la solita roba insomma.</p><p>Giancarlo Zizola da anni scriveva per il Sole, vaticanista di prestigio che non osavo avvicinare. Ricordo che quando stavo costruendo il mio pezzo lo vidi in sala stampa vaticana. C&#039;era una conferenza stampa. Un collega si alz&ograve; e fece una domanda a Joaquin Navarro-Valls. Non ricordo il contenuto della domanda. Ricordo solo che dal fondo della sala Zizola sbuff&ograve; e disse: "Basta!".</p><p>Io mi eclissai. Scrissi il mio pezzo sicuro che di l&igrave; a poco Zizola avrebbe chiamato il direttore del Sole e gli avrebbe detto di non farmi mai pi&ugrave; scrivere.</p><p>Le cose andarono diversamente. Dopo un mese qualcuno mi present&ograve; a lui che disse: "Ah, Rodari".</p><p>Da qual giorno spesso l&#039;ho chiamato per chiedergli contributi per i miei pezzi. L&#039;ultima volta fu per la nomina di Scola. Diceva che Scola non aveva l&#039;et&agrave; per andare a Milano. Ma che tanto il Papa avrebbe deciso indipendentemente da questo fattore per lui non secondario.</p><p>Mai banale, sempre pungente, a tratti velenoso, spesso di parte, pi&ugrave; che scrivere dipingeva. Impossibile non cercarlo, gli ultimi anni, sulle pagine di Repubblica. Ma adesso purtroppo <strong><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/09/14/news/lutto_zizzola-21641125/?ref=HREC1-12">non c&#039;&egrave; pi&ugrave;</a></strong>.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoled&igrave; 14 settembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-14T10:21:30+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Il Bertone del Massimo Franco inglese [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/1.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/1.jpg" alt="" title="" width="153" height="163" class="alignright size-full wp-image-5532" /></a></p><p>Massimo Franco, notista politico del Corriere della Sera e autore di <strong><a href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?isbn=978880460469">C&#039;era una volta un Vaticano</a></strong>, sembra sempre trattenuto quando sul suo giornale deve firmare pezzi che riguardano le cose vaticane.</p><p>Non cos&igrave; quando firma per altri quotidiani, ad esempio il Guardian.</p><p>Sabato &egrave; suo <strong><a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/belief/2011/sep/10/vatican-minister-death-threat">il pezzo per il quotidiano inglese</a></strong> dedicato al segretario di stato Tarcisio Bertone e alla lettera anonima di cui ha parlato Panorama la quale, preannunciando il funerale del porporato, lo accusava di non saper decidere e di scegliere i collaboratori solo sulla base delle sue simpatie personali.</p><p>Massimo Franco afferma che la lettera anonima conferma che Bertone "non controlla l&#039;apparato della chiesa come vorrebbe". Bertone &egrave; considerato ignorante circa "i doveri internazionali connessi al ruolo di segretario di Stato vaticano", e si ritiene abbia "una scarsa conoscenza della politica estera". Ci&ograve; nonostante, chiude Franco, niente accadr&agrave;. Bertone &egrave; e sar&agrave; ancora segretario di stato, primo collaboratore di Benedetto XVI.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it luned&igrave; 12 settembre 2011  </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-12T00:37:40+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[L'ultimo cattolico liberale [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/elproyectomatriz_280xFree.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/09/elproyectomatriz_280xFree.jpg" alt="" title="" width="180" height="180" class="alignright size-full wp-image-5512" /></a></p><p>Il &ldquo;cattolico liberale&rdquo; &egrave; una razza rara. Ancora di pi&ugrave; oggi che uno dei suoi pi&ugrave; grandi interpreti, Francesco Cossiga, se ne &egrave; andato.</p><p>I cattolici liberali nacquero in Italia sotto la fine del regno pontificio. Pensavano, pochi e soli, fosse positivo per la chiesa perdere il potere temporale perch&eacute; essa sarebbe stata pi&ugrave; libera di andare al nocciolo della sua vocazione spirituale. Pensavano di dovere obbedienza al Papa, ai precetti della chiesa insieme (in questo senso non erano per nulla &ldquo;liberal&rdquo;), ma ritenevano anche fosse lecito, anzi doveroso, far lavorare la propria coscienza e mai piegare la testa aprioristicamente davanti a vescovi e cardinali. Il loro principali autori di riferimento erano senz&rsquo;altro Antonio Rosmini, Alessandro Manzoni e John Henry Newman.</p><p>&ldquo;Cossiga mi ha detto&rdquo;, l&rsquo;ultimo libro di Renato Farina (Marsilio, 18 euro) raccoglie una serie di confidenze fatte da Cossiga a Farina pochi mesi prima di morire, il 19 agosto 2010 e, assieme a tante chicche gustosissime, offre un quadro stupendo di cosa significhi essere cattolico e insieme liberale.</p><p>Dice Cossiga: &ldquo;Io sono un democristiano del tipo cattolico liberale, che ha provato, e tuttora prova, a fare sua la lezione di Antonio Rosmini e di Alessandro Manzoni. Un cattolico infante che obbedisce alla chiesa laddove essa si esprima sulle questioni di etica pubblica. Incapace &ndash; come invece riesce con naturalezza del popolano romano, al segretario di stato permanente della Santa Sede, e cio&egrave; Andreotti &ndash; di essere strumento soffice della politica vaticana. Non perch&eacute; io non voglia. Non ne sono capace per temperamento, per formazione, perch&eacute; Newman mi dice di seguire la coscienza, e la coscienza vuol dire obbedire alla chiesa e al papa: non alla linea politica affatto mondana e dunque opinabile della curia o della conferenza episcopale italiana, la quale non ha statuto teologico sulla base del quale invocare obbedienza. Per questo mi permetto di discutere e, ahim&egrave;, talvolta di insolentire segretari di stato e presidenti di conferenza episcopale. Altra cosa &egrave; il Papa e il mio vescovo, che poi essendo romano &egrave; ancora il Papa&rdquo;.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it luned&igrave; 5 settembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-05T18:24:54+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Quando un prete cerca l'applauso [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p></p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it gioved&igrave; 1 settembre 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-09-01T10:34:47+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Ancora su Flores d'Arcais e su chi era Gesù [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/08/ni4.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/08/ni4.jpg" alt="" title="" width="278" height="157" class="alignright size-full wp-image-5472" /></a></p><p>Prima di Paolo Flores d&#039;Arcais e della sua <strong><a href="http://www.paolorodari.com/2011/08/28/era-davvero-il-messia/">indagine intorno a Ges&ugrave;</a></strong> (era il Messia o &egrave; tutta un&#039;invenzione?), ha scritto in merito non pochi libri Antonio Socci.</p><p>In queste ore sono andato a riguardarli. E&#039; qui che molti critici e scettici intorno alla pretesa contenuta nei Vangeli (era Ges&ugrave; davvero il figlio di Dio?) possono trovare ampie e documentate risposte.</p><p>Recentemente Socci ha pubblicato due lavori in merito da leggere: "<strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788817025904/socci-antonio/indagine-gesu.html">Indagine su Ges&ugrave;</a></strong>" e "<strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788817037365/socci-antonio/guerra-contro-gesu.html">La guerra contro Ges&ugrave;</a></strong>".</p><p>In "La guerra contro Ges&ugrave;" c&#039;&egrave; un capitolo che fa al caso nostro. S&#039;intitola: "Fidarsi dei testimoni oculari?". Ci si pu&ograve; fidare degli apostoli? Dei Vangeli?</p><p>Si domanda Socci: "Perch&eacute; i critici non esibiscono argomenti schiaccianti (o almeno decenti) per dimostrare la falsit&agrave; dei resoconti evangelici?". "In venti secoli questi argomenti schiaccianti non sono mai stati presentati".</p><p>Secondo Socci c&#039;&egrave; un presupposto da cui partire: il fatto che gli evangelisti raccontano fatti ai quali hanno partecipato. Nota il flosofo Jean Guitton che i Vangeli si propongono come "testimonianze di fatti accaduti e non come testimonianze di fede" perch&eacute;, dice Socci, "la fede di quegli stessi testimoni si basa precisamente su quei fatti".</p><p>Il fatto pi&ugrave; clamoroso, ovviamente, &egrave; la risurrezione di Ges&ugrave;. Pietro riporta una notizia che corre di bocca in bocca tanto che invita tutti ad andare a vedere la tomba vuota: davvero il corpo di Ges&ugrave; non era pi&ugrave; l&igrave;.</p><p>Gli evangelisti hanno raccontato fatti a cui hanno partecipato. Scrive Carsten Peter Thiede che "a nessuno studioso dell&#039;antichit&agrave; potrebbe mai passare per la mente di degradare a inventore di leggende lo storiografo Tacito perch&eacute; nella pagine da lui stese sui romani in Britannia si rif&agrave; ai resoconti di un testimone oculare, il legato Agricola, che era suo suocero". Ebbene, nel caso dei Vangeli "siamo di fronte a eventi che sono testimoniati da tanti, concordemente, ma i cui testimoni sono stati disposti a dare tutto (i loro beni, i loro affetti e la loro stessa vita, tolta con grandi starzi) in pegno delle loro testimonianze. Non solo. Hanno fatto tutto questo per rendere testimonianza a una storia dove loro, in prima persona, facevano figure ben meschine, talora vergognose e miserabili. Non c&#039;&egrave; un solo evento storico, tra quelli ritenuti certi dalla manualistica e dagli storici, che sia stato testimoniato cos&igrave;. Da nessuno, mai".</p><p>Dice Socci che, anche a motivo del prezzo che gli evanglisti hanno dovuto pagare per la testimonianza resa, "qualunque storico che si occupi di una qualsiasi vicenda del passato riconoscer&agrave; la massima credibilit&agrave; a simili testimoni. Invece nel caso di Ges&ugrave; (e solo nel suo caso) sembra che queste norme di razionalit&agrave; e correttezza storiografica debbano inspiegabilmente essere rovesciate: non solo non si riconosce il valore eccezionale di quelle testimonianze siglate con il sangue, ma non deve valere neanche il credito normalmente accordato ai testimoni. Insooma si arriva a voler imporre il pregiudizio contrario: che essi mentano".</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it marted&igrave; 30 agosto 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-08-30T18:40:57+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[L'Europa dei musulmani [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/08/3255-300x300.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/08/3255-300x300.jpg" alt="" title="" width="100" height="200" class="alignright size-full wp-image-5465" /></a></p><p>La prima puntata RaiUno l&#039;ha mandata in onda in fascia notturna, marted&igrave; 23 agosto dopo l&#039;una di notte.</p><p>Eppure &ldquo;<strong><a href="http://www.musulmanieuropei.it/">Musulmani Europei</a></strong>&rdquo;, un&#039;inchiesta in quattro puntate (da 50 minuti ciascuna) sull&#039;Islam in Europa (Testi e regia: Luca De Mata. Supervisione: don Nicola Bux, teologo, e Mustaph&agrave; Mansouri, membro del Comitato per l&rsquo;Islam in Italia presso il Ministero dell&rsquo;Interno), avrebbe meritato ben altro orario. E, infatti, in Rai sembra l&#039;abbiano capito: domani la messa in onda di "Musulmani europei" verr&agrave; anticipata.</p><p>Perch&eacute; il documentario di De Mata &egrave; un tentativo coraggioso e inedito: raccontare dal campo la realt&agrave; musulmana in Europa. Quanti sono i musulmani nel nostro continente? Dove stanno? Cosa fanno? </p><p>Corpo centrale dell&rsquo;inchiesta &egrave; la questione della convivenza, della comprensione, della tolleranza, della libert&agrave;, della democrazia, della reciprocit&agrave; dei diritti, della centralit&agrave; della persona e dell&rsquo;integrazione. E&#039; un tema che riguarda tutti, non per pregiudizi di contrasto culturale, quanto per una reale e concreta paura della diversit&agrave;, del non conosciuto futuro di tutti noi.</p><p>La domanda che viene posta &egrave; se sia possibile vivere il contatto con l&rsquo;Islam percependolo come una grande opportunit&agrave; per riscoprire valori forti quali solidariet&agrave;, preghiera, spiritualit&agrave; e non intolleranza, quando non estremismo terroristico?</p><p>Trovi <strong><a href="http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2011-08-24&ch=1&v=79687&vd=2011-08-24&vc=1">qui</a></strong> la prima puntata.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it marted&igrave; 30 agosto 2011</p><p> </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-08-30T11:08:59+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Era davvero il Messia? [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/08/cop.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/08/cop.jpg" alt="" title="" width="130" height="220" class="alignright size-full wp-image-5449" /></a></p><p>In &ldquo;Ges&ugrave;. L&rsquo;invenzione del Dio cristiano&rdquo;, Paolo Flores d&rsquo;Arcais prova a confutare le tesi di Joseph Ratzinger espresse nel libro dedicato alla figura di Ges&ugrave; di Nazareth.</p><p>Flores, al contrario di Benedetto XVI, parte dal fatto che Ges&ugrave; non era cristiano ma un ebreo osservante. Di qui sostiene che Ges&ugrave; e Cristo sono due figure incompatibili. Storicamente reale il primo, profeta ebreo apocalittico itinerante che annunciava nei villaggi della Galilea la prossima fine del mondo &ndash; frutto di tre secoli di &ldquo;invenzione&rdquo; teologica &ndash; il secondo.</p><p>Sul Fatto quotidiano sono stato chiamato a dire la mia insieme al biblista Mauro Pesce. Io sostengo che, Vangeli alla mano, negare la divinit&agrave; di Cristo &egrave; un atto illegittimo. Pesce riassume il pensiero di Flores e ricorda l&#039;importanza di discutere criticamente e pubblicamente di questi temi.</p><p>Leggi <strong><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/un-ebreo-di-nome-gesu-uomo-o-dio/?printpage=undefined">qui</a></strong> entrambi gli interventi.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 28 agosto 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-08-28T15:23:29+02:00</dc:date>

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			<title><![CDATA[Il bivio della curia romana [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/08/pedofilia-vescovi-irlandesi-in-vaticano-ora-purificazione-1-150x150.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/08/pedofilia-vescovi-irlandesi-in-vaticano-ora-purificazione-1-150x150.jpg" alt="" title="pedofilia-vescovi-irlandesi-in-vaticano-ora-purificazione-1-150x150" width="150" height="150" class="alignright size-full wp-image-5439" /></a></p><p>David Quinn su Irish Catholic non cita il Foglio che <strong><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/9896">qui</a></strong> aveva parlato della cosa, ma conferma anch&#039;egli (<strong><a href="http://www.irishcatholic.ie/site/content/case-radically-restructuring-our-hierarchy-david-quinn">qui</a></strong>) che secondo rumors vaticani la curia romana &egrave; innanzi a un bivio non facile. La meta &egrave; la pulizia della chiesa irlandese, vessata dai report governativi che parlano di diversi abusi su minori commessi da preti. Le strade sono due: cambiare radicalmente operando la pi&ugrave; grande ristrutturazione mai avvenuta della gerarchia cattolica irlandese. Oppure cambiare, in qualche modo, senza tuttavia recidere la testa di chi &egrave; al comando.</p><p>Se i rumors diverranno reali, si dovrebbero dimettere tutti i vescovi nominati prima del 2003, l&#039;anno in cui la Dottrina della fede diretta da Joseph Ratzinger chiese e ottenne maggiori poteri sui casi di "delicta graviora", tra questi gli abusi sessuali su minori commessi da preti.</p><p>Sono solo rumors, certo, voci di corridoio, ma sono sempre pi&ugrave; insistenti.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it venerd&igrave; 12 agosto 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-08-12T10:57:59+02:00</dc:date>

		</item>

		
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			<title><![CDATA[Emanuela Orlandi. Ora chi sa parli [Palazzo Apostolico]]]></title>
			<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/08/images.jpg"><img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2011/08/images.jpg" alt="" title="" width="143" height="225" class="alignright size-full wp-image-5422" /></a></p><p>"Mi spiace dirlo, ma Giovanni Paolo II ha permesso al silenzio di cadere sulla vicenda di mia sorella: ho chiesto a Benedetto XVI un atto di coraggio e di abbattere quel muro di silenzio che dura da 28 anni. Io non capisco uno stato n&eacute; una religione che concepisca una situazione simile".</p><p>Sono parole pronunciate ieri a Cortina da Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, durante una dibattito dedicato al Vaticano.</p><p>Pietro, come tutti i suoi familiari, convive da 28 anni con l&#039;assenza di sua sorella.</p><p>28 anni, per me, sono troppi, non solo per la famiglia ma anche per chi sa e non dice nulla.</p><p>Pubblicato su palazzoapostolico.it venerd&igrave; 5 agosto 2011 </p>]]></description>
			<category><![CDATA[PALAZZO APOSTOLICO]]></category>

			<dc:creator><![CDATA[Paolo Rodari]]></dc:creator>
			<dc:date>2011-08-04T17:00:24+02:00</dc:date>

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